udienza generale ultima di AvventoL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa ha incentrato la sua meditazione sul Natale (Lettura: Lc 2,4-7).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa catechesi, nell’imminenza del Natale, vorrei offrire alcuni spunti di riflessione in preparazione alla celebrazione del Natale. Nella Liturgia della Notte risuonerà l’annuncio dell’angelo ai pastori: «Non temete, ecco io vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi è il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia» (Lc 2,10-12).

Imitando i pastori, anche noi ci muoviamo spiritualmente verso Betlemme, dove Maria ha dato alla luce il Bambino in una stalla, «perché – dice ancora San Luca – per loro non c’era posto nell’alloggio» (2,7). Il Natale è diventato una festa universale, e anche chi non crede percepisce il fascino di questa ricorrenza. Il cristiano, però, sa che il Natale è un avvenimento decisivo, un fuoco perenne che Dio ha acceso nel mondo, e non può essere confuso con le cose effimere. È importante che esso non si riduca a festa solamente sentimentale o consumistica. Domenica scorsa ho attirato l’attenzione su questo problema, sottolineando che il consumismo ci ha sequestrato il Natale. No: il Natale non deve ridursi a festa solamente sentimentale o consumistica, ricca di regali e di auguri ma povera di fede cristiana, e anche povera di umanità. Pertanto, è necessario arginare una certa mentalità mondana, incapace di cogliere il nucleo incandescente della nostra fede, che è questo: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14). E questo è il nocciolo del Natale, anzi: è la verità del Natale; non ce n’è un’altra.

Il Natale ci invita a riflettere, da una parte, sulla drammaticità della storia, nella quale gli uomini, feriti dal peccato, vanno incessantemente alla ricerca di verità, alla ricerca di misericordia, alla ricerca di redenzione; e, dall’altra, sulla bontà di Dio, che ci è venuto incontro per comunicarci la Verità che salva e renderci partecipi della sua amicizia e della sua vita. E questo dono di grazia: questo è pura grazia, senza merito nostro. C’è un Santo Padre che dice: “Ma guardate da questa parte, dall’altra, di là: cercate il merito e non troverete altra cosa che grazia”. Tutto è grazia, un dono di grazia. E questo dono di grazia lo riceviamo attraverso la semplicità e l’umanità del Natale, e può rimuovere dai nostri cuori e dalle nostre menti il pessimismo, che oggi si è diffuso ancor più a causa della pandemia. Possiamo superare quel senso di smarrimento inquietante, non lasciarci sopraffare dalle sconfitte e dai fallimenti, nella ritrovata consapevolezza che quel Bambino umile e povero, nascosto e inerme, è Dio stesso, fattosi uomo per noi. Il Concilio Vaticano II, in un celebre passo della Costituzione sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, ci dice che questo avvenimento riguarda ognuno di noi. «Con l’Incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo». «Ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria Vergine, Egli si è fatto veramente uno di noi in tutto simile a noi fuorché nel peccato» (Cost. past. Gaudium et spes, 22). Ma Gesù è nato Gesù duemila anni fa, e riguarda me? – Sì, riguarda te e me, ognuno di noi. Gesù è uno di noi: Dio, in Gesù, è uno di noi.

Questa realtà ci dona tanta gioia e tanto coraggio. Dio non ci ha guardato dall’alto, da lontano, non ci è passato accanto, non ha avuto ribrezzo della nostra miseria, non si è rivestito di un corpo apparente, ma ha assunto pienamente la nostra natura e la nostra condizione umana. Non ha lasciato fuori nulla, eccetto il peccato: l’unica cosa che Lui non ha. Tutta l’umanità è in Lui. Egli ha preso tutto ciò che siamo, così come siamo. Questo è essenziale per comprendere la fede cristiana. S. Agostino, ripensando al suo cammino di conversione, nelle sue Confessioni scrive: «Non avevo ancora tanta umiltà da possedere il mio Dio, l’umile Gesù, né conoscevo ancora gli ammaestramenti della sua debolezza» (Confessioni VII,8). E qual è la debolezza di Gesù? La “debolezza” di Gesù è un “ammaestramento”! Perché ci rivela l’amore di Dio. Il Natale è la festa dell’Amore incarnato, dell’amore nato per noi in Gesù Cristo. Gesù Cristo è la luce degli uomini che splende nelle tenebre, che dà senso all’esistenza umana e alla storia intera.

Cari fratelli e sorelle, queste brevi riflessioni ci aiutino a celebrare il Natale con maggiore consapevolezza. Ma c’è un altro modo di prepararsi, che voglio ricordare a voi e me, e che è alla portata di tutti: meditare un po’ in silenzio davanti al presepe. Il presepe è una catechesi di quella realtà, di quello che è stato fatto quell’anno, quel giorno, che abbiamo sentito nel Vangelo. Per questo, l’anno scorso ho scritto una Lettera, che ci farà bene riprendere. Si intitola “Admirabile signum”, “Segno mirabile”. Alla scuola di San Francesco d’Assisi, possiamo diventare un po’ bambini rimanendo a contemplare la scena della Natività, e lasciare che rinasca in noi lo stupore per il modo “meraviglioso” in cui Dio ha voluto venire nel mondo. Chiediamo la grazia dello stupore: davanti a questo mistero, a questa realtà così tenera, così bella, così vicina ai nostri cuori, il Signore ci dia la grazia dello stupore, per incontrarlo, per avvicinarci a Lui, per avvicinarci a tutti noi. Questo farà rinascere in noi la tenerezza. L’altro giorno, parlando con alcuni scienziati, si parlava dell’intelligenza artificiale e dei robot … ci sono robot programmati per tutti e per tutto, e questo va avanti. E io dissi loro: “Ma qual è quella cosa che i robot mai potranno fare?”. Loro hanno pensato, hanno fatto delle proposte, ma alla fine sono rimasti d’accordo in una cosa: la tenerezza. Questo i robot non potranno farlo. E questo è quello che ci porta Dio, oggi: un modo meraviglioso in cui Dio ha voluto venire al mondo, e questo fa rinascere in noi la tenerezza, la tenerezza umana che è vicina a quella di Dio. E oggi abbiamo tanto bisogno di tenerezza, tanto bisogno di carezze umane, davanti a tante miserie! Se la pandemia ci ha costretto a stare più distanti, Gesù, nel presepe, ci mostra la via della tenerezza per essere vicini, per essere umani. Seguiamo questa strada. Buon Natale!

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, en préparation à Noël, je voudrais vous offrir quelques points de réflexion. Noël est un événement décisif, un feu éternel que Dieu a allumé dans le monde. Cette fête nous invite à réfléchir d’une part sur le tragique de l’histoire, dans laquelle les hommes blessés par le péché sont sans cesse à la recherche de vérité, de miséricorde, de libération ; et d’autre part sur la bonté de Dieu, venu à notre rencontre pour nous communiquer la Vérité qui sauve et nous rendre participants de son amitié et de sa vie. Nous recevons ce don de grâce à travers la simplicité et l’humanité de Noël qui peuvent enlever de nos cœurs et de nos esprits le pessimisme aujourd’hui répandu à cause de la pandémie. Nous pouvons ne pas nous laisser submerger par les défaites et les échecs, dans la conscience retrouvée que cet Enfant humble et pauvre, caché et sans défense, est Dieu lui-même fait homme pour nous. Cet événement concerne chacun de nous et nous donne beaucoup de joie et de courage. Dieu ne nous a pas regardés d’en haut, il n’est pas passé à côté, il n’a pas eu horreur de notre misère. Noël est la fête de l’Amour incarné pour nous en Jésus Christ. Il est la lumière des hommes qui luit dans les ténèbres, qui donne sens à l’existence humaine et à toute l’histoire. Chers frères et sœurs, je vous invite à méditer un moment en silence devant la crèche. Jésus nous y montre le chemin de la tendresse pour être proches, pour être humains. Bon Noël !

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese. Auguro a tutti un felice e santo Natale. Possa il Bambino di Betlemme custodirvi nella gioia e nella speranza. Dio vi benedica !

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française. A tous je souhaite de saintes et heureuses fêtes de Noël. Que l’Enfant de Bethléem vous garde dans la joie et l’espérance. Et que Dieu vous bénisse !

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear brothers and sisters: As Christmas approaches, we prepare to hear once more the joyful message of the angels to the shepherds of Bethlehem: “Be not afraid; for behold, I bring you good news of a great joy…. for to you is born this day a Saviour, who is Christ the Lord” (Lk 2:10-12). Like the shepherds, we too are called to make a spiritual journey to Bethlehem to seek and find Jesus, God’s eternal light shining in the world. Christmas invites us to overcome a certain worldly mentality that blinds us to the core of our faith: the Word made flesh who dwells among us. It reminds us that God’s eternal plan intersects with our history and opens the way to a better future. This year, amid the global health crisis, Christmas can help us look ahead and embrace the hope that the newborn Jesus offers us. As we reflect and pray before the Christmas crèche may we become more aware of the closeness and tender love of God, who took flesh for our salvation. This Christmas, may Jesus be born anew in each of us, so that by our lives we may bring joy and new hope to all.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. Nell’imminenza del Santo Natale, invoco su voi e sulle vostre famiglie la gioia e la pace nel Signore Gesu. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. In these last days before Christmas, I invoke upon you and your families the joy and peace of the Lord Jesus. God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern,

das Weihnachtsfest, das wir in wenigen Tagen begehen, ist in diesem Jahr anders als in der Vergangenheit. Die Dramatik der aktuellen Geschichte lässt die Stimmungen und die Geschenke in den Hintergrund treten und zeigt uns diesmal etwas mehr vom eigentlichen Gehalt dieses Festes. Die Güte Gottes kommt uns Menschen entgegen, die wir unaufhörlich nach der Wahrheit unseres Lebens suchen, aber dies in der eigenen Größe und Stärke zu erreichen meinen. Aber Gott kommt uns in der Kleinheit eines Kindes entgegen. „Ich war nicht demütig genug“, sagt Augustinus, „meinen Jesus, den demütigen Gott, festzuhalten, und wusste noch nicht, was seine Erniedrigung uns lehren sollte“. Doch der Glaube sagt ihm: Gottes eingeborener Sohn, die ewige Wahrheit, ist Fleisch geworden und hat sich „ein demütiges Haus aus unserem Staube gebaut“, um uns dadurch „zu sich hinüberzuziehen, unsere Hoffart zu heilen und unsere Liebe zu nähren“ (Bekenntnisse VII,18). Gott behandelt uns nicht von oben herab, sondern nimmt unsere Natur in ihrer Begrenztheit und Zerbrechlichkeit an und schenkt unserer Existenz und unserer Geschichte einen neuen Sinn. Betrachten wir in diesen Tagen die Szene von Betlehem und lassen wir uns von der Zartheit anrühren, mit der Gott sich der Welt zeigt.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto natalizio ai fedeli di lingua tedesca. Facciamo piacere a Gesù Bambino, se in questi giorni di festa non dimentichiamo le persone sole, malate e bisognose. Basta una telefonata per trasmettere loro un raggio della luce di Natale. Il Signore ricompenserà questo. Frohe Weihnachten!

Speaker:

Einen herzlichen Weihnachtsgruß richte ich an die Gläubigen deutscher Sprache. Wir machen dem Jesuskind eine Freude, wenn wir in diesen festlichen Tagen die einsamen, kranken und bedürftigen Menschen nicht vergessen. Es hilft schon ein Telefonanruf, um ihnen einen Lichtstrahl der Christnacht zu überbringen. Der Herr wird es euch vergelten. Frohe Weihnachten.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Con la celebración de la Navidad a las puertas, quisiera compartir con ustedes algunas reflexiones que ayuden a vivir mejor el nacimiento del Señor. Como los pastores, obedientes al anuncio del ángel, vayamos espiritualmente también nosotros a Belén, donde en la pobreza de una gruta, María dio a luz al Salvador del mundo.

La Navidad es, hoy en día, una fiesta universal; aun los que no tienen fe perciben su encanto. Para nosotros los cristianos es el acontecimiento decisivo, que no puede ser confundido con lo que es banal y efímero. No se trata de una fiesta sentimental, consumista, llena de regalos, pero vacía de fe. Es necesario que dejemos de lado una mentalidad mundana, incapaz de entender que la verdad fundamental de nuestra fe es el misterio de Dios que se hizo hombre, en todo igual a nosotros, menos en el pecado.

Esta fiesta nos invita a contemplar, por una parte, el drama del mundo, en el que el hombre herido por el pecado busca misericordia y salvación, y por otra parte, la bondad de Dios que vino a su encuentro, para hacerlo participar de su bondad y de su vida. En este tiempo de sufrimiento y de incerteza a causa de la pandemia, la presencia de Dios en el niño recién nacido en Belén, indefenso, humilde y pobre, nos libra del sentido de fracaso, de impotencia y de pesimismo que llevamos dentro, y nos descubre el verdadero significado de la existencia humana y de la historia, porque Jesús se revela como luz que disipa las tinieblas y nos abre el horizonte de la alegría y de la esperanza.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Que esta Navidad contemplemos con corazón de niños, en silencio orante, el signo hermoso del pesebre, y que el Señor nos conceda acoger con corazón puro y extasiado el modo maravilloso que Dios escogió para venir al mundo. La Virgen y San José nos alcancen del Niño Jesús la gracia de que renazca en nuestro corazón la ternura, para abrazar con amor a todos, como verdaderos hermanos y hermanas. Feliz Navidad para todos.

 

In lingua portoghese

Speaker:

O Natal é a festa do Amor encarnado e nascido para nós em Jesus Cristo. Ele é a luz dos homens que brilha nas trevas, dando sentido à existência humana e à história inteira. Nesta, de facto, é palpável a condição dramática da humanidade, que se afadiga numa busca incessante de verdade, misericórdia e redenção para o mal que a infeta, deforma e oprime. O remédio, porém, não está ao nosso alcance, escapa às nossas simples forças; e, desiludidos, deixamo-nos cair no pessimismo e desespero. Um homem, sozinho, não basta! E Deus veio ao nosso encontro, tornando-nos participantes da sua amizade e da sua vida, quando assumiu a natureza humana em Jesus. Nascido da Virgem Maria, Ele tornou-Se verdadeiramente um de nós, semelhante a nós em tudo, exceto no pecado. Deus não Se limitou a olhar-nos lá do alto, não passou ao largo, nem sentiu repugnância pela miséria em que caímos, mas assumiu tudo o que somos e como somos. Todo este dom de graça, descobrimo-lo na simplicidade e humanidade do Deus Menino, reclinado numa manjedoura. O Natal é um acontecimento decisivo, um fogo perene que Deus acendeu no mundo, o núcleo incandescente da nossa fé assim expressa no evangelho de São João: «o Verbo fez-Se homem e veio habitar connosco» (1, 14).

Santo Padre:

Cari ascoltatori di lingua portoghese, auguro a tutti Buon Natale. Se la pandemia ci ha costretti a stare più distanti, Gesù, nel presepe, ci mostra la via della tenerezza per restare vicini, per essere umani. Così vi benedica il Bambino Divino per un sereno e felice Anno Nuovo!

Speaker:

Queridos ouvintes de língua portuguesa, desejo a todos um santo Natal. Se a pandemia nos obrigou a estar mais distanciados, Jesus, no presépio, mostra-nos o caminho da ternura para continuarmos vizinhos, para sermos humanos. Assim vos abençoe o Deus Menino para terdes um Ano Novo sereno e feliz!

 

In lingua araba

Speaker:

تأمّلَ قداسةُ البابا اليَومَ في عيدِ الميلادِ المجيد. قالَ: المسيحي يدركُ أنّ عيدَ الميلادِ المجيد هو حدثٌ حاسمٌ في تاريخِ البشريّة. فمن المهمِ ألا يقتصرَ هذا العيدُ على مجردِ مشاعرَ أو استهلاك، وهدايا وتهاني، ولا إيمانَ فيه. من الضّروري التذكيرُ بجوهرِ معنى العيدِ وما حدثَ فيه: "الكَلِمَةُ صارَ بَشَرًا فسَكَنَ بَينَنا فرأَينا مَجدَه مَجدًا مِن لَدُنِ الآبِ لابنٍ وَحيد مِلؤُه النِّعمَةُ والحَقّ". يدعونا عيدُ الميلادِ المجيد إلى أن نتأملَ في ابنِ اللهِ الذي صارَ إنسانًا من أجلِنا، وصارَ حقًا واحدًا منا شبيهًا بنا في كلِّ شيءٍ ما عدا الخطيئة. جاءَ إلينا ليلتقي بنا وليُبَشِرَنا وليُخَلِصَنا وليَجْعَلَنا قادرينَ على أن نشاركَه في كلِّ شيء. هذا هو مصدرُ فرحِنا. الله لم ينظرْ إلينا من فوق، ولم يمرْ من جانبِنا دون أن يتوقف، ولم يشعرْ بالاشمئزازِ من بؤسِنا، ولم يلبسْ جسدًا ظاهريًا، لكنّه اتخذَ طبيعَتَنا وحالَتَنا البشريّةِ بصورةٍ كاملة. وقالَ قداستُه: لنتأملْ في صمتٍ أمامَ مغارةِ الميلاد حتى نرى الطريقةَ العجيبة التي أرادَ اللهُ أن يأتيَ بها إلى العالم. سيوَلِّدُ فينا هذا التأملُ الحنان، مِثْلَ حنانِ يسوع، ونحن بأمّسِ الحاجةِ إليه اليوم. أجبرَتْنا الجائحة في هذه الأيامِ على التباعد، بعضَنا عن بعض، وأمّا يسوع، في المذود، فإنّه يدُلُنا على طريقِ الحنان حتى نكونَ قريبينَ بعضُنا من بعض، وحتى نكونَ بشرًا نحبُ بعضُنا بعضًا.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Chiedo a Dio di concedervi la sua grazia per vivere il messaggio del Natale, che è un messaggio di pace, gioia e vita nuova. Auguro a tutti Buon Natale!

Speaker:

أحيّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية. أسألُ اللهَ أن يمنحَكُم نعمتَه لتعيشوا رسالةَ الميلاد، التي هي رسالةُ سلامٍ وفرحٍ وحياةٍ جديدة. أتمنّى لكُم جميعًا عيدَ ميلادٍ مجيد!

 

In lingua polacca

Speaker:

W katechezie bezpośrednio poprzedzającej Boże Narodzenie, Ojciec Święty podejmuje refleksję nad przeżywaniem tej tajemnicy.

Boże Narodzenie stało się świętem powszechnym i nawet ci, którzy nie wierzą, dostrzegają urok tej uroczystości. Chrześcijanin jednak wie, że Boże Narodzenie jest wydarzeniem decydującym, odwiecznym ogniem, który Bóg rozpalił w świecie i nie można go mylić z rzeczami ulotnymi. Ważne, by nie było ono sprowadzane jedynie do święta sentymentalnego czy konsumpcyjnego, bogatego w prezenty i dobre życzenia, ale ubogiego w wiarę chrześcijańską, której istotą jest prawda, że „Słowo stało się ciałem i zamieszkało wśród nas. I oglądaliśmy Jego chwałę, chwałę, jaką Jednorodzony otrzymuje od Ojca, pełen łaski i prawdy”(J 1, 14).

Boże Narodzenie zachęca nas do zastanowienia się z jednej strony, nad dramatem historii, w której ludzie zranieni grzechem nieustannie poszukują prawdy, miłosierdzia, odkupienia; a z drugiej strony nad dobrocią Boga, który wyszedł na spotkanie z nami, aby przekazać nam Prawdę, która zbawia, i aby uczynić nas uczestnikami Jego przyjaźni i życia. Bóg nie spoglądał na nas z góry, nie przeszedł obok nas, nie odczuwał odrazy do naszej nędzy, nie przyoblekł ciała pozornego, ale w pełni przyjął naszą naturę i ludzką kondycję, z wyjątkiem grzechu.

Stając w milczeniu przed żłóbkiem możemy stać się poniekąd małymi dziećmi, trwać w kontemplacji sceny Narodzenia Pańskiego i pozwolić, aby odrodziło się w nas zdumienie wobec tego w jak „cudowny” sposób Bóg zechciał przyjść na świat. O ile pandemia zmusiła nas do zachowania większego dystansu, to Jezus w żłóbku wskazuje nam drogę czułości, aby być blisko innych. Podążajmy tą drogą. Dobrego Bożego Narodzenia!

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i polacchi. Cari fratelli e sorelle, il Figlio di Dio nato a Betlemme colmi di pace, di gioia e di speranza ognuno e ognuna di voi, e le vostre famiglie! La gloria di Dio e la pace degli uomini che Egli ama, abitino nei vostri cuori, nelle vostre case e nella vostra patria. Vi benedico di cuore.

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam wszystkich Polaków. Drodzy bracia i siostry, narodzony w Betlejem Syn Boży niech napełnia pokojem, radością i nadzieją każdego i każdą z was, i wasze rodziny! Chwała Boża i pokój ludzi, w których ma upodobanie niech zamieszkają w waszych sercach, w waszych domach i w waszej ojczyźnie. Z serca wam błogosławię!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana. Imitando i pastori, correte anche voi alla santa Grotta: Gesù vi aspetta per donarvi la sua luce e la sua pace. Egli vuole arricchire la vostra vita del suo amore e della sua grazia.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. La completa disponibilità di Maria e la pronta generosità di Giuseppe siano di esempio nell’accogliere il Bambino Gesù nel mistero del Natale.

A tutti il mio cordiale augurio per un Santo Natale di letizia e di serenità.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 23 dicembre 2020