preghiera 42L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua meditazione sul tema “La preghiera di domanda” (Lettura: Sal 28,1-2.6-7).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La preghiera cristiana è pienamente umana: comprende la lode e la supplica. Infatti, quando Gesù ha insegnato ai suoi discepoli a pregare, lo ha fatto con il “Padre nostro”, affinché ci poniamo con Dio nella relazione di confidenza filiale e gli rivolgiamo tutte le nostre domande. Imploriamo Dio per i doni più alti: la santificazione del suo nome tra gli uomini, l’avvento della sua signoria, la realizzazione della sua volontà di bene nei confronti del mondo. Il Catechismo ricorda: «Nelle domande esiste una gerarchia: prima di tutto si chiede il Regno, poi ciò che è necessario per accoglierlo e per cooperare al suo avvento» (n. 2632). Ma nel “Padre nostro” preghiamo anche per i doni più semplici e feriali, come il “pane quotidiano” – che vuol dire anche la salute, la casa, il lavoro; e pure l’Eucaristia, necessaria per la vita in Cristo –; così come il perdono dei peccati, e quindi la pace nelle nostre relazioni; e infine che ci aiuti nelle tentazioni e ci liberi dal male.

Chiedere, supplicare. Questo è molto umano. Ascoltiamo ancora il Catechismo: «Con la preghiera di domanda noi esprimiamo la coscienza della nostra relazione con Dio: in quanto creature, non siamo noi il nostro principio, né siamo padroni delle avversità, né siamo il nostro ultimo fine; anzi, per di più, essendo peccatori, noi, come cristiani, sappiamo che ci allontaniamo dal Padre. La domanda è già un ritorno a Lui» (n. 2629).

A volte noi possiamo credere di non aver bisogno di nulla, di bastare a noi stessi e di vivere nell’autosufficienza più completa. Ma prima o poi questa illusione svanisce. L’essere umano è un’invocazione, che a volte diventa grido, spesso trattenuto. L’anima assomiglia a una terra arida, assetata (cfr Sal 63,2). Tutti sperimentiamo, in un momento o nell’altro della nostra esistenza, il tempo della malinconia, della solitudine. La Bibbia non si vergogna di mostrare la condizione umana segnata dalla malattia, dalle ingiustizie, dal tradimento degli amici, o dalla minaccia dei nemici. A volte sembra che tutto crolli, che la vita vissuta finora sia stata vana. In queste situazioni apparentemente senza sbocchi c’è un’unica via di uscita: il grido, la preghiera: «Signore, aiutami!». La preghiera apre squarci di luce nelle tenebre più fitte.

Noi esseri umani condividiamo questa invocazione di aiuto con tutto il creato. Non siamo i soli a “pregare” in questo sterminato universo: ogni frammento del creato porta inscritto il desiderio di Dio. San Paolo lo ha espresso in questo modo: «Sappiamo che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente» (Rm 8,22-24). In noi risuona il multiforme gemito delle creature: degli alberi, delle rocce, degli animali… Ogni cosa anela a un compimento. Ha scritto Tertulliano: «Prega ogni essere creato, pregano gli animali e le fiere e piegano le ginocchia; quando escono dalle stalle o dalle tane alzano la testa al cielo e non rimangono a bocca chiusa, fan risuonare le loro grida secondo le loro abitudini. E anche gli uccelli, non appena spiccano il volo, van su verso il cielo e allargano le loro ali come se fossero mani a forma di croce, cinguettano qualcosa che pare preghiera» (De oratione, XXIX).

Dunque, non dobbiamo scandalizzarci se sentiamo il bisogno di pregare soprattutto quando siamo nella necessità. È vero: dovremmo imparare a farlo anche nei tempi felici; ringraziare Dio per ogni cosa che ci è data, e non ritenere nulla come scontato o dovuto: tutto è grazia. Tuttavia, non soffochiamo la supplica che sorge in noi spontanea. La preghiera di domanda va di pari passo con l’accettazione del nostro limite e della nostra creaturalità. Si può anche non arrivare a credere in Dio, ma è difficile non credere nella preghiera: essa semplicemente esiste; si presenta a noi come un grido; e tutti quanti abbiamo a che fare con questa voce interiore che può magari tacere per lungo tempo, ma un giorno si sveglia e grida.

Dio risponderà. Non c’è orante nel Libro dei Salmi che alzi il suo lamento e resti inascoltato. La Bibbia lo ripete infinite volte: Dio ascolta il grido di chi lo invoca. Anche le nostre domande balbettate, anche quelle rimaste nel fondo del cuore. Il Padre vuole donarci il suo Spirito, che anima ogni preghiera e trasforma ogni cosa. È questione di pazienza, di reggere l’attesa. Perfino la morte trema, quando un cristiano prega, perché sa che ogni orante ha un alleato più forte di lei: il Signore Risorto. La morte è già stata sconfitta in Cristo, e verrà il giorno in cui tutto sarà definitivo, e lei non si farà più beffe della nostra vita e della nostra felicità.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, dans le Notre Père Jésus nous enseigne à prier en nous plaçant dans une relation de confiance filiale à l’égard de Dieu, pour lui adresser toutes nos demandes. Parfois nous pouvons croire que nous n’avons besoin de rien, que nous pouvons vivre en autosuffisance. Mais, tôt ou tard, cette illusion s’évanouit. A un moment ou l’autre de notre vie nous faisons l’expérience de situations apparemment sans issue, où n’il y a qu’une seule voie de sortie: le cri, la prière: «Seigneur aide-moi!». La prière ouvre des trouées de lumière dans les ténèbres les plus épaisses. Et nous ne sommes pas les seuls à prier dans l’immense univers. Toute la création porte inscrit en elle le désir de Dieu. En nous résonne le gémissement multiforme des créatures. Nous ne devons donc pas nous scandaliser si nous sentons le besoin de prier surtout lorsque nous sommes dans le besoin. Et dans les moments heureux, nous devons remercier Dieu pour tout ce qu’il nous a donné et ne rien retenir comme un dû. Tout est grâce. La prière de demande va de pair avec l’acceptation de nos limites et du fait que nous sommes des créatures. La Bible ne cesse de nous répéter que Dieu écoute le cri de celui qui l’invoque, même ses demandes balbutiantes, même celles qui restent au fond de son cœur. Le Père veut nous donner son Esprit.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese. Ieri abbiamo celebrato la solennità dell'Immacolata Concezione. Impariamo dalla Vergine Maria a rivolgerci con fiducia a Gesù, e affidiamo a Lei tutte le nostre richieste perché le presenti al suo divin Figlio. Dio vi benedica !

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française. Hier nous avons célébré la solennité de l’Immaculée Conception. Apprenons de la Vierge Marie à nous tourner avec confiance vers son Fils Jésus, et confions-lui toutes nos demandes pour qu’elle les lui présente. Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in our continuing catechesis on Christian prayer, we now turn to the prayer of petition. The Catechism explains that in every prayer we ask for the coming of God’s Kingdom in our lives and in our world. Jesus taught us to pray to our heavenly Father, acknowledging our total dependence on him and trusting entirely in his providential care, even at the darkest moments in our lives. Prayer of petition arises naturally in human hearts. In the Bible we see countless prayers to God to intervene in the face of our helplessness before situations of sickness, injustice, betrayal and despair. Even the simple cry, “Lord, help me!” is itself a powerful prayer. God always hears the cry of those who call upon him. Saint Paul tells us that our prayers echo the yearning of all creation for the coming of the Kingdom (cf. Rom 8:22-24) and the fulfilment of God’s saving plan. We make our prayers of petition with confidence in him who has triumphed over all evil through the cross and resurrection of his Son and the sending of the Holy Spirit, who intercedes on our behalf and quietly works to transform all things.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. Prego perché la luce di Cristo illumini i passi del nostro cammino di Avvento e dissipi le tenebre della paura dai nostri cuori. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore Gesù Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. On our Advent journey, may the light of Christ illumine our paths and dispel all darkness and fear from our hearts. Upon you and your families I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern,

in unseren Katechesen über das Gebet befassen wir uns heute mit dem Bittgebet. Im Vaterunser nannte Jesus den Jüngern die wichtigsten Bitten, mit denen sie sich in kindlichem Vertrauen an den himmlischen Vater wenden sollen: Zunächst geht es um das Streben nach dem Reich Gottes und um alles, was notwendig ist, um es aufzunehmen und zu fördern. Dann handelt es vom täglichen Brot, von Haus, Arbeit und unserem Wohlergehen in der Welt. Schließlich spricht das Vaterunser den Bereich von Sünde und Versuchung an und die zentrale Rolle der Vergebung. In allen Bitten wird deutlich, dass wir mit unserem Dasein völlig auf Gott bezogen sind und unsere Grundhaltung im Gebet die Anrufung Gottes um seine Hilfe ist. So findet das Seufzen der ganzen Schöpfung nach Erlösung (vgl. Röm 8,22) in unserem Beten Widerhall. Deshalb brauchen wir uns nicht zu schämen, wenn wir uns vor allem mit Bitten an Gott wenden. Das spontane Flehen in unserem Herzen geht damit einher, dass wir unsere Grenzen und unsere Kreatürlichkeit annehmen. Gott hört den Schrei dessen, der aus tiefstem Herzen zu ihm ruft. Deshalb gibt der Vater uns seinen Geist, der sich unserer Schwachheit annimmt und für uns eintritt. Und selbst der Tod hat keine Gewalt mehr über uns, weil jeder Beter einen Verbündeten im auferstandenen Herrn hat, der ihn zum Leben und zur Glückseligkeit führen will.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua tedesca. Non dimentichiamo la preghiera per quanti hanno bisogno di consolazione e forza. In questo tempo di Avvento vogliamo impegnarci ancora di più a stare vicini a quelli che soffrono e chiedono aiuto. Il Signore che viene, ci riempia della sua gioia e ci doni la sua forza.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Gläubigen deutscher Sprache. Vergessen wir nicht unser Gebet für alle, die Trost und Kraft brauchen. In dieser Adventszeit wollen wir uns noch mehr dafür einsetzen, denen nahe zu sein, die leiden und Hilfe brauchen. Der Herr, der kommen wird, erfülle uns mit seiner Freude und schenke uns seine Kraft.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

La oración cristiana es plenamente humana porque abraza la alabanza y la súplica. Encontramos esta realidad en la oración que Jesús nos enseñó, el “Padrenuestro”, que es modelo de toda oración. En ella nos dirigimos a Dios como hijos y con confianza filial le presentamos todas nuestras necesidades. Le suplicamos los dones más sublimes, como la venida de su reino y todo lo necesario para acogerlo, y también los dones más sencillos, como el pan de cada día, que incluye salud, casa, comida, esenciales para nuestra vida corporal, y también la Eucaristía, alimento para nuestra vida espiritual.

El pedir, el suplicar es algo muy humano, ya que como creaturas no somos autónomos, sino que dependemos de la bondad del Señor. Prueba de ello es la precariedad de nuestra condición humana, marcada por la enfermedad, las injusticias, la soledad, el sufrimiento. Cuando parece que todo está perdido, sentimos la necesidad de rezar a Dios. La oración ilumina la oscuridad interior que nos angustia y nos abre a la esperanza.

Nosotros, seres humanos, compartimos esta “invocación de ayuda al Señor” con toda la creación, que lleva impreso el anhelo de Dios y ansía alcanzar su realización. Y nuestro consuelo es la seguridad de que Él escucha siempre nuestras súplicas y responde a nuestros ruegos como Padre amoroso. 

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Hoy conmemoramos a san Juan Diego, a quien Nuestra Señora de Guadalupe escogió como su enviado. Que a través de su intercesión presente a la Virgen los países de América Latina, damnificados por la pandemia y los desastres naturales, para que ella, como Madre, salga al encuentro de sus hijos y los cubra con su manto. Pidamos además al Señor que infunda en nosotros su Espíritu Santo para que vivifique nuestra oración y transforme nuestro corazón, abriéndolo al servicio de la caridad. Que el Señor los bendiga a todos.

In lingua portoghese

Speaker:

A oração cristã é plenamente humana: inclui o louvor, mas também a súplica. Quando os discípulos pedem a Jesus que lhes ensine a rezar, Ele o faz com a oração do “Pai-Nosso”. Nesta, pedimos a Deus os dons mais elevados, mas também as coisas mais simples de cada dia como o pão quotidiano, o perdão e o auxílio divino nas tentações. Pedir, suplicar: isto é muito humano! Somos criaturas que pelo pecado nos afastamos de Deus. A oração de súplica é um retorno a Ele. A ilusão da autossuficiência do ser humano rapidamente se desvanece quando experimentamos tempos escuros, momentos difíceis. Nestas situações aparentemente sem solução, nossa única saída é a súplica: “Ajudai-me, Senhor!”. Esta oração permite que suaves fachos de luz penetrem nas trevas mais escuras. Assim, não devemos escandalizar-nos se sentirmos a necessidade de orar mais intensamente quando estamos passando por dificuldades. É verdade que devemos aprender a rezar intensamente também nos momentos bons e alegres, mas jamais deveríamos sufocar o clamor que surge espontaneamente nas provações. Deus responderá! A Bíblia o repete várias vezes: Deus escuta o clamor de quem o invoca! O Pai do Céu quer dar-nos o seu Espírito, que anima cada oração e transforma todas as coisas. Até mesmo a morte recua diante de um cristão que reza, pois sabe que o orante possui um aliado mais forte do que ela: o Senhor Ressuscitado! A morte já foi derrotada em Cristo, e virá o dia no qual tudo será definitivo, e ela não poderá mais fazer escárnio de nossa vida e de nossa felicidade.

Santo Padre:

Cari fratelli e sorelle di lingua portoghese, in questo tempo di Avvento chiediamo l’aiuto di San Giuseppe e della Madonna perché, seguendo il loro esempio, possiamo anche noi preparare i nostri cuori ad accogliere il Bambino Gesù che sta per arrivare! Dio vi benedica!

Speaker:

Queridos irmãos e irmãs de língua portuguesa, neste tempo de Advento peçamos o auxílio de São José e de Nossa Senhora para que, seguindo o seu exemplo, possamos também nós preparar os nossos corações para acolher o Menino Jesus que está próximo! Que Deus vos abençoe!

In lingua araba

Speaker:

تأمّلَ قداسةُ البابا اليَومَ في صلاةِ الطلب. قال: علّمَ يسوع تلاميذَه صلاةَ "أبانا"، وعلَّمَنا أن نقيمَ مع اللهِ علاقةَ ثقةٍ بنويّةٍ فنوجِّه إليه جميعَ طلباتِنا. نصلِّي من أجلِ أن يَتِمَ ملكوتُ الله وتَتِمَ مشيئَتُهُ فينا، ونصلِّي من أجلِ أبسَطِ الأمور، من أجلِ خبزِنا اليومي. نعتقِد أحيانًا أنّنا لسنا بحاجةٍ إلى أيّ شيء، وأنّنا نكتفي بما لدينا. لكن سرعانَ ما يتلاشى هذا الوهم. فكلُّنا اختبرنا في وقتٍ ما الحزنَ والوَحدةَ والمحنة. في هذه الحالة، لا يوجد أمامَنا سوى مخرجٍ واحدٍ وهو: الصّلاة. أن نقول "يا رب، ساعدني!". لأنّ الصّلاةَ تفتحُ ثغراتِ نورٍ في الظلمة. وقالَ قداستُه: لسنا الوحيدينَ الذين نصلّي في هذا الكون. فالخليقةُ جمعاء تصلّي أيضًا. قالَ ترتليانس الكاتب الروماني: كلُّ مخلوقٍ يصلّي، الحيواناتُ تصلّي وتَثْني رُكُبَها. عندما تخرجُ من الاسْطَبلاتِ أو الأوكارِ ترفعُ رأسَها إلى السماءِ وتصرُخ بحسبِ طبيعتِها. وعندما تحلّقُ الطيورُ في السماءِ تنشُر أجنحَتَها، وتغرّدُ شيئًا يشبه الصّلاة. لذلك، يجبُ ألّا نتشككُ إذا شعرنا بالحاجةِ إلى الصّلاة، وأن نصلّي دائمًا، ليس فقط عند الحاجة، بل في كلِّ الأوقات. إنَّ اللهَ يسمعُ دائمًا صراخَ الذين يدعونَه. حتى الموتُ يرتجفُ عندما يصلّي المسيحّي، لأنّه يعلمُ أنّ كلّ من يصلّي لديه حليفٌ أقوى منه: إنّه الرّبُّ يسوع القائمُ من بينِ الأموات.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Dio è vicino a noi e ci ascolta quando preghiamo. Più preghiamo intensamente, più ci avviciniamo alla luce del suo volto. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية. الله قريبٌ منا ويسمَعُنا حين نصلّي. وكلَّما صلَّينا بعمق، نقتربُ من نورِ وجهِه. ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ولْيَحمِكُم دائمًا من كلِّ شر!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, w dzisiejszej katechezie pragniemy zgłębić znaczenie modlitwy prośby. Jej szczególną syntezą jest modlitwa „Ojcze nasz”, której Pan Jezus nauczył swoich uczniów. Prosimy w niej o nadejście Królestwa Bożego, o „chleb powszedni”, a więc i o zdrowie, dom, pracę, dobro, szczególnie o Eucharystię, jak również o przebaczenie grzechów, o pokój, uwolnienie od pokus i od zła. Proszenie, błaganie jest rzeczą bardzo ludzką, zwłaszcza, gdy życie staje się trudne, naznaczone chorobą, niesprawiedliwością, zdradą przyjaciół czy zagrożeniem ze strony wrogów. Jakże ważne jest wówczas to wołanie: „Panie, pomóż mi!”. Błaganie o Bożą pomoc dzielimy z całym stworzonym światem. Tertulian pisał: „Modlą się wszyscy aniołowie i całe stworzenie, modlą się stada i dzikie zwierzęta zginając swoje kolana. Nawet i ptaki powstające ze snu wznoszą się ku niebu i rozkładając na krzyż skrzydła zamiast rąk, mówią coś, co wydaje się modlitwą” (Traktat o modlitwie, 29). To prawda: naszą modlitwą mamy przede wszystkim uwielbiać Boga, dziękować Mu, bo wszystko jest Jego łaską, lecz w poczuciu własnych ograniczeń, potrzeb, bezradności, miejmy odwagę kierować do Pana także naszą ufną modlitwę prośby. Pismo święte wielokrotnie przypomina, że Bóg słyszy wołanie tych, którzy Go wzywają. Niech to będzie dla nas umocnieniem, zwłaszcza w trudnych wydarzeniach życia.

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi. “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Mt 7, 7). In questo tempo d’Avvento, segnato dalla pandemia, facciamo nostra la preghiera di domanda, alla quale ci incoraggia Gesù. Impariamola dalla Vergine Maria, l’Immacolata, la cui solennità abbiamo celebrato ieri. Seguendo il Suo esempio poniamo in Dio tutta la nostra fiducia, abbandonandoci alla Sua misericordia. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie Polaków. „Proście, a będzie wam dane; szukajcie, a znajdziecie; kołaczcie, a otworzą wam” (Mt. 7, 7). W tym czasie Adwentu, naznaczonym pandemią, niech szczególnie bliską stanie się dla nas modlitwa prośby, do której zachęca nas Chrystus. Uczmy się jej od Najświętszej Maryi Panny, Niepokalanie Poczętej, której uroczystość obchodziliśmy wczoraj. Idąc za Jej przykładem złóżmy całą naszą ufność w Bogu, zawierzmy Jego miłosierdziu siebie samych i wszystkie nasze sprawy. Z serca wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Questo tempo di Avvento, avvicinandoci alla celebrazione del Natale, ci dispone ad aprire lo spirito alla luce del Mistero di Betlemme. L’attesa del Salvatore spinga ciascuno di voi ad essere sempre più decisi e generosi nel corrispondere alle esigenze della vocazione cristiana.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Contemplando con Maria il mistero di Dio che si fa Uomo, camminate con gioia verso il Signore che viene a salvarci.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 9 dicembre 2020