eucarestia 15L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana, alla vigilia del Triduo Pasquale, il Papa ha incentrato la sua meditazione sulla Passione, la Morte e la Risurrezione di Cristo (Lettura: Is 52, 13-15).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Già immersi nel clima spirituale della Settimana Santa, siamo alla vigilia del Triduo pasquale. Da domani a domenica vivremo i giorni centrali dell’Anno liturgico, celebrando il mistero della Passione, della Morte e della Risurrezione del Signore. E questo mistero lo viviamo ogni volta che celebriamo l’Eucaristia. Quando noi andiamo a Messa, non andiamo solo a pregare, no: andiamo a rinnovare, a farlo di nuovo, questo mistero, il mistero pasquale. Questo è importante non dimenticarlo. È come se noi andassimo al Calvario - è lo stesso - per rinnovare, per fare di nuovo il mistero pasquale.

La sera del Giovedì Santo, entrando nel Triduo pasquale, rivivremo la Messa che si dice inCoena Domini, cioè la Messa dove si commemora l’Ultima Cena, quanto avvenne lì, in quel momento. È la sera in cui Cristo ha lasciato ai suoi discepoli il testamento del suo amore nell’Eucaristia, ma non come ricordo, ma come memoriale, come sua presenza perenne. Ogni volta che si celebra l’Eucaristia, come dissi all’inizio, si rinnova questo mistero della redenzione. In questo Sacramento, Gesù ha sostituito la vittima sacrificale – l’agnello pasquale – con sé stesso: il suo Corpo e il suo Sangue ci donano la salvezza dalla schiavitù del peccato e della morte. La salvezza da ogni schiavitù è lì È la sera in cui Egli ci chiede di amarci facendoci servi gli uni degli altri, come ha fatto Lui lavando i piedi dei discepoli. Un gesto che anticipa l’oblazione cruenta sulla croce. E infatti il Maestro e Signore morirà il giorno dopo per rendere mondi non i piedi, ma i cuori e l’intera vita dei suoi discepoli. È stata un’oblazione di servizio a tutti noi, perché con quel servizio del suo sacrificio ci ha redenti tutti.

Il Venerdì Santo è giorno di penitenza, di digiuno e di preghiera. Attraverso i testi della Sacra Scrittura e le preghiere liturgiche, saremo come radunati sul Calvario per commemorare la Passione e la Morte redentrice di Gesù Cristo. Nell’intensità del rito dell’Azione liturgica ci sarà presentato il Crocifisso da adorare. Adorando la Croce, rivivremo il cammino dell’Agnello innocente immolato per la nostra salvezza. Porteremo nella mente e nel cuore le sofferenze dei malati, dei poveri, degli scartati di questo mondo; ricorderemo gli “agnelli immolati” vittime innocenti delle guerre, delle dittature, delle violenze quotidiane, degli aborti... Davanti all’immagine del Dio crocifisso porteremo, nella preghiera, i tanti, troppi crocifissi di oggi, che solo da Lui possono ricevere il conforto e il senso del loro patire. E oggi ce ne sono tanti: non dimenticare i crocifissi di oggi, che sono l’immagine del Crocifisso Gesù, e in loro è Gesù.

Da quando Gesù ha preso su di sé le piaghe dell’umanità e la stessa morte, l’amore di Dio ha irrigato questi nostri deserti, ha illuminato queste nostre tenebre. Perché il mondo è nelle tenebre. Facciamo un elenco di tutte le guerre che si stanno combattendo in questo momento; di tutti i bambini che muoiono di fame; dei bambini che non hanno educazione; di popoli interi distrutti dalle guerre, dal terrorismo. Di tanta, tanta gente che per sentirsi un po’ meglio ha bisogno della droga, dell’industria della droga che uccide... È una calamità, è un deserto! Ci sono piccole “isole” del popolo di Dio, sia cristiano sia di qualsiasi altra fede, che conservano nel cuore la voglia di essere migliori. Ma diciamoci la realtà: in questo Calvario di morte, è Gesù che soffre nei suoi discepoli. Durante il suo ministero, il Figlio di Dio aveva sparso a piene mani vita, guarendo, perdonando, risuscitando… Adesso, nell’ora del supremo Sacrificio sulla croce, porta a compimento l’opera affidatagli dal Padre: entra nell’abisso della sofferenza, entra in queste calamità di questo mondo, per redimere e trasformare. E anche per liberare ognuno di noi dal potere delle tenebre, dalla superbia, dalla resistenza a essere amati da Dio. E questo, solo l’amore di Dio può farlo. Dalle sue piaghe siamo stati guariti (cfr 1 Pt 2,24), dice l’apostolo Pietro, dalla sua morte siamo stati rigenerati, tutti noi. E grazie a Lui, abbandonato sulla croce, mai più nessuno è solo nel buio della morte. Mai, Lui è sempre accanto: bisogna soltanto aprire il cuore e lasciarsi guardare da Lui.

Il Sabato Santo è il giorno del silenzio: un grande silenzio c’è su tutta la Terra; un silenzio vissuto nel pianto e nello smarrimento dai primi discepoli, sconvolti dalla morte ignominiosa di Gesù. Mentre il Verbo tace, mentre la Vita è nel sepolcro, coloro che avevano sperato in Lui sono messi a dura prova, si sentono orfani, forse anche orfani di Dio. Questo sabato è anche il giorno di Maria: anche lei lo vive nel pianto, ma il suo cuore è pieno di fede, pieno di speranza, pieno d’amore. La Madre di Gesù aveva seguito il Figlio lungo la via dolorosa ed era rimasta ai piedi della croce, con l’anima trafitta. Ma quando tutto sembra finito, lei veglia, veglia nell’attesa custodendo la speranza nella promessa di Dio che risuscita i morti. Così, nell’ora più buia del mondo, è diventata Madre dei credenti, Madre della Chiesa e segno di speranza. La sua testimonianza e la sua intercessione ci sostengono quando il peso della croce diventa troppo pesante per ognuno di noi.

Nelle tenebre del Sabato santo irromperanno la gioia e la luce con i riti della Veglia pasquale e, in tarda serata, il canto festoso dell’Alleluia. Sarà l’incontro nella fede con Cristo risorto e la gioia pasquale si prolungherà per tutti i cinquanta giorni che seguiranno, fino alla venuta dello Spirito Santo. Colui che era stato crocifisso è risorto! Tutte le domande e le incertezze, le esitazioni e le paure sono fugate da questa rivelazione. Il Risorto ci dà la certezza che il bene trionfa sempre sul male, che la vita vince sempre la morte e la nostra fine non è scendere sempre più in basso, di tristezza in tristezza, ma salire in alto. Il Risorto è la conferma che Gesù ha ragione in tutto: nel prometterci la vita oltre la morte e il perdono oltre i peccati. I discepoli dubitavano, non credevano. La prima a credere e a vedere è stata Maria Maddalena, è stata l’apostola della resurrezione che è andata a raccontare che aveva visto Gesù, il quale l’aveva chiamata per nome. E poi, tutti i discepoli l’hanno visto. Ma, io vorrei soffermarmi su questo: le guardie, i soldati, che erano nel sepolcro per non lasciare che venissero i discepoli e prendessero il corpo, lo hanno visto: lo hanno visto vivo e risorto. I nemici lo hanno visto, e poi hanno fatto finta di non averlo visto. Perché? Perché sono stati pagati. Qui è il vero mistero di quello che Gesù disse una volta: “Ci sono due signori nel mondo, due, non di più: due. Dio e il denaro. Chi serve il denaro è contro Dio”. E qui è il denaro che ha fatto cambiare la realtà. Avevano visto la meraviglia della resurrezione, ma sono stati pagati per tacere. Pensiamo alle tante volte che uomini e donne cristiani sono stati pagati per non riconoscere nella pratica la resurrezione di Cristo, e non hanno fatto quello che il Cristo ci ha chiesto di fare, come cristiani.

Cari fratelli e sorelle, anche quest’anno vivremo le celebrazioni pasquali nel contesto della pandemia. In tante situazioni di sofferenza, specialmente quando a patirle sono persone, famiglie e popolazioni già provate da povertà, calamità o conflitti, la Croce di Cristo è come un faro che indica il porto alle navi ancora al largo nel mare in tempesta. La Croce di Cristo è il segno della speranza che non delude; e ci dice che nemmeno una lacrima, nemmeno un gemito vanno perduti nel disegno di salvezza di Dio. Chiediamo al Signore che ci dia la grazia di servirLo e di riconoscerLo e di non lasciarci pagare per dimenticarLo.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, nous nous préparons à vivre les journées qui sont au cœur de l’Année liturgique. La messe in Coena Domini, Jeudi soir, nous fera revivre le dernier repas de Jésus dans lequel il institua l’Eucharistie, non pas comme souvenir mais comme un mémorial perpétuel de son amour. Anticipant son offrande sur la croix, il nous demande, lavant les pieds de ses disciples, de nous faire les serviteurs des autres. Vendredisera un jour de jeûne et de pénitence. Nous commémorerons la Passion et la Mort rédemptrice de Jésus. En adorant la Croix, nous revivrons le chemin du calvaire et porterons dans le cœur les souffrances des malades, des pauvres, des rejetés de ce monde. Nous rappellerons les victimes innocentes des guerres, des dictatures, des violences quotidiennes, des avortements… Samedi sera le jour du silence, vécu dans les larmes et le désarroi des premiers disciples. Ce jour est aussi celui de Marie. Elle aussi pleure, mais son cœur est rempli d’espérance et d’amour. Alors que tout semble fini, elle veille, confiante en la promesse de Dieu qui ressuscite les morts. C’est ainsi qu’à l’heure la plus sombre de l’histoire, elle est devenue la Mère de l’Eglise, la Mère de l’espérance. Enfin, la joie fera irruption au cours de la nuit Pascale. Jésus ressuscité nous donne la certitude que le bien triomphera toujours sur le mal.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese. La Croce di Cristo è come un faro che indica il porto alle navi nella tempesta. Questa Pasqua sia per voi, specialmente per quanti soffrono o sono nella prova, un segno sicuro di speranza che non delude; e vi porti gioia e pace.

Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française. La Croix du Christ est comme un phare qui indique le port aux navires qui affrontent encore la tempête. Que cette fête de Pâques soit pour chacun de vous, particulièrement ceux qui souffrent ou traversent une épreuve, un signe sûr d’espérance, et qu’elle vous apporte la paix et la joie.

Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, tomorrow, we begin the Easter Triduum and our celebration of the saving mystery of Christ’s passion, death and resurrection. On Maundy Thursday, in the Mass of the Lord’s Supper, we commemorate Christ’s washing the disciples’ feet, his new commandment of love, and his institution of the Eucharist as the abiding memorial of the sacrifice of his body and blood for the salvation of all. On Good Friday, we celebrate Jesus’ redemptive sufferings and death through the solemn reading of the Passion, the Universal Prayer offered for the needs of the Church and the world, and the veneration of the wood of the cross. In this way, we bring before the crucified Lord our suffering brothers and sisters, and all victims of war, violence and injustice. On Holy Saturday, a day of profound silence, we join Mary in her sorrow at her Son’s death, and her trusting expectation of the fulfilment of God’s promises. At the Easter Vigil, the light of the paschal candle and solemn chant of the Alleluia joyfully announce Christ’s victory over sin and death. In this time of pandemic, may our celebration of the paschal mystery proclaim the cross of Christ as a light shining in the darkness and an enduring sign of hope in God’s promise of new life.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. A tutti auguro che questa Settimana Santa vi porti a celebrare la risurrezione del Signore Gesù con cuori purificati e rinnovati dalla grazia dello Spirito Santo. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. May this Holy Week lead us to celebrate the resurrection of the Lord Jesus with hearts purified and renewed by the grace of the Holy Spirit. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, morgen beginnt das heilige Triduum, welches das Herzstück des Kirchenjahres darstellt, da in ihm das Geheimnis des Todes und der Auferstehung Christi gefeiert wird. Am Gründonnerstag gedenken wir der Einsetzung der Eucharistie, in der Christus uns seinen Leib und sein Blut als vollkommene Opfergabe schenkt, die uns von der Sklaverei der Sünde befreit. Hier nimmt Christus auf unblutige Weise seine Hingabe am Kreuz vorweg und lädt uns zu einer Haltung des Dienstes ein, wie er seinen Jüngern die Füße gewaschen hat. Der Karfreitag ist sodann ein Tag der Buße, des Gebets und des Fastens, an dem wir auf das zu unserem Heil unschuldig geopferte Lamm blicken. Ihm empfehlen wir die vielen unschuldigen Leidtragenden von Kriegen, Diktaturen, Gewalt und Abtreibung an. Jesus ist in den Abgrund des Leidens gestiegen, um es in der Kraft seiner Liebe zu erlösen und zu verwandeln. Der Karsamstag erinnert uns besonders an Maria, die schmerzerfüllt, aber voll Glaube, Hoffnung und Liebe in Erwartung auf die Auferstehung verharrt. In der Begegnung mit dem Auferstandenen an Ostern werden schließlich all unsere Ungewissheiten und Ängste zerstreut, da er das Böse und den Tod für uns besiegt hat.

Santo Padre:

Saluto con affetto i fedeli di lingua tedesca. Prendiamo esempio da Maria, Madre Dolorosa, e non fuggiamo le croci della nostra vita, unendo tutte le nostre sofferenze al sacrificio di Cristo. Il Signore crocifisso, nella forza del suo amore, le trasformerà in segni di consolazione e di gloria.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Gläubigen deutscher Sprache. Nehmen wir uns ein Beispiel an Maria, der schmerzhaften Mutter, und fliehen wir nicht vor den Kreuzen in unserem Leben. Vereinen wir all unsere Leiden mit dem Opfer Christi. Der gekreuzigte Herr wird sie in der Kraft seiner Liebe in Zeichen des Trostes und der Herrlichkeit verwandeln.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Inmersos en el clima espiritual de la Semana Santa, mañana entramos en el Triduo Pascual, que es el centro del Año litúrgico. En estos tres días, que forman una unidad y son los más importantes de la liturgia de la Iglesia, conmemoramos el misterio de la Pasión, Muerte y Resurrección del Señor Jesús.

En la tarde del Jueves Santo, con la Misa in Coena Domini, haremos memoria de la Última Cena. En ella, Cristo anticipó su sacrificio en la Cruz, y entregó a sus discípulos el testamento de su amor incondicional en la Eucaristía. Con el gesto del lavatorio de los pies, Jesús nos pide que nos amemos, y como Él, que nos hagamos siervos los unos de los otros. El Viernes Santo, día de penitencia, ayuno y oración, de la mano de la Sagrada Escritura y las oraciones litúrgicas nos reunimos espiritualmente en el Calvario, para celebrar la Pasión y Muerte de Jesús. Él, por amor, entrando en el abismo del dolor y del sufrimiento, nos redime y nos salva, dando sentido a nuestras aflicciones y tribulaciones. Pondremos ante Jesús crucificado a todos los crucificados de hoy, hermanos y hermanas, víctimas inocentes del sufrimiento y la maldad del mundo, sólo Él puede consolarlos y darles amor.

El Sábado Santo, día del gran silencio, junto con María, que Jesús desde la Cruz nos entregó como Madre, esperamos vigilantes el cumplimiento de la Promesa de Dios, en la resurrección del Señor, que la Vigilia Pascual nos anuncia con alegría desbordante. El Resucitado, a quien encontramos en la fe, nos manifiesta que la vida triunfa sobre la muerte, el bien vence al mal y el sentido de nuestra existencia es una vida plena y de felicidad infinita junto a Él.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Que en estos momentos de incerteza y aflicción por la pandemia, la fuerza de Cristo resucitado afiance nuestra fe, renueve nuestra esperanza y aumente nuestra caridad. Felices pascuas de Resurrección para todos. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

In lingua portoghese

Speaker:

De amanhã até Domingo viveremos os dias centrais do Ano Litúrgico, celebrando o mistério da Paixão, Morte e Ressurreição do Senhor. Na tarde da Quinta-feira Santa reviveremos os acontecimentos da Última Ceia, quando Cristo deixou-nos o testamento do Seu amor na Eucaristia, não como uma recordação, mas como memorial, como Sua presença perene. A Sexta-feira Santa é dia de penitência, jejum e oração. Na intensidade da ação litúrgica deste dia nos será apresentado o Crucifixo e, diante da Sua imagem, rezaremos pelos muitos crucificados de hoje, que somente de Jesus podem receber o conforto e o sentido do seu próprio sofrimento. Graças a Ele, abandonado na cruz, ninguém mais está sozinho na escuridão da morte. O Sábado Santo é dia de silêncio, vivido no pranto e na desolação dos primeiros discípulos, abalados pela morte ignominiosa de Jesus. Também Maria vive o pranto deste dia, mas o seu coração é pleno de fé, de esperança e de amor. Deste modo, na hora mais escura do mundo, Ela torna-se Mãe dos que creem, Mãe da Igreja e sinal de esperança. Em meio às trevas da noite do Sábado Santo irromperão a luz e a alegria com os ritos da Vigília Pascal e o canto festivo do Aleluia. Aquele que foi crucificado ressuscitou! Todas as perguntas e incertezas, as hesitações e temores são dissipados por esta revelação. O Ressuscitado nos dá a certeza de que o bem sempre triunfa sobre o mal, a vida sempre vence a morte. Ao vivermos as celebrações pascais ainda no contexto da pandemia, a Cruz de Cristo é sinal da esperança que não decepciona.

 

Santo Padre:

Cari fratelli e sorelle di lingua portoghese: celebrando i misteri centrali della nostra fede, vi esorto ancora una volta a non permettere mai che vi rubino la speranza e la gioia portateci da Cristo con la sua vittoria sulla morte. A tutti auguro una santa e proficua celebrazione del triduo della Passione, Morte e Risurrezione del Signore!

Speaker:

Caros irmãos e irmãs de língua portuguesa: celebrando os mistérios centrais da nossa fé, vos exorto uma vez mais a não permitir nunca que vos roubem a esperança e a alegria trazidas por Cristo com a sua vitória sobre a morte. A todos desejo uma santa e proveitosa celebração do tríduo da Paixão, Morte e Ressurreição do Senhor!

In lingua araba

Speaker:

تأمَّل قداسةُ البَابَا اليَوم فِي الثلاثيّة الفصحيّة، قَالَ قَدَاسَتُهُ: في الأيام الثلاثة هذه، سنعيش الأيام الرئيسيّة للسنة الليتورجية، وسنحتفل بسرّ آلام الربّ يسوع وموته وقيامته. في مساء يوم الخميس المقدس سنحيا من جديد ما حدث خلال العشاء الأخير. حيث المسيح ترك لتلاميذه شهادة حبّه في الإفخارستيّا، كحضور دائم له. إنّه المساء الذي فيهِ يطلبُ مِنَّا أن نحبّ بعضُنا بعضًا بِجَعلِنا خدَّامًا لبعضنا البعض، كما فعل هو عندما غسل أرجل التلاميذ. إنّ يوم الجمعة العظيمة هو يوم توبة وصوم وصلاة. وفيه سيُقدَّم لنا الصليب الذي سنسجدُ له. وبسجودنا له، سوف نعيش من جديد مسيرة الحمل البريء الذي ذُبِحَ من أجل خلاصنا. إنّ يومَ السبتِ المقدَّس هو يوم الصمت الذي عاشه التلاميذ الأوائل في البكاء والضَّياع، إذ قد صدمهم موت يسوع المُهين. هذا السبت هو أيضًا يوم مريم: إنَها أيضًا تعيشه في البكاء، غير أنّ قلبها مليءٌ بالإيمان، وبالرجاء وبالمحبّة. في ظلام يوم السبت المقدّس، سينفجر الفرح والنور مع طقوس عشية عيد الفصح والترانيم الاحتفالية. سيكون اللقاء بالإيمان مع المسيح القائم وسيستمرّ الفرح الفصحيّ طوال الخمسين يومًا التالية. إنّ الذي صُلب قد قام! يمنحنا القائم من بين الأموات اليقين بأنّ الخير ينتصر دائمًا على الشرّ، وأنّ الحياة تتغلّب دائمًا على الموت.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Avvicinandosi la festa della Pasqua, portiamo nella mente e nel cuore le sofferenze dei malati, dei poveri, degli scartati di questo mondo, ricordando anche gli “agnelli immolati” vittime innocenti delle guerre, delle dittature, delle violenze quotidiane, degli aborti, affinché il Cristo, con la sua Resurrezione, conceda loro la salute, il conforto e la prosperità. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيّي المُؤمِنِينَ النَاطِقِينَ بِاللُّغَةِ العَرَبِيَّة. باقتِرابِنا مِن عيدِ الفِصح، لِنَحمل فِي أذهانِنا وفِي قُلوبِنا آلامَ المرضى، والفُقراء والمُبعدين مِن هَذا العالم؛ ولنَتَذَكَر "الحِملان المذبوحة" الضَّحايا الأبرِياء للحُروب، والديكتاتوريّات، والعنف اليوميّ والإجهاض، حتّى يَمنحَهُم المسيح، بقِيامَتِهِ مِن بَينِ الأموات، العَزاءَ والصحَّةَ والازدهار. ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ولْيَحمِكُم دَائِمًا مِن كُلِّ شَرّ!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, przed nami centralne dni Roku Liturgicznego. Wielki Czwartek, to dzień ustanowienia przez Pana Jezusa Eucharystii, sakramentu Kapłaństwa i powierzenia nam przykazania miłości braterskiej. Wielki Piątek, to dzień pokuty, postu i modlitwy. Adorując Krzyż Chrystusa będziemy polecali Bogu wielu ukrzyżowanych współcześnie: ofiary wojen, dyktatur, przemocy, aborcji... Wielka Sobota, to dzień milczenia i modlitewnego trwania z uczniami przerażonymi śmiercią Jezusa oraz z Matką Bożą, która do końca wytrwała pod Krzyżem z nadzieją w obietnicę Boga, który wskrzesza umarłych. Liturgia tego dnia poprowadzi nas ostatecznie do radości Wigilii Paschalnej i uroczystego śpiewu Alleluja. Chrystus ukrzyżowany, zmartwychwstał! Pamiętajmy o tym przeżywając celebracje paschalne, w tym roku niestety również w okolicznościach pandemii. Niech Krzyż Chrystusa będzie także dla nas znakiem nadziei, która w Bożym planie zbawienia prowadzi i nas, i cały świat, ku zmartwychwstaniu.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i Polacchi. Domani entriamo nel Triduo Pasquale, nel mistero di passione, morte e risurrezione di Cristo. La sua opera salvifica è la definitiva rivelazione dell’amore di Dio che perdona, manifesta la sua misericordia e ci dà una nuova vita. Che la gioia del mattino di Pasqua, nonostante gli sforzi per sconfiggere la pandemia, vi doni speranza, fiducia e pace. Vi auguro un incontro gioioso con il Signore Risorto e vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie Polaków. Jutro wejdziemy w Triduum paschalne, w tajemnicę męki, śmierci i zmartwychwstania Chrystusa. Jego zbawcze dzieło jest ostatecznym objawieniem miłości Boga, który przebacza, okazuje miłosierdzie i daje nam nowe życie. Niech radość wielkanocnego poranka, pomimo zmagań z pandemią, opromieni was nadzieją, ufnością i pokojem. Życzę wam radosnego spotkania ze Zmartwychwstałym Panem i z serca wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. In questa Settimana Santa non mancate di unirvi più profondamente a Cristo morto e risorto. Sperimenterete così la bontà di Dio, che non ha risparmiato il proprio Figlio per riscattarci dal peccato e renderci “immacolati” e “splendenti come astri nel mondo” (Fil 2,5).

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Vi esorto ad essere icona della misericordiosa bontà di Dio e testimoni di speranza.

A tutti la mia benedizione!

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 31 marzo 2021