papa Francesco aula Paolo VIL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.05 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa ha iniziato un nuovo ciclo di catechesi sulle Beatitudini (Brano biblico Dal Vangelo secondo Matteo 5, 1-11.)

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Iniziamo oggi una serie di catechesi sulle Beatitudini nel Vangelo di Matteo (5,1-11). Questotesto che apre il “Discorso della montagna” e che ha illuminato la vita dei credenti, anche di tanti non credenti. È difficile non essere toccati da queste parole di Gesù, ed è giusto il desiderio di capirle e di accoglierle sempre più pienamente. Le Beatitudini contengono la “carta d’identità” del cristiano - questa è la nostra carta d’identità -, perché delineano il volto di Gesù stesso, il suo stile di vita.

Ora inquadriamo globalmente queste parole di Gesù; nelle prossime catechesi commenteremo le singole Beatitudini, una a una.

Anzitutto è importante come avvenne la proclamazione di questo messaggio: Gesù, vedendo le folle che lo seguono, sale sul dolce pendio che circonda il lago di Galilea, si mette a sedere e, rivolgendosi ai suoi discepoli, annuncia le Beatitudini. Dunque il messaggio è indirizzato ai discepoli, ma all’orizzonte ci sono le folle, cioè tutta l’umanità. È un messaggio per tutta l’umanità.

Inoltre, il “monte” rimanda al Sinai, dove Dio diede a Mosè i Comandamenti. Gesù inizia a insegnare una nuova legge: essere poveri, essere miti, essere misericordiosi… Questi “nuovi comandamenti” sono molto più che delle norme. Infatti, Gesù non impone niente, ma svela la via della felicità – la sua via – ripetendo otto volte la parola “beati”.

Ogni Beatitudine si compone di tre parti. Dapprima c’è sempre la parola “beati”; poi viene la situazione in cui si trovano i beati: la povertà di spirito, l’afflizione, la fame e la sete della giustizia, e via dicendo; infine c’è il motivo della beatitudine, introdotto dalla congiunzione “perché”: “Beati questi perché, beati coloro perché …” Così sono le otto Beatitudini e sarebbe bello impararle a memoria per ripeterle, per avere proprio nella mente e nel cuore questa legge che ci ha dato Gesù.

Facciamo attenzione a questo fatto: il motivo della beatitudine non è la situazione attualema la nuova condizione che i beati ricevono in dono da Dio: “perché di essi è il regno dei cieli”, “perché saranno consolati”, “perché erediteranno la terra”, e così via.

Nel terzo elemento, che è appunto il motivo della felicità, Gesù usa spesso un futuro passivo: “saranno consolati”, “riceveranno in eredità la terra”, “saranno saziati”, “saranno perdonati”, “saranno chiamati figli di Dio”.

Ma cosa vuol dire la parola “beato”?Perché ognuna delle otto Beatitudini incomincia con la parola “beato”? Il termine originale non indica uno che ha la pancia piena o se la passa bene, ma è una persona che è in una condizione di grazia, che progredisce nella grazia di Dio e che progredisce sulla strada di Dio: la pazienza, la povertà, il servizio agli altri, la consolazione … Coloro che progrediscono in queste cose sono felici e saranno beati.

Dio, per donarsi a noi, sceglie spesso delle strade impensabili, magari quelle dei nostri limiti, delle nostre lacrime, delle nostre sconfitte. È la gioia pasquale di cui parlano i fratelli orientali, quella che ha le stimmate ma è viva, ha attraversato la morte e ha fatto esperienza della potenza di Dio. Le Beatitudini ti portano alla gioia, sempre; sono la strada per raggiungere la gioia.

Ci farà bene prendere il Vangelo di Matteo oggi, capitolo quinto, versetto da uno a undici e leggere le Beatitudini - forse alcune volte in più, durante la settimana - per capire questa strada tanto bella, tanto sicura della felicità che il Signore ci propone.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, aujourd’hui nous commençons une série de catéchèses sur les Béatitudes de l’Evangile selon saint Matthieu qui nous introduisent dans le Discours de Jésus sur la montagne. Ce texte, qui a illuminé la vie des croyants et même des non croyants, contient la “carte d’identité” du chrétien. En effet, le message des Béatitudes est adressé non seulement aux disciples, mais aussi à toute l’humanité. La montagne, dans l’Evangile, renvoie au Sinaï où Dieu donna les “Dix paroles” à Moïse. Cependant, il n’est plus question de tempêtes terrifiantes, mais de la douce force de la Bonne Nouvelle. Jésus y révèle le chemin du bonheur. Il ne s’agit pas ici d’un bonheur qui s’apparente aux joies passagères ou aux plaisirs, mais plutôt d’un bonheur qui sait vivre avec la souffrance. La finalité des Béatitudes réside dans la condition nouvelle que les bienheureux reçoivent comme don de Dieu. Dans cette prédication inaugurale, Jésus indique huit “portes” pour faire l’expérience de la puissance et de la providence de Dieu. En fait, le bienheureux est une personne qui est dans une condition de grâce, qui progresse dans la grâce de Dieu. Ainsi, le bonheur qui vient de Dieu, c’est la paix que le Christ nous donne.

Santo-Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, i gruppi di Belgio e Francia, in particolare i giovani di Parigi e di Saint Cloud. Le Beatitudini ci insegnano che Dio, per donarsi a noi, spesso sceglie percorsi impensabili, quelli dei nostri limiti, delle nostre lacrime, delle nostre sconfitte. Chiediamo al Signore lo Spirito delle Beatitudini in modo da poter sperimentare il potere di Dio, manifestato nelle nostre sofferenze quotidiane. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, les groupes venus de Belgique et de France, particulièrement les jeunes venus de Paris et de Saint Cloud. Les Béatitudes nous enseignent que Dieu, pour se donner à nous, choisit souvent des chemins impensables, ceux de nos limites, de nos larmes, de nos défaites. Demandons au Seigneur l’esprit des Béatitudes afin que nous puissions faire l’expérience de la puissance de Dieu qui se manifeste dans nos souffrances quotidiennes. Que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: Today we begin a new series of catechesis on the Beatitudes in Matthew’s Gospel. Jesus’ teaching provides a kind of “identity card” for Christians. Like Moses on Sinai, Jesus gives these “new commandments” from a hillside. He does not impose them but instead proposes them as the path to true happiness in the future that God promises to his faithful people. Each Beatitude is composed of three parts: the opening word “Blessed”, followed by the situation in which those who are called blessed find themselves – poor in spirit, mourning, thirsting for justice – and finally the reason for which they are blessed. The Beatitudes teach that we are blessed not by our present situation, but rather by the new condition that is ours by God’s grace. This first sermon of Jesus thus presents eight “doors” through which we can encounter the power of God’s love to transform our lives and history. The Beatitudes point us beyond our limitations, tears and failures towards that Paschal joy born of Christ’s own victorious passage from death to life.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti dagli Stati Uniti d’America. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore Gesù Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups from the United States of America. Upon all of you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. May God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, heute beginnen wir eine neue Reihe von Katechesen über die Seligpreisungen. Sie bilden den Anfang der Bergpredigt und stellen gleichsam den Personalausweis des Christen dar. Der Herr richtet diese Botschaft an seine Jünger wie auch an die vielen Menschen, die ihm zuhören und für die ganze Menschheit stehen. Jesus knüpft dabei an die Zehn Gebote und an das Gesetz des Alten Bundes an, legt uns aber nicht einfach die Beobachtung von Vorschriften auf. Vielmehr offenbart er uns den Weg, seinen Weg zum Glück. Es ist eine Botschaft der Freude, die aber nicht mit vorübergehenden Genüssen zu verwechseln ist. Diese Freude kann nämlich auch mit dem Leiden bestehen, nicht selten ist sie sogar dessen Frucht. Jede der acht Seligpreisungen gliedert sich in drei Teile: Zuerst steht das Wort „selig“, darauf folgt die Situation der Seligen und schließlich wird der Grund für die Seligpreisung genannt. Dieser findet sich nicht in der beschriebenen Situation, sondern im neuen Leben der Gnade, das Gott uns schenkt. Jesus zeigt uns somit in den Seligpreisungen acht „Türen“ auf, die uns oftmals über unsere Niederlagen hin zur österlichen Freude führen, die von Gott her kommt und das Herz des Menschen zu erfüllen vermag.

Santo Padre:

Saluto di cuore i pellegrini di lingua tedesca. Il Signore affini la nostra sensibilità per ciò che conta realmente nella vita, il suo amore che solo ci può rendere felici. Con la sua grazia, progrediamo incessamente nel cammino della beatitudini. Lo Spirito Santo sia la nostra guida in ogni momento.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Pilger deutscher Sprache. Der Herr schärfe unseren Blick für das, was im Leben wirklich zählt, seine Liebe, die uns allein glücklich zu machen vermag. Schreiten wir mit seiner Gnade unaufhörlich auf dem Weg der Seligpreisungen voran. Möge der Heilige Geist uns jederzeit führen.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Comenzamos hoy una serie de catequesis sobre las bienaventuranzas en el Evangelio de san Mateo. Las Bienaventuranzas son la “carta de identidad” del cristiano, porque describen el rostro y el estilo de la vida de Jesús.

El Evangelio nos dice que Jesús, al ver al gentío que lo seguía, subió al monte, se sentó y dirigiéndose a sus discípulos, proclamó las Bienaventuranzas. El mensaje estaba dirigido a sus discípulos, pero también a la gente; es decir, a los otros, a toda la humanidad. Además, el monte donde predica Jesús, nos recuerda al Sinaí, donde Dios dictó a Moisés los diez mandamientos. Ahora, con las bienaventuranzas, Jesús nos da los “nuevos mandamientos”, que no son normas, sino que señalan el camino de la felicidad que Él nos propone.

Cada Bienaventuranza está compuesta de tres partes: Inicia con la palabra “bienaventurados” o “felices”, sigue con la situación en que estos se encuentran, y termina con el motivo por el cual serán felices, introducido por la conjunción “porque”, etc. ¿Qué significa la palabra “feliz”, “bienaventurado”? Viene del griego, que significa el que está en condición de gracia, la persona que avanza en la amistad con Dios. Esto es importante: Las Bienaventuranzas iluminan las acciones de la vida cristiana y revelan que la presencia de Dios en nosotros nos hace verdaderamente felices. En ocasiones, Dios elige caminos difíciles de entender —a veces, no entendemos porqué nos pasan ciertas cosas—, por ejemplo, el de nuestros propios límites y el de nuestras derrotas, pero es allí donde manifiesta la fuerza de su salvación y nos concede la verdadera alegría.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, venidos de España y de Latinoamérica. De modo especial saludo a los alumnos y a los profesores del Colegio San Ildefonso de Almería. Los animo, los animo a leer detenidamente el texto de la Bienaventuranzas. Hoy por ejemplo, tómense un ratito, capítulo quinto de San Mateo, versículo 1 al 11, y lo lean, léanlo y si les gusta también mañana, léanlo, les va hacer bien; y pidan a Dios la gracia para poder vivirlas en medio del mundo en que nos encontramos. Y esto nos va a dar una gran alegría. Que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

O texto das «Bem-aventuranças» oferece-nos o «Bilhete de Identidade» do cristão, apresentando-nos o estilo de vida de Jesus, a norma de vida do cristão. Nelas Jesus não impõe nada; apenas revela o caminho da felicidade, o seu caminho, repetindo oito vezes a palavra «felizes…». Cada «Bem-aventurança» compõe-se de três partes: primeiro, a palavra «felizes»; depois, a situação em que se encontram estes felizardos: pobreza, aflição, injustiça, guerra, perseguição, etc.; e finalmente o motivo de tal felicidade, introduzido pela palavra «porque…». Se repararmos bem nos vários motivos, constatamos que dizem respeito não à situação atual, mas à nova condição que os Bem-aventurados receberão de Deus. De facto, ao indicar tais motivos, Jesus usa frequentemente um futuro passivo: serão consolados, serão saciados, etc. Trata-se do chamado «passivo divino», ou seja, para evitar nomear o santo Nome de Deus em vão, o judeu usava o verbo no passivo, bem ciente, porém, de que o sujeito não nomeado é Deus: sim, é Ele que realiza tudo isto, a iniciativa é sempre d’Ele. Assim, as Bem-aventuranças indicam oito portas pelas quais se pode experimentar a força e a providência de Deus: só Ele pode saciar o coração do homem. E, para Se dar a nós, muitas vezes escolhe estradas impensáveis, tais como a das nossas limitações, das nossas lágrimas, das nossas derrotas; pois, a esta felicidade que vem de Deus, aplicam-se as palavras ditas por Jesus a propósito da paz trazida por Ele: «Não é como a dá o mundo, que Eu vo-la dou» (Jo 14, 27). Aqui pensamos na alegria pascal de Cristo que está vivo e glorioso, mas traz os estigmas: atravessou a morte e experimentou o poder de Deus.

Santo Padre: Nota: sempre com tamanho 15

Carissimi pellegrini di lingua portoghese, benvenuti! Nel salutarvi tutti, vi invito a chiedere al Signore una fede grande per guardare la realtà con lo sguardo di Dio, e una grande carità per accostare le persone con il suo cuore misericordioso. Fidatevi di Dio, come la Vergine Maria! Su di voi e sulle vostre famiglie, scenda la benedizione del Signore.

Speaker:

Queridos peregrinos de língua portuguesa, sede bem-vindos! A todos vos saúdo, convidando-vos a pedir ao Senhor uma fé grande para verdes a realidade com o olhar de Deus, e uma grande caridade para vos aproximardes das pessoas com o seu coração misericordioso. Confiai em Deus, como a Virgem Maria! Sobre vós e vossas famílias, desça a bênção do Senhor.

In lingua araba

Speaker:

أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، نبدأ اليوم سلسلة تعاليم جديدة حول التطويبات في إنجيل القديس متى، نصٌّ يفتتح "عظة الجبل" وقد أنار حياة المؤمنين وكذلك حياة العديد من غير المؤمنين. سنضع الآن بشكل عام إطارًا لكلمات يسوع هذه، وفي التعاليم المقبلة سنشرح كلُّ تطويب بمفرده. يتكوّن كل تطويب من ثلاثة أجزاء. أولاً هناك على الدوام كلمة "طوبى"، من ثمّ تأتي الحالة التي يعيشها من يحقُّ لهم الطوبى: فقر الروح، الحزن، الجوع، العطش إلى البرّ وهكذا ودواليك؛ وفي الختام سبب التطويبات الذي يسبقه عبارة "فإنَّ". لنتنبّه إلى هذا الأمر: سبب التطويب ليس الوضع الحالي، وإنما الحالة الجديدة التي ينالها الذين تحقُّ لهم الطوبى كعطيّة من الله: "فإِنَّ لَهم مَلكوتَ السَّمَوات"، "فإِنَّهم يُعَزَّون"، "فإِنَّهم يرِثونَ الأَرض"، وهكذا ودواليك. أما في العنصر الثالث، الذي هو سبب الطوبى، يستعمل يسوع غالبًا صيغة المجهول في المستقبل: "يُعَزَّون"، "يرِثونَ الأَرض"، "يُشبَعون"، "يُرْحَمون"، "أَبناءَ اللهِ يُدعَون". هذا ما يمكننا أن ندعوه بـ"المجهول الإلهي": إنَّ الله في الواقع هو الذي سيقوم بهذه الأمور، هو سيفعل هذا كلّه، المبادرة هي مبادرته على الدوام. ولكن ماذا تعني كلمة "طوبى"؟ إنّ الكلمة اليونانية الأصليّة "makarios" لا تشير إلى شخص يتمتّع بالرخاء ويعيش حياة هنيئة، وإنما إلى شخص يعيش في حالة نعمة ويتقدّم في نعمة الله. وهذا أمر مهمّ لأنَّ التطويبات "تنير الأفعال والمواقف التي تميّز الحياة المسيحية"، وتظهر كيف ومتى يزورنا الله بنعمته وسعادته. أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، إن الله، ولكي يعطينا ذاته، يختار غالبًا دروبًا لا تخطر على البال وربما أيضًا دروب محدودياتنا ودموعنا وفشلنا. هذه هو الفرح الفصحيّ، ذلك الفرح الذي يحمل آثار المسامير ولكنّه حي، الفرح الذي عبر الموت واختبر قوّة الله.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, vivere le Beatitudini non richiede gesti eclatanti. Guardiamo a Gesù: non ha lasciato nulla di scritto, non ha costruito nulla di imponente. E quando ci ha detto come vivere non ha chiesto di innalzare grandi opere o di segnalarci compiendo gesta straordinarie. Ci ha chiesto di realizzare una sola opera d’arte: quella della nostra vita. Le Beatitudini sono allora una mappa di vita: non domandano azioni sovraumane, ma di imitare Gesù nella vita di ogni giorno. Il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربية، وخاصةً بالقادمينَ من الشرق الأوسط. أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، إن عيش التطويبات لا يتطلّب أعمالًا باهرة. لننظر إلى يسوع: لم يترك شيئًا مكتوبًا ولم يبنِ شيئًا مهيبًا. وعندما قال لنا كيف ينبغي أن نعيش، لم يطلب منا أن نقوم بأعمال كبيرة أو بأفعال فائقة الطبيعة، بل طلب منا أن نحقِّق تحفةً فنيّة واحدة، وهي حياتنا. فالتطويبات إذًا هي خريطة حياة: لا تتطلّب أعمالاً خارقة وإنما أن نتشبّه بيسوع في الحياة اليوميّة. ليبارككُم الرب!

In lingua polacca

Speaker:

Dzisiaj rozpoczynamy cykl katechez o Błogosławieństwach w Ewangelii św. Mateusza (5.1-11). Stanowią one „dowód tożsamości” chrześcijanina, ponieważ przedstawiają rysy oblicza samego Jezusa, Jego styl życia. Pan Jezus rozpoczyna nimi „Kazanie na Górze”. Kieruje to przesłanie bezpośrednio do uczniów, ale na horyzoncie są tłumy, czyli cała ludzkość. Miejsce przepowiadania - góra - odnosi do Synaju, gdzie Bóg dał Mojżeszowi „dziesięć słów”. Tym razem jednak nie dzieje się to pośród strasznej burzy, ale można poczuć łagodną moc Dobrej Nowiny. Jezus zaczyna nauczać nowego prawa: aby być ubogim, łagodnym, miłosiernym... Te „nowe przykazania”, to coś znacznie więcej niż normy. Istotnie Jezus niczego nie narzuca, ale objawia drogę szczęścia – Jego drogę – powtarzając osiem razy słowo „błogosławiony”. Termin „błogosławiony” – po grecku makarios – wskazuje na osobę, która znajduje się w stanie łaski, która dokonuje postępów w łasce Boga. Błogosławieństwa „wyjaśniają charakterystyczne działania i postawy życia chrześcijańskiego” (KKK, 1717), ukazując, jak i kiedy Bóg nawiedza nas swoją łaską i szczęściem. Jego drogi nie są drogami bałwochwalczego posiadania, władzy, spełnienia, odwetu, manipulacji, panowania i afirmacji, ale wręcz przeciwnie. Szczęście, które pochodzi od Boga, jest jak pokój, o którym Chrystus mówi: „Nie tak jak daje świat, Ja wam daję” (J 14, 27).

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, domenica, nella solennità della Presentazione del Signore si celebra la Giornata della Vita Consacrata. Preghiamo per le religiose e i religiosi che si dedicano a Dio e ai fratelli nel servizio quotidiano, secondo il proprio carisma, affinché siano sempre fedeli testimoni dell’amore salvifico di Cristo. Pregiamo anche per le nuove vocazioni alla vita consacrata. Benedico di cuore voi, le vostre famiglie e le vostre comunità. Sia lodato Gesù Cristo!

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, w niedzielę, w uroczystość Ofiarowania Pańskiego obchodzimy Dzień Życia Konsekrowanego. Módlmy się za zakonnice i zakonników, którzy oddają siebie Bogu i braciom w codziennej posłudze według swoich charyzmatów, aby zawsze byli wiernymi świadkami zbawczej miłości Chrystusa. Módlmy się również o nowe powołania do życia konsekrowanego. Z serca błogosławię wam, waszym rodzinom i wspólnotom. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i Missionari della Consolata; e le Parrocchie, in particolare quelle di Castel del Monte e di Andria.

Saluto inoltre gli Istituti scolastici, specialmente quello di Pescara e il Coro Baratz, di Villassunta Baratz di Sassari.

Saluto infine i giovani, gli anziani, gli ammalati e gli sposi novelli. L’esempio di santità di san Giovanni Bosco, che ricordiamo venerdì prossimo quale Padre e Maestro della gioventù, conduca soprattutto voi, cari giovani, a realizzare i vostri progetti futuri, non escludendo il piano che Dio ha su ciascuno. Preghiamo san Giovanni Bosco perché ognuno trovi nella vita la sua strada, quello che Dio vuole per noi.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 29 gennaio 2020