papa e bimbiL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua riflessione sul tema: “Perseverare nell’amore” (Lettura: 1 Ts 5,15-20).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa penultima catechesi sulla preghiera parliamo della perseveranza nel pregare. È un invito, anzi, un comando che ci viene dalla Sacra Scrittura. L’itinerario spirituale del Pellegrino russo comincia quando si imbatte in una frase di San Paolo nella Prima Lettera ai Tessalonicesi: «Pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie» (5,17-18). La parola dell’Apostolo colpisce quell’uomo ed egli si domanda come sia possibile pregare senza interruzione, dato che la nostra vita è frammentata in tanti momenti diversi, che non sempre rendono possibile la concentrazione. Da questo interrogativo comincia la sua ricerca, che lo condurrà a scoprire quella che viene chiamata la preghiera del cuore. Essa consiste nel ripetere con fede: “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore!”. Una semplice preghiera, ma molto bella. Una preghiera che, a poco a poco, si adatta al ritmo del respiro e si estende a tutta la giornata. In effetti, il respiro non smette mai, nemmeno mentre dormiamo; e la preghiera è il respiro della vita.

Come è dunque possibile custodire sempre uno stato di preghiera? Il Catechismo ci offre bellissime citazioni, tratte dalla storia della spiritualità, che insistono sulla necessità di una preghiera continua, che sia il fulcro dell’esistenza cristiana. Ne riprendo alcune.

Afferma il monaco Evagrio Pontico: «Non ci è stato comandato di lavorare, di vegliare e di digiunare continuamente no, questo non è stato domandato -, mentre la preghiera incessante è una legge per noi» (n. 2742). Il cuore in preghiera. C’è dunque un ardore nella vita cristiana, che non deve mai venire meno. È un po’ come quel fuoco sacro che si custodiva nei templi antichi, che ardeva senza interruzione e che i sacerdoti avevano il compito di tenere alimentato. Ecco: ci deve essere un fuoco sacro anche in noi, che arda in continuazione e che nulla possa spegnere. E non è facile, ma deve essere così.

San Giovanni Crisostomo, un altro pastore attento alla vita concreta, predicava così: «Anche al mercato o durante una passeggiata solitaria è possibile fare una frequente e fervorosa preghiera. È possibile pure nel vostro negozio, sia mentre comperate sia mentre vendete, o anche mentre cucinate» (n. 2743). Piccole preghiere: “Signore, abbi pietà di noi”, “Signore, aiutami”. Dunque, la preghiera è una sorta di rigo musicale, dove noi collochiamo la melodia della nostra vita. Non è in contrasto con l’operosità quotidiana, non entra in contraddizione con i tanti piccoli obblighi e appuntamenti, semmai è il luogo dove ogni azione ritrova il suo senso, il suo perché, e la sua pace.

Certo, mettere in pratica questi principi non è facile. Un papà e una mamma, presi da mille incombenze, possono sentire nostalgia per un periodo della loro vita in cui era facile trovare tempi cadenzati e spazi di preghiera. Poi, i figli, il lavoro, le faccende della vita famigliare, i genitori che diventano anziani… Si ha l’impressione di non riuscire mai ad arrivare in capo a tutto. Allora fa bene pensare che Dio, nostro Padre, il quale deve occuparsi di tutto l’universo, si ricorda sempre di ognuno noi. Dunque, anche noi dobbiamo sempre ricordarci di Lui!

Possiamo poi ricordare che nel monachesimo cristiano è sempre stato tenuto in grande onore il lavoro, non solo per il dovere morale di provvedere a sé stessi e agli altri, ma anche per una sorta di equilibrio, un equilibrio interiore: è rischioso per l’uomo coltivare un interesse talmente astratto da perdere il contatto con la realtà. Il lavoro ci aiuta a rimanere in contatto con la realtà. Le mani giunte del monaco portano i calli di chi impugna badile e zappa. Quando, nel Vangelo di Luca (cfr 10,38-42), Gesù dice a Santa Marta che la sola cosa veramente necessaria è ascoltare Dio, non vuol affatto disprezzare i molti servizi che lei stava compiendo con tanto impegno.

Nell’essere umano tutto è “binario”: il nostro corpo è simmetrico, abbiamo due braccia, due occhi, due mani... Così anche il lavoro e la preghiera sono complementari. La preghiera – che è il “respiro” di tutto – rimane come il sottofondo vitale del lavoro, anche nei momenti in cui non è esplicitata. È disumano essere talmente assorbiti dal lavoro da non trovare più il tempo per la preghiera.

Nello stesso tempo, non è sana una preghiera che sia aliena dalla vita. Una preghiera che ci aliena dalla concretezza del vivere diventa spiritualismo, oppure, peggio, ritualismo. Ricordiamo che Gesù, dopo aver mostrato ai discepoli la sua gloria sul monte Tabor, non volle prolungare quel momento di estasi, ma scese con loro dal monte e riprese il cammino quotidiano. Perché quella esperienza doveva rimanere nei cuori come luce e forza della loro fede; anche una luce e forza per i giorni che sarebbero stati prossimi venturi: quelli della Passione. Così, i tempi dedicati a stare con Dio ravvivano la fede, la quale ci aiuta nella concretezza del vivere, e la fede, a sua volta, alimenta la preghiera, senza interruzione. In questa circolarità fra fede, vita e preghiera, si mantiene acceso quel fuoco dell’amore cristiano che Dio si attende da ciascuno di noi.

E ripetiamo la preghiera semplice che è tanto bello ripetere durante il giorno, tutti insieme: “Signore Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Chers frères et sœurs,

la persévérance dans la prière est une invitation, et même un commandement qui nous vient de l’Ecriture Sainte. Dans son itinéraire spirituel, le Pèlerin russe se demande comment il est possible de prier sans interruption. De cette question commence sa recherche, qui le conduira à découvrir ce qu’on appelle la prière du cœur. Elle consiste à répéter avec foi: “Seigneur Jésus-Christ, Fils de Dieu, aie pitié de moi pécheur !” Cette prière s’adapte petit à petit au rythme de la respiration et s’étend à toute la journée. La prière est comme une portée musicale sur laquelle nous mettons la mélodie de notre vie. Elle n’est pas en contradiction avec l’activité quotidienne, elle est le lieu où chaque action retrouve son sens, son pourquoi et sa paix. Le travail et la prière sont complémentaires. La prière - qui est le “souffle” de tout - demeure comme la toile de fond du travail, même dans les moments où elle n’est pas explicite. C’est pourquoi, une prière étrangère à la vie n’est pas une prière saine. Une prière qui nous sépare du concret de la vie devient du spiritualisme ou du ritualisme. Les moments dédiés à la présence de Dieu ravivent la foi, qui nous aide dans notre vie. La foi à son tour, alimente la prière sans interruption.Dans cette circularité entre foi, vie et prière, le feu de l’amour chrétien reste allumé, amour que Dieu attend de chacun de nous.

Santo-Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese.

Fratelli e Sorelle, la preghiera è una necessità vitale per una vita cristiana sana e fruttuosa. Impariamo a trovare nel cuore delle nostre attività quotidiane dei momenti di raccoglimento e di meditazione per offrire al Signore le nostre preoccupazioni, le nostre emozioni, le nostre speranze, come pure la vita del mondo. Allora saremo discepoli secondo il cuore di Cristo.

Su ciascuna delle vostre persone, invoco la pace e la Benedizione di Dio.

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française.

Frères et sœurs,

La prière est une nécessité vitale pour une vie chrétienne saine et fructueuse. Sachons trouver au cœur de nos activités quotidiennes des moments de recueillement et de méditation pour offrir au Seigneur, nos soucis, nos émotions, nos espoirs, ainsi que la vie du monde. Nous serons alors des disciples selon le cœur du Christ.

Sur chacune de vos personnes, j’invoque la Paix et la Bénédiction de Dieu.

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in our continuing catechesis on prayer, we now consider the importance of perseverance in prayer. Reflecting on Saint Paul’s encouragement to pray unceasingly (cf. 1 Thess 5:17), the Church’s spiritual writers have questioned how it is possible to remain in a constant state of prayer. The Russian ascetic tradition developed the prayer of the heart, based on repeating the words, “Lord Jesus Christ, Son of God, have mercy on me a sinner”, until they become like the air we breathe. The Greek monk Evagrius compared prayer to a flame burning perpetually in our hearts even as we carry out our daily tasks. Prayer thus becomes the backdrop against which every action of our lives finds its deepest meaning. If God can find time for each of us, surely we can find time for him! The monastic tradition teaches the spiritual fruitfulness of balancing prayer and work. By maintaining that balance in our own lives, we too can grow in our union with God and keep the fire of divine love daily burning in our hearts.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua inglese. Invito tutti a coltivare una preghiera costante, capace di unire la nostra vita quotidiana e offrirla come sacrificio gradito al Signore. Su voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace di Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. I invite everyone to grow in a spirit of constant prayer, capable of uniting our daily lives and making them a sacrifice pleasing to the Lord. Upon you and your families I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Die Heilige Schrift lädt uns ein, ja sie gebietet uns, „ohne Unterlass“ zu beten – und die Gläubigen aller Zeiten haben sich gefragt, wie man sich solch unaufhörliches Gebet vorstellen soll und wie es sich konkret verwirklichen lässt. In dieser Hinsicht ist das Buch „Aufrichtige Erzählungen eines russischen Pilgers“ zu einem Klassiker der geistlichen Literatur geworden. Es beschreibt den inneren Weg des sogenannten Herzensgebetes, das beständig und dem Atem folgend die immer gleiche Anrufung des Namens Jesu wiederholt, bis sich dieses Gebet dann mit dem unbewussten, kontinuierlichen Rhythmus des Atems verbindet. Wie der Atem setzt sich dieses Beten dann fort, auch wenn man mit anderen Dingen beschäftigt ist. Die biblische Aufforderung, ohne Unterlass zu beten, muss also keineswegs in einem Widerspruch zu unseren vielfältigen Aufgaben und Verpflichtungen des Alltags stehen – auch wenn es uns manchmal so vorkommen mag. So nahm gerade im christlichen Mönchtum die Arbeit immer einen gewichtigen Platz ein, und das nicht nur aufgrund materieller Notwendigkeit, sondern auch zur Erhaltung eines inneren Gleichgewichts. Das Gebet ist für den geistlichen Menschen wie der Atem, er durchzieht all unser Tun, es belebt und inspiriert das ganze Leben. Die Arbeit ihrerseits bewahrt das Gebet vor einer spiritualistischen oder ritualistischen Abgehobenheit und Entfremdung vom konkreten Leben. Beten und christliches Leben lassen sich nicht trennen (KKK 2745).

Santo Padre:

Cari fratelli e sorelle di lingua tedesca, venerdì celebriamo la solennità del Santissimo Cuore di Gesù. Chiediamo al Signore di far battere il nostro cuore con il suo: lo purifichi da tutto ciò che è terreno, da tutto ciò che è orgoglio e disordine, da tutto ciò che è insensibile; lo riempia di sé, perché nel Suo amore e nel timore di Lui il nostro cuore possa trovare la pace.

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern deutscher Sprache, am Freitag feiern wir das Herz-Jesu-Fest. Bitten wir den Herrn um ein Herz, das nach dem seinen schlägt. Er reinige es von allem Irdischen, von allem Stolz, aller Unordnung und Gleichgültigkeit. Er selbst sei unsere Erfüllung, damit unser Herz in Liebe und Gottesfurcht den Frieden finde.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy reflexionamos sobre la perseverancia en la oración. “Orar constantemente” es una invitación, más aún, una exhortación que nos hace la Sagrada Escritura. Pero, ¿cómo es posible rezar sin interrupción? Esta fue la búsqueda del Peregrino ruso, que descubrió la oración del corazón, una oración breve que consiste en repetir, al ritmo de la respiración y durante toda la jornada: «Señor Jesucristo, Hijo de Dios, ten misericordia de mí, pecador». En efecto, en la vida necesitamos tanto de la oración como del aire que respiramos.

En la historia de la espiritualidad encontramos diversos autores que insisten en la necesidad de una oración perseverante y continua, que sea el centro de la existencia cristiana, el pentagrama donde se apoye la melodía de nuestra vida, el fuego sagrado que arda en nosotros sin cesar y que nada lo pueda apagar.

Vivir estos principios no es fácil. Pero estamos llamados a hacerlos vida manteniendo el equilibrio entre trabajo y oración, es decir, intentando que el trabajo no nos absorba hasta el punto de no encontrar tiempo para orar y, por otra parte, estando atentos a que nuestra oración no se convierta en un espiritualismo, que nos aleje del contacto con la realidad. En definitiva, la circularidad entre fe, vida y oración mantiene encendido en nosotros el fuego del amor: los tiempos dedicados a estar con Dios reavivan nuestra fe, y esto se traduce en nuestra vida concreta.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. En estos días en que nos preparamos a celebrar la Solemnidad del Sagrado Corazón de Jesús, pidamos al Señor que haga nuestros corazones semejantes al suyo: humildes, misericordiosos y perseverantes en el amor, en la oración y en las buenas obras. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

In lingua portoghese

Speaker:

Hoje falaremos da perseverança na oração, partindo da exortação a orar sem cessar que nos faz São Paulo na Primeira Carta aos Tessalonicenses (cf. 5,17). Mas como isso é possível, uma vez que a nossa vida é fragmentada, com tantos momentos diversos que dificultam manter a concentração. Temos a resposta para tal dilema na tradição da espiritualidade cristã, que ensina que a oração deve ser como o “fogo sagrado” que ardia nos antigos templos, sempre alimentado para não se apagar. Na prática, significa que podemos estar em atitude orante em todas as circunstâncias da nossa vida diária, como uma partitura em que colocamos a melodia da nossa existência. No fundo, trata-se de ter presente que Deus sempre se lembra de nós e que também nós devemos nos lembrar sempre d’Ele. Por fim, não esqueçamos que a tradição monástica cristã sempre deu uma grande importância ao trabalho, pois este ajuda a evitar que a oração se desconecte da vida concreta. Com efeito, do mesmo modo que no ser humano tudo é binário – temos dois braços, dois olhos, duas mãos – assim também a oração e o trabalho são complementares, criando uma circularidade entre a fé e a vida que mantem aceso o fogo do amor.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua portoghese. Cari fratelli e sorelle, in questo mese di giugno, dedicato al Sacro Cuore, possiamo sperimentare nella preghiera l’invito a andare da Gesù, portando le nostre stanchezze e difficoltà, per trovare ristoro e così imparare da Lui, che è “mite e umile di Cuore” (Mt 11, 29). Dio vi benedica.

Speaker:

Dirijo uma cordial saudação aos fiéis de língua portuguesa. Queridos irmãos e irmãs, neste mês de junho, dedicado ao Sagrado Coração, podemos experimentar na oração o convite a ter com Jesus, levando as nossas canseiras e dificuldades, para encontrar descanso e aprender d’Ele, que é “manso e humilde de coração” (Mt, 11,29). Deus vos abençoe.

In lingua araba

Speaker:

تأمَّل قداسة البابا اليوم في موضوع الثّبات في المحبّة وذلك من خلال المثابرة على الصّلاة، لأنّها دعوة، لا بَل هي أمر يأتينا من الكتاب المقدّس الذي قال: "لا تَكُفُّوا عن الصَّلاة". في الحياة المسيحيّة حرارة يجب ألّا تنقطع أبدًا. تُشبه النّار المقدّسة التي كانت تُحفظ في المعابد القديمة، والتي كانت تحترق دون انقطاع، وكان على الكهنة أن يحافظوا عليها مشتعلة. هكذا يجب أن تكون فينا أيضًا نارٌ مقدّسة تشتعل باستمرار ولا يطفئها شيء. الصّلاة هي نوع من خطٍّ موسيقيّ، نضع نحن فيه لحن حياتنا. إنّها لا تتناقض مع النشاطات اليوميّة، ولا تتعارض مع الواجبات والمواعيد الصغيرة العديدة، على العكس، بالصّلاة يجد كلّ عمل معناه، وسببه، وفي الصّلاة يجد الإنسان سلامه. وضع هذه المبادئ موضع التّنفيذ ليس بالأمر السّهل، مع كلّ الانشغالات اليوميّة. لكن، لنفكّر أنّ الله، أبونا، ويعتني بالكون بأسره، وهو يتذكّر كلّ واحد منّا دائمًا. فعلينا نحن أيضًا أن نتذكّره دائمًا! العمل والصّلاة متكاملان. الصّلاة - والتي هي "نَفَسُ" كلّ شيء - تبقى كخلفيّة حيويّة للعمل، حتّى في اللّحظات التي لا تكون فيها ظاهرة صراحة. الانغماس في العمل إلى حدّ أنّنا لا نجد وقتًا للصّلاة، أمر غير طبيعيّ. الأوقات المكرّسة للمكوث مع الله تُحيي الإيمان، والإيمان يساعدنا في الحياة العمليّة، ويغذّي الصّلاة دون انقطاع. في هذه الدائرة، بين الإيمان والحياة والصّلاة، تظلّ نار المحبّة المسيحيّة، التي ينتظرها الله من كلّ واحدٍ منّا، مشتعلة.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. La preghiera è il respiro della vita, e tutti noi siamo invitati a viverla, affinché diventi una preghiera ininterrotta. Essa è il fulcro dell’esistenza cristiana, come il respiro, che non può mancare. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيّي المؤمنين الناطقين باللغة العربيّة. الصّلاة هي نَفَسُ الحياة، وجميعنا مدعوّون أن نعيشها، حتّى تصبح صلاة غير متقطّعة. وهي ركيزة الحياة المسيحيّة، مثل التنفّس الذي لا يمكن أن يتوقّف. ليبارككم الرّبّ جميعًا وليحمكم دائمًا من كلّ شرّ!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, w tej przedostatniej katechezie na temat modlitwy mówimy o wytrwałości.

Jesteśmy zaproszeni do tego, aby modlić się nieustannie. Dobrym przykładem wytrwałości w modlitwie, jest tak zwana modlitwa serca. Polega ona na powtarzaniu z wiarą: „Panie, Jezu Chryste, Synu Boży, zmiłuj się nade mną grzesznikiem”. Ta modlitwa stopniowo dostosowuje się do rytmu oddechu i rozciąga się na cały dzień. Oddech bowiem nigdy nie ustaje, nawet podczas snu, a modlitwa jest oddechem życia.

Jak możemy zatem zawsze utrzymywać stan modlitwy? Święty Jan Chryzostom głosił, że można modlić się nawet na targu czy w czasie samotnej przechadzki, czy też kupując lub sprzedając, a nawet przy gotowaniu. Modlitwa jest więc rodzajem pięciolinii, na której umieszczamy melodię naszego życia. Nie stoi ona w sprzeczności z codzienną pracą, ale jest miejscem, gdzie każde działanie znajduje swój sens, swoją rację i swój pokój.

W życiu człowieka praca i modlitwa nawzajem się uzupełniają. Modlitwa - która jest „tchnieniem” wszystkiego - pozostaje życiodajnym tłem pracy. Jest czymś nieludzkim gdy jesteśmy tak bardzo zapracowani, że nie znajdujemy już czasu na modlitwę.

Jednocześnie nie jest zdrową modlitwa, która byłaby wyobcowana z życia. Modlitwa ożywia wiarę, która pomaga nam w konkretnych sytuacjach życiowych, a z kolei wiara nieustannie karmi modlitwę.

Ta jedność wiary, życia i modlitwy, podtrzymuje w nas ogień Bożej miłości, którego nic nie będzie mogło zgasić. Bóg, nasz Ojciec, zawsze pamięta o każdym z nas. Dlatego i my musimy zawsze o Nim pamiętać, właśnie poprzez modlitwę!

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi.

Venerdì prossimo celebreremo la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.

In quel giorno, nel centesimo Anniversario della consacrazione del Popolo polacco al Sacratissimo Cuore di Gesù, i vostri Vescovi rinnoveranno solennemente quest’atto.

Vi esorto, affinché permeati dell’amore Divino, possiate operare per la costruzione della civiltà dell’amore.

Vi benedico di cuore.

Speaker :

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków.

W najbliższy piątek będziemy obchodzili Uroczystość Najświętszego Serca Pana Jezusa.

W tym dniu, w setną Rocznicę poświęcenia Narodu Polskiego Najświętszemu Sercu Pana Jezusa, Wasi Biskupi uroczyście ponowią ten akt.

Zachęcam Was, abyście przeniknięci Bożą miłością, działali na rzecz budowania cywilizacji miłości.

Z serca Wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai giovani comunicatori che hanno aderito all’iniziativa del Dicastero per la Comunicazione, ai ragazzi del gruppo “Contatto” di Torino, ai ragazzi di Grottaferrata che hanno raccolto fondi per i vaccini ai più bisognosi, agli studenti della Regione Abruzzo che hanno partecipato al concorso sul presepe.

Dopodomani celebreremo la Solennità del Sacro Cuore di Gesù, nel quale l’amore di Dio s’è fatto incontro all’intera umanità. Invito ciascuno di voi a guardare con fiducia al Sacro Cuore di Gesù e a ripetere spesso, soprattutto durante questo mese di giugno: Gesù mite e umile di cuore, trasforma i nostri cuori ed insegnaci ad amare Dio e il prossimo con generosità.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Il Cuore di Cristo, fonte dell’amore che ha redento il mondo, vi accompagni e vi sostenga sempre.

A tutti la mia Benedizione.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 9 giugno 2021