Udienza generale lockdownL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua meditazione sul tema “Gesù maestro di preghiera” (Lettura: Mc 1,32.34-38).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. Quindi ha rivolto un appello per le vittime degli attentati di Nizza e di Vienna.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Purtroppo siamo dovuti tornare a questa udienza in Biblioteca e questo per difenderci dai contagi del Covid. Questo ci insegna pure che dobbiamo essere molto attenti alle prescrizioni delle Autorità, siano le Autorità politiche che le autorità Sanitarie per difenderci da questa pandemia. Offriamo al Signore questa distanza tra noi, per il bene di tutti e pensiamo, pensiamo tanto agli ammalati, a coloro che entrano negli ospedali già come scarti, pensiamo ai medici, agli infermieri, le infermiere, ai volontari, a tanta gente che lavora con gli ammalati in questo momento: essi rischiano la vita ma lo fanno per amore del prossimo, come una vocazione. Preghiamo per loro.

Durante la sua vita pubblica, Gesù fa costantemente ricorso alla forza della preghiera. I Vangeli ce lo mostrano quando si ritira in luoghi appartati a pregare. Si tratta di osservazioni sobrie e discrete, che lasciano solo immaginare quei dialoghi oranti. Esse testimoniano però chiaramente che, anche nei momenti di maggiore dedizione ai poveri e ai malati, Gesù non tralasciava mai il suo dialogo intimo con il Padre. Quanto più era immerso nei bisogni della gente, tanto più sentiva la necessità di riposare nella Comunione trinitaria, di tornare con il Padre e lo Spirito.

Nella vita di Gesù c’è dunque un segreto, nascosto agli occhi umani, che rappresenta il fulcro di tutto. La preghiera di Gesù è una realtà misteriosa, di cui intuiamo solo qualcosa, ma che permette di leggere nella giusta prospettiva l’intera sua missione. In quelle ore solitarie – prima dell’alba o nella notte –, Gesù si immerge nella sua intimità con il Padre, vale a dire nell’Amore di cui ogni anima ha sete. È quello che emerge fin dai primi giorni del suo ministero pubblico.

Un sabato, ad esempio, la cittadina di Cafarnao si trasforma in un “ospedale da campo”: dopo il tramonto del sole portano a Gesù tutti i malati, e Lui li guarisce. Però, prima dell’alba, Gesù scompare: si ritira in un luogo solitario e prega. Simone e gli altri lo cercano e quando lo trovano gli dicono: “Tutti ti cercano!”. Cosa risponde Gesù?: “Devo andare a predicare negli altri villaggi; per questo sono venuto” (cfr Mc 1,35-38). Sempre Gesù è un po’ oltre, oltre nella preghiera con il Padre e oltre, in altri villaggi, altri orizzonti per andare a predicare, altri popoli.

È la preghiera il timone che guida la rotta di Gesù. A dettare le tappe della sua missione non sono i successi, non è il consenso, non è quella frase seducente “tutti ti cercano”. A tracciare il cammino di Gesù è la via meno comoda, che però obbedisce all’ispirazione del Padre, che Gesù ascolta e accoglie nella sua preghiera solitaria.

Il Catechismo afferma: «Quando Gesù prega, già ci insegna a pregare» (n. 2607). Perciò, dall’esempio di Gesù possiamo ricavare alcune caratteristiche della preghiera cristiana.

Anzitutto essa possiede un primato: è il primo desiderio della giornata, qualcosa che si pratica all’alba, prima che il mondo si risvegli. Essa restituisce un’anima a ciò che altrimenti resterebbe senza respiro. Un giorno vissuto senza preghiera rischia di trasformarsi in un’esperienza fastidiosa, o noiosa: tutto quello che ci capita potrebbe per noi volgersi in un mal sopportato e cieco destino. Gesù invece educa all’obbedienza alla realtà e dunque all’ascolto. La preghiera è anzitutto ascolto e incontro con Dio. I problemi di tutti i giorni, allora, non diventano ostacoli, ma appelli di Dio stesso ad ascoltare e incontrare chi ci sta di fronte. Le prove della vita si mutano così in occasioni per crescere nella fede e nella carità. Il cammino quotidiano, comprese le fatiche, acquista la prospettiva di una “vocazione”. La preghiera ha il potere di trasformare in bene ciò che nella vita sarebbe altrimenti una condanna; la preghiera ha il potere di aprire un orizzonte grande alla mente e di allargare il cuore.

In secondo luogo, la preghiera è un’arte da praticare con insistenza. Gesù stesso ci dice: bussate, bussate, bussate. Tutti siamo capaci di preghiere episodiche, che nascono dall’emozione di un momento; ma Gesù ci educa a un altro tipo di preghiera: quella che conosce una disciplina, un esercizio, e viene assunta entro una regola di vita. Una preghiera perseverante produce una trasformazione progressiva, rende forti nei periodi di tribolazione, dona la grazia di essere sostenuti da Colui che ci ama e ci protegge sempre.

Un’altra caratteristica della preghiera di Gesù è la solitudine. Chi prega non evade dal mondo, ma predilige i luoghi deserti. Là, nel silenzio, possono emergere tante voci che nascondiamo nell’intimo: i desideri più rimossi, le verità che ci ostiniamo a soffocare e così via. E, soprattutto, nel silenzio parla Dio. Ogni persona ha bisogno di uno spazio per sé stessa, dove coltivare la propria vita interiore, dove le azioni ritrovano un senso. Senza vita interiore diventiamo superficiali, agitati, ansiosi – l’ansia come ci fa male! Per questo dobbiamo andare alla preghiera; senza vita interiore sfuggiamo dalla realtà, e anche sfuggiamo da noi stessi, siamo uomini e donne sempre in fuga.

Infine, la preghiera di Gesù è il luogo dove si percepisce che tutto viene da Dio e a Lui ritorna. A volte noi esseri umani ci crediamo padroni di tutto, oppure al contrario perdiamo ogni stima di noi stessi, andiamo da una parte all’altra. La preghiera ci aiuta a ritrovare la giusta dimensione, nella relazione con Dio, nostro Padre, e con tutto il creato. E la preghiera di Gesù infine è abbandonarsi nelle mani del Padre, come Gesù nell’orto degli ulivi, in quell’angoscia: “Padre se è possibile ..., ma si faccia la tua volontà”. L’abbandono nelle mani del Padre. È bello quando noi stiamo agitati, un po’ preoccupati e lo Spirito Santo ci trasforma da dentro e ci porta a questo abbandono nelle mani del Padre: “Padre, si faccia la tua volontà”.

Cari fratelli e sorelle, riscopriamo, nel Vangelo, Gesù Cristo come maestro di preghiera, e mettiamoci alla sua scuola. Vi assicuro che troveremo la gioia e la pace.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, durant sa vie publique, Jésus fait constamment recours à la force de la prière. Les Evangiles nous le montrent se retirant dans des lieux isolés pour prier. En effet, il ne néglige jamais son dialogue intime avec le Père, même dans les moments de grande sollicitude envers les pauvres et les malades. La prière de Jésus est une réalité mystérieuse qui permet de comprendre toute sa mission, puisque c’est elle qui guide sa vie et trace son chemin. En priant, Jésus s’immerge dans l’amour de Celui dont toute âme a soif. Ainsi, de son exemple, nous pouvons tirer quelques caractéristiques de la prière chrétienne. La prière est, avant tout, le premier désir de la journée, quelque chose qui se pratique à l’aube, bien avant que le monde se réveille. Elle est également écoute et rencontre de Dieu qui nous appelle nous aussi à écouter et à rencontrer notre prochain, parce qu’elle a le pouvoir d’ouvrir l’esprit et d’élargir le cœur. En second lieu, la prière est un art qu’il faut pratiquer avec insistance. Jésus nous éduque à en faire une discipline, un exercice et une règle de vie. Une autre caractéristique de la prière de Jésus est la solitude, car Dieu parle dans le silence. Enfin, la prière de Jésus est le lieu où l’on perçoit que tout vient de Dieu et retourne à lui. Elle nous aide à trouver la juste mesure dans notre relation à Dieu notre Père et à toute la création.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese.

Cristo ci rivela che il suo segreto sta nella preghiera, la quale ha il potere di trasformare in bene e dare vita a ciò che sembra destinato a fallire. Impariamo, alla scuola di Gesù, a ritirarci nel silenzio della preghiera per offrire con Lui al Padre le difficoltà e le sofferenze del mondo. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française.

Le Christ nous révèle que son secret se trouve dans la prière. Elle a le pouvoir de transformer en bien et de donner vie à ce qui semble voué à l’échec. Apprenons, à l’école de Jésus, à nous retirer dans le silence de la prière afin d’offrir avec lui les difficultés et les souffrances du monde au Père. Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in our continuing catechesis on prayer, we now consider how Jesus himself prayed, for this reveals key aspects of how we also are to pray. Even when immersed in caring for the people, Christ never neglected his dialogue with the Father, which guided all that he did and taught. In solitary prayer he nurtured a loving intimacy with his Father, an intimacy for which we too yearn. From our Lord’s example, we see that prayer first means listening, and encountering God: the primary desire of each day. Second, we need to pray with perseverance, so that it can become a rule of life, gradually transforming us and, by God’s grace, strengthening and sustaining us in times of tribulation. Third, solitude and silence are essential for prayer, not in order to escape from the world but, on the contrary, to help us open ourselves more effectively to the needs of others. Finally, prayer reminds us that everything depends on God. This leads us to recover the proper sense of our relationship with him and with the whole of creation. Let us, then, learn from Jesus, the master of prayer – who alone can grant us true joy and peace.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. In questo mese di novembre preghiamo specialmente per le persone care che ci hanno lasciato e per tutti i defunti, perché il Signore, nella sua misericordia, li accolga al banchetto della vita eterna. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia del Signore Gesù Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. In this month of November, let us pray especially for our deceased loved ones, and for all who have died, that the Lord in his mercy will welcome them to the banquet of eternal life. Upon you and your families I invoke the joy of our Lord Jesus Christ. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, die Evangelien berichten immer wieder vom Gebet Jesu, von seiner tiefen Einheit mit dem Vater. Jesu Weg ist geheimnisvoll bestimmt vom Gebet. Er lässt sich nicht leiten von Erfolgen, von der Zustimmung der Menschen und auch nicht von diesem schmeichelhaften „Alle-suchen-dich“ (Mk 1,37). Jesus geht den Weg, den der Vater ihm im Verborgenen mitteilt. Am Vorbild Jesu können wir für unser christliches Gebet wichtiges erkennen: Zunächst einmal, dass das Beten Vorrang hat. Es soll an erster Stelle stehen. So vermag es, dem ganzen Tag Richtung und Sinn zu geben. Es lässt uns erkennen, was Gott uns durch die Herausforderungen des Alltagslebens sagen möchte und wie alles zu einer Gelegenheit werden kann, im Glauben und in der Nächstenliebe zu wachsen. Am Beispiel Jesu wird zudem sichtbar, dass das Gebet eine Kunst ist, die eine kontinuierliche Praxis erfordert, Disziplin und Übung, sowie einen festen Platz im Alltag. Solch ausdauerndes Gebet verwandelt und verleiht Kraft. Das Gebet ist keine Flucht vor der Welt, sucht aber doch die Einsamkeit. Denn dort, in der Stille, spricht Gott. Und in der Ruhe können viele unserer verborgenen und manchmal unterdrückten Wünsche und Wahrheiten zum Vorschein kommen und dann bewusst vor Gott gebracht werden. Jeder Mensch braucht einen persönlichen Freiraum, wo er sein inneres Leben kultivieren kann, das ihn vor Oberflächlichkeit, Unruhe und Angst bewahrt.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua tedesca. Vi invito a tornare sempre di nuovo con fiducia alla fonte della preghiera e a trarre da questo dialogo con Dio forza e speranza per la vostra missione quotidiana. Dio vi benedica.

Speaker:

Herzlich grüße ich alle Gläubigen deutscher Sprache. Ich lade euch ein, immer wieder vertrauensvoll zur Quelle des Gebets zurückzukehren und aus diesem Dialog mit Gott Kraft und Zuversicht zu schöpfen für euren täglichen Auftrag. Gott segne euch.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Continuamos reflexionando sobre la oración. Hoy contemplamos a Jesús como maestro que, con su ejemplo, nos enseña a orar. Es interesante ver que, aun en los momentos de mayor entrega a los pobres, a los enfermos, siempre dedicó tiempos para la oración, para retirarse y estar a solas con el Padre, para escucharlo y acoger su voluntad. Estos diálogos íntimos con Dios Padre son como un timón que guía su misión en el mundo.

El ejemplo de Jesús nos lleva a deducir algunas características de la oración cristiana. Sobre todo, es un medio para ofrecer a Dios toda la jornada, nos dispone a la escucha y al encuentro con Él, nos abre un horizonte grande y nos ensancha el corazón. En segundo lugar, la oración es un arte que se debe practicar con insistencia, con perseverancia. Requiere una disciplina, un ejercicio y produce en nosotros una trasformación progresiva: nos hace fuertes en la tribulación y nos da la gracia de estar sostenidos por Aquel que nos ama y nos protege siempre.

Otra característica de la oración es la soledad. Todos necesitamos un espacio de silencio para cultivar la propia vida interior y encontrar el sentido a lo que hacemos. Sin vida interior nos volvemos superficiales, inquietos, ansiosos; huimos de la realidad y huimos de nosotros mismos. Por último, la oración nos ayuda a percibir que todo viene de Diosy hacia Él se dirige, y nos enseña a relacionarnos con Él y con todo lo creado.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española que siguen esta catequesis a través de los medios de comunicación. Pidamos a Jesús que nos ayude a redescubrirlo —a través de la lectura orante y cotidiana del Evangelio— como maestro de oración, y dispongámonos a aprender en su escuela. Así encontraremos la alegría y la paz, que solamente Él nos puede dar. Que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

Na vida de Jesus, a oração era o centro de tudo aquilo que fazia. De fato vemos, no Evangelho, como ele se retirava em lugares afastados para estar em diálogo com o seu Pai. Mesmo nos momentos de maior dedicação aos pobres e doentes, Jesus não deixava de procurar a intimidade da oração, encontrando repouso na comunhão trinitária. Neste sentido, podemos aprender do exemplo de Jesus algumas características da oração cristã. Primeiramente, aprendemos que este deve ser o primeiro desejo ao iniciar o dia, certos de que a oração é a respiração da alma, sem a qual tudo o que fazemos perde o sentido e a justa motivação; quando oramos, estamos em atitude de escuta e de encontro com Deus. Isso faz com que cresçamos na fé e na caridade e nos permite viver as vicissitudes quotidianas guiados pela luz de Deus que nos acompanha. Em segundo lugar, aprendemos com Jesus que a oração é uma arte que exige perseverança: deve ser para nós como uma regra de vida e não uma atitude ocasional. Outra característica que nos ensina o exemplo de Jesus é que a oração exige silêncio e solidão: não para fugir do mundo, mas para superar agitações e superficialidades da vida e conseguir escutar a Deus que nos fala. Por fim, na oração experimentamos como tudo o que fazemos começa e termina em Deus, de tal modo que podemos ajustar as nossas relações com todas as realidades que nos circundam, para nunca perdermos a paz e a alegria que vêm de Deus.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua portoghese. Vi incoraggio a sperimentare che la preghiera è una risposta del cuore che si apre a Dio a tu per tu, dove si fanno tacere tutte le voci per ascoltare la soave voce del Signore che risuona nel silenzio. Volentieri benedico voi e i vostri cari!

Speaker:

Dirijo uma cordial saudação aos fiéis de língua portuguesa. Encorajo-vos a experimentar que a oração é uma resposta do coração que se abre a Deus face a face, onde são silenciados todos os rumores para escutar a voz suave do Senhor que ressoa no silêncio. De bom grado abençoo a vós e aos vossos entes queridos

In lingua araba

Speaker:

تأمّل قداسةُ البابا اليَومَ في يسوع معلّمِ الصّلاة. قال: لجأ يسوع باستمرارٍ خلالَ حياتِه العلنيّةِ إلى قوةِ الصّلاة، فكان يختلي مرارًا في أماكنَ منعزلةٍ ليصلّي. كلّما زادَ انشغالُه في احتياجاتِ الناس، ازدادَ شعورُه بحاجتِه إلى أن يستريحَ في اللهِ وفي حياتِه مع الآب. الصّلاةُ هي الدفةُ التي كانت تُوجه رسالتَه. ومن صلاةِ يسوع يمكننا أن نتعلّمَ كيف نصلّي. الميزةُ الأولّى في الصّلاةِ أنّها أولويّةٌ تتقدّمُ على كلِّ شيء. فبها نبدأ نهارَنا. وإن قضينا يومًا بدون صلاةٍ تحوّلَ يومُنا إلى أمرٍ ثقيل. الصّلاةُ هي اصغاءٌ إلى الله والتقاءٌ معه، وهذا اللقاءُ يساعدنا أن نتجاوزَ المشاكلَ والتجاربَ ويفتحُ لنا أفقًا جديدًا يُوسعُ عقلَنا وقلبَنا. الميزةُ الثانيةُ في الصّلاةِ الثبات. إن داومْنا على الصّلاةِ حَصَلَ فينا تَبَدُلٌ تدريجي نحوَ الأحسن، وأصبحنا أقوياءَ في أوقاتِ الضيقِ ووجدنا السندَ من قِبَلِ الله. الميزةُ الثالثةُ هي العُزلةُ في الصّلاةِ لأنّ الله يُكلمُنا في الصمت، وفي الصمتِ نكتشفُ ذاتَنا. الميزةُ الأخيرةُ هي أنّ الصّلاةَ تساعدُنا أن نجِدَ مكانَنا الصحيح في علاقتِنا مع اللهِ وكلِّ الخليقة. وأنهى قداسةُ البابا تعليمَه قائلًا: علينا أن نعيدَ اكتشافَ يسوع المسيح معلِّمًا للصلاة، فَلْنَذهَبْ إلى مدرستِه، حتى نجِدَ الفرحَ والسلام.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Quando preghiamo, apriamo il nostro cuore a Dio affinché possa purificarlo. Ricordiamo le parole del Signore riportate nel Libro di Ezechiele: «Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, [...] e vi farò vivere secondo le mie leggi» (Ez 36, 26-27). Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية. عندما نصلّي، نفتحُ قلبَنا لله لكي يُطَهِرَه. لِنَتَذكّرْ كلامَ الله الواردَ في سفرِ حزقيال: "وأُعْطيكم قَلبًا جَديدًا وأَجعَلُ في أَحْشائِكم روحًا جَديدًا، [...] وأَجعَلُكُم تَسيرونَ على فَرائِضي" (حز 36، 26-27). ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ولْيَحمِكم دائمًا من كلِّ شر!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry! Podczas swego życia publicznego, Jezus nieustannie odwołuje się do mocy modlitwy. Ewangelie ukazując Go, jak modli się w miejscach ustronnych, świadczą wyraźnie, że nawet w czasach większego poświęcenia się ubogim i chorym, Jezus nigdy nie zaniedbywał wewnętrznego i pełnego miłości dialogu z Ojcem. Ze wzoru Jezusa możemy wyprowadzić pewne cechy charakterystyczne modlitwy chrześcijańskiej. Modlitwa przywraca wymiar duchowy całej rzeczywistości. Modlitwa to także słuchanie i spotkanie z Bogiem. To ona ma moc przekształcania w dobro tego, co mogłoby być obciążeniem, ma moc otwierania umysłu, kształtowania serca oraz naszych relacji z Bogiem, ludźmi i całym stworzeniem. Modlitwa także jest sztuką, którą należy praktykować natarczywie. Wszyscy jesteśmy zdolni do modlitw doraźnych, ale Jezus wychowuje nas do innego rodzaju modlitwy: takiej, która potrafi być zdyscyplinowana, wprawna i wytrwała. Inną cechą modlitwy Jezusa jest samotność. W milczeniu, na miejscu pustynnym może wyłonić się wiele głosów, które ukrywamy, albo z uporem tłumimy w naszych sercach. Bez życia wewnętrznego stajemy się powierzchowni, wzburzeni, niespokojni; uciekamy od rzeczywistości, a także od siebie samych. Drodzy bracia i siostry, odkryjmy na nowo Jezusa Chrystusa jako nauczyciela modlitwy i zasiądźmy w Jego szkole, na pewno odnajdziemy radość i pokó

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi.

Durante questa settimana, in tutta la Polonia, la preghiera comune “Rosario fino ai confini del cielo” unisce le vostre famiglie e le parrocchie.

Questa supplica innalzata al cielo per l’intercessione della Beata Vergine del Rosario ottenga la guarigione delle ferite causate dalla perdita dei bambini non nati, il perdono dei peccati, il dono della riconciliazione ed effonda nei vostri cuori la speranza e la pace. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków.

W tym tygodniu w całej Polsce, Wasze rodziny i parafie jednoczy wspólna modlitwa: „Różaniec do granic nieba”.

Niech to błaganie, zanoszone do nieba przez wstawiennictwo Matki Bożej Różańcowej, wyjedna uzdrowienie ran związanych z utratą dzieci nienarodzonych, przebaczenie grzechów, dar pojednania, oraz napełni Wasze serca nadzieją i pokojem. Z serca Wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Oggi ricorre la memoria liturgica di San Carlo Borromeo, pastore sollecito, tutto dedito al bene del popolo. Vi esorto a fare vostra quella virtù che questo grande Arcivescovo di Milano scelse come proprio motto: humilitas. L’umiltà costituisca l’atteggiamento con cui cercate e servite la Verità e il Bene.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Incoraggio tutti a offrire una sincera testimonianza sul primato della preghiera nella vita dei credenti. La preghiera è sempre fonte di speranza e di consolazione!

Appello del Santo Padre

In questi giorni di preghiera per i defunti, abbiamo ricordato e ricordiamo ancora le vittime inermi del terrorismo, il cui inasprimento di crudeltà si sta diffondendo in Europa. Penso, in particolare, al grave attentato dei giorni scorsi a Nizza in un luogo di culto e a quello dell’altro ieri nelle strade di Vienna, che hanno provocato sgomento e riprovazione nella popolazione e in quanti hanno a cuore la pace e il dialogo. Affido alla misericordia di Dio le persone tragicamente scomparse ed esprimo la mia spirituale vicinanza ai loro familiari e a tutti coloro che soffrono a causa di questi deprecabili eventi, che cercano di compromettere con la violenza e l’odio la collaborazione fraterna tra le religioni.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 4 novembre 2020