preghiera 42L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua meditazione sul tema “La preghiera con le Sacre Scritture” (Lettura: Sal 119,1.15.18.48.105.130).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. Quindi ha rivolto un appello per la Giornata della Memoria.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei soffermarmi sulla preghiera che possiamo fare a partire da un brano della Bibbia. Le parole della Sacra Scrittura non sono state scritte per restare imprigionate sul papiro, sulla pergamena o sulla carta, ma per essere accolte da una persona che prega, facendole germogliare nel proprio cuore. La parola di Dio va al cuore. Il Catechismo afferma: «La lettura della Sacra Scrittura dev’essere accompagnata dalla preghiera – la Bibbia non può essere letta come un romanzo –, affinché possa svolgersi il colloquio tra Dio e l’uomo» (n. 2653). Così ti porta la preghiera, perché è un dialogo con Dio. Quel versetto della Bibbia è stato scritto anche per me, secoli e secoli fa, per portarmi una parola di Dio. È stato scritto per ognuno di noi. A tutti i credenti capita questa esperienza: un passo della Scrittura, ascoltato già tante volte, un giorno improvvisamente mi parla e illumina una situazione che sto vivendo. Ma bisogna che io, quel giorno, sia lì, all’appuntamento con quella Parola, sia lì, ascoltando la Parola. Tutti i giorni Dio passa e getta un seme nel terreno della nostra vita. Non sappiamo se oggi troverà un suolo arido, dei rovi, oppure una terra buona, che farà crescere quel germoglio (cfr Mc 4,3-9). Dipende da noi, dalla nostra preghiera, dal cuore aperto con cui ci accostiamo alle Scritture perché diventino per noi Parola vivente di Dio. Dio passa, continuamente, tramite la Scrittura. E riprendo quello che ho detto la settimana scorsa, che diceva Sant’Agostino: “Ho timore del Signore quando passa”. Perché timore? Che io non lo ascolti, che non mi accorga che è il Signore.

Attraverso la preghiera avviene come una nuova incarnazione del Verbo. E siamo noi i “tabernacoli” dove le parole di Dio vogliono essere ospitate e custodite, per poter visitare il mondo. Per questo bisogna accostarsi alla Bibbia senza secondi fini, senza strumentalizzarla. Il credente non cerca nelle Sacre Scritture l’appoggio per la propria visione filosofica o morale, ma perché spera in un incontro; sa che esse, quelle parole, sono state scritte nello Spirito Santo, e che pertanto in quello stesso Spirito vanno accolte, vanno comprese, perché l’incontro si realizzi.

A me dà un po’ di fastidio quando sento cristiani che recitano versetti della Bibbia come i pappagalli. “Oh, sì, il Signore dice…, vuole così…”. Ma tu ti sei incontrato con il Signore, con quel versetto? Non è un problema solo di memoria: è un problema della memoria del cuore, quella che ti apre per l’incontro con il Signore. E quella parola, quel versetto, di porta all’incontro con il Signore.

Noi, dunque, leggiamo le Scritture perché esse “leggano noi”. Ed è una grazia potersi riconoscere in questo o quel personaggio, in questa o quella situazione. La Bibbia non è scritta per un’umanità generica, ma per noi, per me, per te, per uomini e donne in carne e ossa, uomini e donne che hanno nome e cognome, come me, come te. E la Parola di Dio, impregnata di Spirito Santo, quando è accolta con un cuore aperto, non lascia le cose come prima, mai, cambia qualcosa. E questa è la grazia e la forza della Parola di Dio.

La tradizione cristiana è ricca di esperienze e di riflessioni sulla preghiera con la Sacra Scrittura. In particolare, si è affermato il metodo della “lectio divina”, nato in ambiente monastico, ma ormai praticato anche dai cristiani che frequentano le parrocchie. Si tratta anzitutto di leggere il brano biblico con attenzione, di più, direi con “obbedienza” al testo, per comprendere ciò che significa in sé stesso. Successivamente si entra in dialogo con la Scrittura, così che quelle parole diventino motivo di meditazione e di orazione: sempre rimanendo aderente al testo, comincio a interrogarmi su che cosa “dice a me”. È un passaggio delicato: non bisogna scivolare in interpretazioni soggettivistiche ma inserirsi nel solco vivente della Tradizione, che unisce ciascuno di noi alla Sacra Scrittura. E l’ultimo passo della lectio divina è la contemplazione. Qui le parole e i pensieri lasciano il posto all’amore, come tra innamorati ai quali a volte basta guardarsi in silenzio. Il testo biblico rimane, ma come uno specchio, come un’icona da contemplare. E così si ha il dialogo.

Attraverso la preghiera, la Parola di Dio viene ad abitare in noi e noi abitiamo in essa. La Parola ispira buoni propositi e sostiene l’azione; ci dà forza, ci dà serenità, e anche quando ci mette in crisi ci dà pace. Nelle giornate “storte” e confuse, assicura al cuore un nucleo di fiducia e di amore che lo protegge dagli attacchi del maligno.

Così la Parola di Dio si fa carne – mi permetto di usare questa espressione: si fa carne – in coloro che la accolgono nella preghiera. In qualche testo antico affiora l’intuizione che i cristiani si identificano talmente con la Parola che, se anche bruciassero tutte le Bibbie del mondo, se ne potrebbe ancora salvare il “calco” attraverso l’impronta che ha lasciato nella vita dei santi. È una bella espressione, questa.

La vita cristiana è opera, nello stesso tempo, di obbedienza e di creatività. Un buon cristiano deve essere obbediente, ma deve essere creativo. Obbediente, perché ascolta la Parola di Dio; creativo, perché ha lo Spirito Santo dentro che lo spinge a praticarla, a portarla avanti. Gesù lo dice alla fine di un suo discorso pronunciato in parabole, con questo paragone: «Ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro – il cuore – cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52). Le Sacre Scritture sono un tesoro inesauribile. Il Signore ci conceda, a tutti noi, di attingervi sempre più, mediante la preghiera. Grazie.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, Frères et sœurs, les paroles des Saintes Ecritures n’ont pas été écrites pour rester emprisonnées sur le papier, mais pour être accueillies et pour germer dans notre cœur. Tous les jours Dieu passe et jette une semence. Nous ne savons pas si aujourd’hui elle trouvera un sol aride, des ronces, ou une bonne terre qui la fera croître. Cela dépend de nous. Le croyant ne cherche pas dans les Saintes Ecritures un appui pour sa propre vision philosophique ou morale. Il sait qu’elles ont été écrites dans l’Esprit Saint, et que c’est dans cet Esprit qu’elles doivent être reçues et comprises. La Bible n’est pas écrite pour une humanité générique, mais pour nous, hommes et femmes en chair et en os, pour moi. La tradition chrétienne est riche d’expériences et de réflexions sur la prière avec l’Ecriture Sainte. La méthode de la Lectio divina, née dans le monde monastique, se répand de plus en plus chez les chrétiens. A travers la prière, la Parole de Dieu vient habiter en nous et nous, nous habitons en elle. Elle soutient notre action, nous donne force et sérénité. Elle se fait chair en ceux qui l’accueillent dans la prière. Les Saintes Ecritures sont un trésor inépuisable.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese.

Vi invito a leggere e pregare ogni giorno qualche versetto della Parola di Dio, per dare forza, serenità e pace alla vostra vita. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française.

Je vous invite à lire et à prier chaque jour quelque versets de la Parole de Dieu, pour donner force, sérénité et paix à votre vie. Et que Dieu vous bénisse!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in our continuing catechesis on Christian prayer, we now consider the importance of the Sacred Scriptures in the life of prayer. The Catechism encourages the prayerful reading of Scripture, so that a dialogue can take place between God and ourselves (cf. No. 2653). Since the Holy Spirit who inspired the writing of the sacred texts also dwells in the hearts of every believer, we are enabled, through our frequent and prayerful encounter with the revealed word, to enter more deeply into relationship with the Triune God. As a living word, the Scriptures speak to us in the here and now of our lives, illuminating new situations, offering fresh insights and often challenging our habitual way of thinking about and seeing the world. The interplay of prayer and the reading of Scripture is seen especially in the practice of lectio divina. This consists of slowly reading a biblical passage, then spending a period of time meditating on the text in openness to the Holy Spirit, letting God speak to us through a particular word, phrase or image. The fruit of this prayerful dialogue is contemplation, as we silently rest under the Father’s loving gaze. The Scriptures thus become an inexhaustible source of peace, wisdom and strength as we grow in faith and give it concrete expression in charity and service of others.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. Lo Spirito Santo ci porti ad accogliere sempre di più la Sacra Scrittura come lampada che illumina i passi della nostra vita quotidiana.Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. May the Holy Spirit lead us to appreciate more deeply the light that Sacred Scripture shines upon our daily lives. Upon you and your families I invoke the joy and peace of the Lord. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, im Rahmen unserer Katechesenreihe über das Gebet wollen wir uns heute dem Beten mit der Heiligen Schrift widmen. Die Worte der Bibel sollen im Leben des Lesers Frucht bringen. Dazu ist es gut, Abschnitt für Abschnitt betend zu betrachten. Für ein hörendes Herz wird die Heilige Schrift so zu Gottes lebendigem Wort. Und wie wir die Bibel lesen, so liest sie auch uns: Der biblische Text ist wie ein Spiegel, in dem der Beter sich selber erkennt. Um den reichen Schatz des Wortes Gottes zu heben, hat sich in der monastischen Tradition die Methode der geistlichen Schriftlesung – der lectio divina – entwickelt. Sie besteht aus vier Schritten: Im aufmerksamen Lesen nähert sich der Beter dem Text. In der Meditation, etwa im Wiederholen eines Satzes, versucht er einzelne Gedanken tiefer zu verstehen. Im Gebet fragt er, was Gott ihm damit sagen will. In der Kontemplation schließlich sucht er das Schöne und Gute in Gottes Wirken zu schauen und tritt in einen liebenden Dialog mit dem Schöpfer ein. Die Heilige Schrift ruft uns auf, Gott Gehör zu schenken und das Gehörte in die Tat umzusetzen. So haben sich viele Heilige in ihrem Leben vom Wort Gottes führen lassen.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua tedesca. Scegliamo ogni mattina una frase della Bibbia come compagno della nostra giornata. Essa ci aiuterà comprendere meglio la volontà di Dio e di viverla. Lo Spirito Santo vi guidi sul vostro cammino.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Gläubigen deutscher Sprache. Wählen wir jeden Morgen ein Wort der Bibel als unseren Begleiter für den Tag. Es wird uns helfen, Gottes Willen besser zu verstehen und zu leben. Der Heilige Geist leite euch auf euren Wegen.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy reflexionamos sobre la oración que podemos hacer a partir de un fragmento de la Biblia. Las palabras de la Sagrada Escritura no han sido escritas para permanecer en el papel, sino para germinar en el corazón de la persona que ora. A pesar de su antigüedad, cada versículo de la Biblia fue escrito también para nosotros, y a través de ellos Dios nos habla. Cuando escuchamos un pasaje que tal vez hemos oído muchas veces, en ese momento, observamos cómo nos toca interiormente y nos ilumina una situación que estamos viviendo. En cierto modo la Escritura nos lee a nosotros, pues lee nuestra vida, comprende nuestra humanidad concreta y nos permite vernos reflejados en muchos personajes y situaciones.

La tradición cristiana nos ha dejado muchos métodos de oración; uno bastante consolidado es la “lectio divina”. Se trata sobre todo de leer el pasaje con atención para comprenderlo. Después se comienza un diálogo con la Palabra divina, para que pueda ser motivo de meditación y oración. Siempre en fidelidad al texto, nosotros nos interrogamos: ¿Qué es lo que “me dice a mí”? El último paso es la contemplación, para que las palabras dejen paso al amor, al silencio, como el encuentro entre dos enamorados.

De esta manera, la Palabra puede ser nuestra fortaleza; ella viene a habitar dentro de nosotros para que también nosotros habitemos en ella, identificándonos con ella de tal modo que podamos reflejar su enseñanza en nuestro modo de hablar y de actuar.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Los animo a acercarse a la Palabra de Dios con obediencia y creatividad. En ella encontramos un tesoro inagotable al que podemos acceder todos los días mediante la oración, y ella nos irá trasformando y llenándonos de gran alegría. Que el Señor los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

Debruçamo-nos hoje sobre a oração feita a partir da Sagrada Escritura. Na verdade, as palavras desta não foram escritas para ficar presas ao papel, mas para ser acolhidas por uma pessoa que reza, fazendo-as geminar no próprio coração. Do coração aberto a Deus, da nossa oração depende a possibilidade dum texto bíblico se tornar para nós Palava viva de Deus. E a Palavra de Deus, impregnada de Espírito Santo, quando é acolhida com um coração aberto, não deixa as coisas como estavam antes. Inspira bons propósitos e apoia a ação, dando-nos força e serenidade; e, mesmo quando nos põe em crise, dá-nos paz. Mas como fazer? É conhecido o método da lectio divina. Primeiro, lê-se o texto bíblico com atenção – diria, com «obediência ao texto» – para entender o que significa em si mesmo. Depois meditamo-lo entrando em diálogo com ele: permanecendo aderente ao texto, começo a interrogar-me sobre o que me diz a mim. Trata-se duma passagem delicada: é preciso não se deixar levar para interpretações subjetivas, mas inserir-se no sulco vivo da Tradição que une cada um de nós à Sagrada Escritura. E o último passo é a contemplação: aqui as palavras e os pensamentos cedem lugar ao amor, como entre namorados a quem por vezes basta olharem-se em silêncio. Naturalmente o texto bíblico continua ali, mas como um espelho, um ícone a contemplar. Deste modo a Palava de Deus faz-se carne nas pessoas que a acolhem na oração. Acontece uma nova encarnação. E nós somos os «sacrários» com pernas, onde as palavras de Deus querem ser guardadas para poderem visitar o mundo.

Santo Padre:

Di cuore, saluto gli ascoltatori di lingua portoghese. Nulla vi impedisca di vivere e crescere nell’amicizia del Signore Gesù, e testimoniare a tutti la sua grande bontà e misericordia! Scenda generosamente la sua Benedizione su di voi e sulle vostre famiglie.

Speaker:

De coração, saúdo os ouvintes de língua portuguesa. Que nada vos impeça de viver e crescer na amizade do Senhor Jesus, e testemunhar a todos a sua grande bondade e misericórdia! Desça generosamente a sua Bênção sobre vós e vossas famílias.

In lingua araba

Speaker:

تأمّلَ قداسةُ البابا اليَومَ في الصّلاةِ مع الكتابِ المقدس. قالَ قداستُه: لم تُكتبْ كلماتُ الكتابِ المقدس لتظلَ سجينةَ الورق، بل لتنمو في قلبٍ حيٍّ يصلّيها، ولينشأَ من خلالِها حوارٌ مع الله. كُتِبَتْ كلُّ آيةٍ من الكتابِ المقدس لكلِّ واحدٍ منا. لذلك يعتمدُ الأمرُ علينا، وعلى صلاتِنا، وعلى قلبِنا في كيفيةِ استقبالِها في حياتِنا. ودعانا قداستُه إلى الصّلاةِ من خلالِ طريقةِ القراءةِ الربانيّة أي التأملِ في كلمةِ الله، وهي طريقةٌ نشأت في الأديارِ الرهبانيّة، واليومَ أصبحت ممارسةٌ في كلِّ الرعايا. في هذا التأمل، نبدأُ أولًا فنقرأُ بانتباهٍ وبأمانةٍ نصًا من الكتابِ المقدس، ثم ندخلُ في حوارٍ مع الله حتى نكتشفَ ما يريدُ أن يقولَه لنا من خلال النصِ الذي قرأناه. وفي النهاية، فترةُ المشاهدة، نعبّرُ فيها عن حبِّنا لله بلغةِ العيونِ والقلوب. وقالَ قداستُه: بالصّلاة، تأتي كلمةُ الله لتقيمَ فينا ونقيمَ فيها، فتلهمُنا كلَّ عملٍ صالح. وتمنحُنا القوّةَ والاطمئنان، حتى إذا أثارت فينا أزمةً فإنّها تمنحُنا السلامَ وتحمينا من كلِّ شر. وأضافَ قداستُه عن قراءةِ المسيحيّينَ الأوائلِ للكتابِ المقدس، إنّهم كانوا يقرأونَ ويتأملونَ بحرارةٍ لدرجةِ أنّهم كانوا يطبعونَ الكتابَ في نفوسِهم. كذلك يجبُ أن نقرأَ نحن أيضًا كلمةَ اللهِ اليوم.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. La Bibbia è un tesoro inesauribile. Il Signore ci conceda di attingervi sempre più, mediante la preghiera. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية. الكتّابُ المقدس هو كنزٌ لا ينضب. ليهبْنا الرّبُّ يسوع أن نستقي دائمًا منه ونزداد، وذلك بالصّلاة. ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ولْيَحمِكُم دائمًا من كلِّ شر!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, zwróćmy dzisiaj uwagę na modlitwę, którą możemy podjąć wychodząc od tekstów Pisma świętego. Może słyszałem jakiś biblijny fragment już wiele razy, a nagle, pewnego dnia, przemawia on do mnie inaczej i rozjaśnia przeżywaną przeze mnie sytuację. To od naszej modlitwy, od otwartego serca zjakim podchodzimy do Pisma świętego, zależy czy stanie się ono w nas żywym Słowem Boga. Tradycja chrześcijańska bardzo bogata w doświadczenia na temat modlitwy z Pismem świętym przypomina nam o metodzie „Lectio divina”, która zrodziła się w środowisku monastycznym, a obecnie jest praktykowana również wparafiach i wielu innych wspólnotach. Polega ona na tym, by czytając uważnie fragment biblijny, zrozumieć go i rozważyć, co on oznacza, zapytać, co on do mnie mówi. „Lectio divina” ma nas prowadzić do kontemplacji, do takiego spotkania zBogiem, podczas którego słowa i myśli ustępują miejsca miłości, kiedy wystarcza milczenie i zatopienie się w Bogu. Tekst biblijny staje się wówczas zwierciadłem, ikoną Boga i wezwaniem do modlitwy. Słowo Boże jest w nas żywe, inspiruje w nas dobre intencje, daje nam siłę i obdarza pokojem. Nawet w trudnych sytuacjach, wchwilach kryzysu rodzi ono w sercu ufność i moc ducha, chroni nas przed atakami Złego. Niech teksty Pisma świętego, które są niewyczerpalnym skarbem Bożej Mądrości, staną się także dla nas źródłem modlitwy, fundamentem budowania naszej relacji z Bogiem.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i polacchi. Oggi celebriamo la memoria liturgica di Sant’Angela Merici, fondatrice della Compagnia di Sant’Orsola. Dalla sua spiritualità sono fiorite numerose Congregazioni di Orsoline, presenti anche in Polonia. Ispirata dalla Parola di Dio, Sant’Angela desiderava che le suore, dedite senza riserva a Dio e ai poveri, assumessero con coraggio il lavoro educativo tra i bambini e i giovani. Raccomandava: “Tenete l’antica strada (…) e fate vita nuova!”. Sul suo esempio, auspico che la lettura quotidiana della Sacra Scrittura vi aiuti a testimoniare con gioia la vostra fede. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie Polaków. Dzisiaj w liturgii obchodzimy wspomnienie św. Anieli Merici, założycielki Towarzystwa św. Urszuli. Z jej duchowości wyrosły liczne zgromadzenia sióstr Urszulanek, obecnych także w Polsce. Św. Aniela, zainspirowana Słowem Bożym, pragnęła, aby siostry, bezgranicznie oddane Bogu i ubogim, z odwagą podejmowały pracę wychowawczą wśród dzieci i młodzieży. Zachęcała: „Trzymając się starych dróg (…) czyńcie życie nowe!”. Życzę, aby za jej przykładem, codzienna lektura Pisma świętego pomagała wam świadczyć zradością o waszej wierze. Z serca wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Domani ricorre la memoria liturgica di San Tommaso d’Aquino, patrono delle scuole cattoliche. Il suo esempio spinga tutti, specialmente gli studenti, a vedere in Gesù l’unico maestro di vita; mentre la sua dottrina vi incoraggi ad affidarvi alla sapienza del cuore per adempiere la vostra missione.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Auspico che ciascuno, nella propria condizione, contribuisca con generosità a diffondere la gioia di amare e servire Gesù.

Appello del Santo Padre

Oggi, anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, si celebra la Giornata della memoria. Commemoriamo le vittime della Shoah e tutte le persone perseguitate e deportate dal regime nazista. Ricordare è espressione di umanità. Ricordare è segno di civiltà. Ricordare è condizione per un futuro migliore di pace e di fraternità. Ricordare anche è stare attenti perché queste cose possono succedere un’altra volta, incominciando da proposte ideologiche che vogliono salvare un popolo e finiscono per distruggere un popolo e l’umanità. State attenti a come è incominciata questa strada di morte, di sterminio, di brutalità.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 27 gennaio 2021