Udienza generale sfondo Paolo VIL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla Lettera ai Galati dell’Apostolo Paolo, ha incentrato la sua meditazione sul tema: La libertà si realizza nella carità”(cfr Lettura: Gal 5,13-14).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questi giorni stiamo parlando della libertà della fede, ascoltando la Lettera ai Galati. Ma mi è venuto in mente quello che Gesù diceva sulla spontaneità e la libertà dei bambini, quando questo bambino ha avuto la libertà di avvicinarsi e muoversi come se fosse a casa sua … E Gesù ci dice: “Anche voi, se non vi fate come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli”. Il coraggio di avvicinarsi al Signore, di essere aperti al Signore, di non avere paura del Signore: io ringrazio questo bambino per la lezione che ha dato a tutti noi. E che il Signore lo aiuti nella sua limitazione, nella sua crescita perché ha dato questa testimonianza che gli è venuta dal cuore. I bambini non hanno un traduttore automatico dal cuore alla vita: il cuore va avanti.

L’Apostolo Paolo, con la sua Lettera ai Galati, poco alla volta ci introduce nella grande novità della fede, lentamente. È davvero una grande novità, perché non rinnova solo qualche aspetto della vita, ma ci porta dentro quella “vita nuova” che abbiamo ricevuto con il Battesimo. Lì si è riversato su di noi il dono più grande, quello di essere figli di Dio. Rinati in Cristo, siamo passati da una religiosità fatta di precetti alla fede viva, che ha il suo centro nella comunione con Dio e con i fratelli, cioè nella carità. Siamo passati dalla schiavitù della paura e del peccato alla libertà dei figli di Dio. Un’altra volta la parola libertà.

Cerchiamo oggi di capire meglio qual è per l’Apostolo il cuore di questa libertà. Paolo afferma che essa è tutt’altro che «un pretesto per la carne» (Gal 5,13): la libertà, cioè, non è un vivere libertino, secondo la carne ovvero secondo l’istinto, le voglie individuali e le proprie pulsioni egoistiche; al contrario, la libertà di Gesù ci conduce a essere – scrive l’Apostolo – «a servizio gli uni degli altri» (ibid.). Ma questo è schiavitù? Eh sì, la libertà in Cristo ha qualche “schiavitù”, qualche dimensione che ci porta al servizio, a vivere per gli altri. La vera libertà, in altre parole, si esprime pienamente nella carità. Ancora una volta ci troviamo davanti al paradosso del Vangelo: siamo liberi nel servire, non nel fare quello che vogliamo. Siamo liberi nel servire, e lì viene la libertà; ci troviamo pienamente nella misura in cui ci doniamo. Ci troviamo pienamente noi nella misura in cui ci doniamo, abbiamo il coraggio di donarci; possediamo la vita se la perdiamo (cfr Mc 8,35). Questo è Vangelo puro.

Ma come si spiega questo paradosso? La risposta dell’Apostolo è tanto semplice quanto impegnativa: «mediante l’amore» (Gal 5,13). Non c’è libertà senza amore. La libertà egoistica del fare quello che voglio non è libertà, perché torna su se stessa, non è feconda. È l’amore di Cristo che ci ha liberati ed è ancora l’amore che ci libera dalla schiavitù peggiore, quella del nostro io; perciò la libertà cresce con l’amore. Ma attenzione: non con l’amore intimistico, con l’amore da telenovela, non con la passione che ricerca semplicemente quello che ci va e ci piace, ma con l’amore che vediamo in Cristo, la carità: questo è l’amore veramente libero e liberante. È l’amore che risplende nel servizio gratuito, modellato su quello di Gesù, che lava i piedi ai suoi discepoli e dice: «Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi» (Gv 13,15). Servire gli uni gli altri.

Per Paolo dunque la libertà non è “fare quello che pare e piace”. Questo tipo di libertà, senza un fine e senza riferimenti, sarebbe una libertà vuota, una libertà da circo: non va. E infatti lascia il vuoto dentro: quante volte, dopo aver seguito solo l’istinto, ci accorgiamo di restare con un grande vuoto dentro e di aver usato male il tesoro della nostra libertà, la bellezza di poter scegliere il vero bene per noi e per gli altri. Solo questa libertà è piena, concreta, e ci inserisce nella vita reale di ogni giorno. La vera libertà ci libera sempre, invece quando ricerchiamo quella libertà di “quello che mi piace e non mi piace”, alla fine rimaniamo vuoti.

In un’altra lettera, la prima ai Corinzi, l’Apostolo risponde a chi sostiene un’idea sbagliata di libertà. «Tutto è lecito!», dicono questi. «Sì, ma non tutto giova», risponde Paolo. «Tutto è lecito, ma non tutto edifica», ribatte l’Apostolo. Il quale poi aggiunge: «Nessuno cerchi il proprio interesse, ma quello degli altri» (1 Cor 10,23-24). Questa è la regola per smascherare qualsiasi libertà egoistica. Anche, a chi è tentato di ridurre la libertà solo ai propri gusti, Paolo pone dinanzi l’esigenza dell’amore. La libertà guidata dall’amore è l’unica che rende liberi gli altri e noi stessi, che sa ascoltare senza imporre, che sa voler bene senza costringere, che edifica e non distrugge, che non sfrutta gli altri per i propri comodi e fa loro del bene senza ricercare il proprio utile. Insomma, se la libertà non è a servizio – questo è il test – se la libertà non è a servizio del bene rischia di essere sterile e non portare frutto. Invece, la libertà animata dall’amore conduce verso i poveri, riconoscendo nei loro volti quello di Cristo. Perciò il servizio degli uni verso gli altri permette a Paolo, scrivendo ai Galati, di fare una sottolineatura niente affatto secondaria: così, parlando della libertà che gli altri Apostoli gli diedero di evangelizzare, sottolinea che gli raccomandarono solo una cosa: di ricordarsi dei poveri (cfr Gal 2,10). Interessante questo. Quando dopo quella lotta ideologica tra Paolo e gli Apostoli si sono messi d’accordo, cosa gli hanno detto gli Apostoli: “Vai avanti, vai avanti e non dimenticarti dei poveri”, cioè che la tua libertà di predicatore sia una libertà al servizio degli altri, non per te stesso, di fare quello che ti piace.

Sappiamo invece che una delle concezioni moderne più diffuse sulla libertà è questa: “la mia libertà finisce dove comincia la tua”. Ma qui manca la relazione, il rapporto! È una visione individualistica. Invece, chi ha ricevuto il dono della liberazione operata da Gesù non può pensare che la libertà consista nello stare lontano dagli altri, sentendoli come fastidi, non può vedere l’essere umano arroccato in sé stesso, ma sempre inserito in una comunità. La dimensione sociale è fondamentale per i cristiani, e consente loro di guardare al bene comune e non all’interesse privato.

Soprattutto in questo momento storico, abbiamo bisogno di riscoprire la dimensione comunitaria, non individualista, della libertà: la pandemia ci ha insegnato che abbiamo bisogno gli uni degli altri, ma non basta saperlo, occorre sceglierlo ogni giorno concretamente, decidere su quella strada. Diciamo e crediamo che gli altri non sono un ostacolo alla mia libertà, ma sono la possibilità per realizzarla pienamente. Perché la nostra libertà nasce dall’amore di Dio e cresce nella carità.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker :

Frères et sœurs, saint Paul, dans la Lettre aux Galates, nous introduit dans la grande nouveauté de la foi. Dans le Baptême, nous avons reçu le don le plus grand qui existe, le don de devenir fils de Dieu. La vraie liberté s’exprime dans la charité. L’amour du Christ nous a libérés du pire esclavage, celui de notre moi. La liberté grandit avec l’amour. La liberté habitée par l’amour nous conduit vers les pauvres, en nous faisant reconnaître dans leurs visages le visage du Christ. Le don de la libération opérée par Jésus nous fait voir l’être humain inséré dans une communauté. La dimension sociale est fondamentale pour les chrétiens, elle leur permet de se tourner vers le bien commun et non vers les intérêts privés. En ce moment historique, nous avons besoin de redécouvrir la dimension communautaire de la liberté. La pandémie nous a enseigné que nous avons besoin les uns des autres. Les autres ne sont pas un obstacle à ma liberté, mais la possibilité pour la réaliser pleinement. Notre liberté naît de l’amour de Dieu et grandit dans la charité.

Santo Padre:

Saluto cordialmente le persone di lingua francese, in particolare gli studenti dello Studium de Notre-Dame de Vie, i membri dell’Equipe Notre-Dame, i giovani di Bons-en-Chablais e i fedeli della parrocchia di Martigny in Svizzera. Chiediamo la grazia di essere ricolmi dell’amore di Dio per fare della nostra casa comune un luogo dove tutti possano vivere dignitosamente con accesso alle risorse che ci ha donato il Creatore.

A tutti, la mia benedizione!

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française, particulièrement les étudiants du Studium de Notre-Dame de vie, les membres de l’équipe Notre-Dame, les jeunes de Bons-en-Chablais et les fidèles de la paroisse de Martigny en Suisse. Demandons la grâce d’être comblés de l’amour de Dieu afin de faire de notre maison commune un lieu où chacun puisse vivre dignement en ayant accès aux ressources que nous offrent le Créateur.

A tous, ma Bénédiction!

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on Saint Paul’s Letter to the Galatians, we now consider the freedom to which we have been called in Christ. The new life we received in baptism has made us sons and daughters of the Father and set us free from slavery to sin and death. Paul teaches that our freedom in Christ is not an opportunity for self-indulgence but a summons to be “servants of one another” (Gal 5:13) within the community of believers. Paul tells us that only “through love” (ibid.), given in generous service to the poor, can our freedom in Christ grow and bear fruit. Jesus exemplified this life of selfless love at the Last Supper, when, on the eve of his saving passion and death, he washed the disciples’ feet, teaching us to do likewise. Christian freedom has an essentially social dimension. The effects of the current pandemic invite us to overcome reductive individualistic ideas of freedom and to rediscover its deeper communitarian aspect. Through our witness to the liberating power of Christ’s grace, may we help others to see that authentic freedom is born of the love of God and finds its fulfilment in charity.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti dagli Stati Uniti d’America. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups from the United States of America. Upon all of you, and your families, I invoke the joy and peace of the Lord. May God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, die Beziehung von Glaube und Freiheit ist das große Thema des Galaterbriefs. Durch die Taufe werden wir in ein „neues Leben“ eingeführt. In Christus sind wir von Neuem geboren. Unsere Religiosität gründet nicht mehr auf dem Einhalten von Geboten, sondern in einem lebendigen Glauben, der seine Mitte in der Gemeinschaft mit Gott und den Brüdern und Schwestern hat. Diese durch die Taufe erwirkte Freiheit bedeutet keine Beliebigkeit. Sie führt vielmehr dazu, einander in Liebe zu dienen (Gal 5,13). Die wahre Freiheit erfüllt sich in der sich verschenkenden Liebe. Es ist die Liebe Christi, die uns befreit hat von der Sklaverei des eigenen Ichs. Die von der Liebe geleitete Freiheit ist die einzige, die die anderen und mich selbst frei macht. Sie weiß zuzuhören, ohne etwas zu verlangen, und Gutes zu tun, ohne den eigenen Vorteil zu suchen. Sie führt uns zu den Armen, und wir erkennen in ihnen das Angesicht Christi wieder. Die Freiheit in der Liebe führt immer in die Gemeinschaft. Diese soziale Dimension ist für uns Christen grundlegend; sie führt uns dazu, das gemeinsame Wohl über die eigenen Interessen zu stellen.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua tedesca. Cerchiamo di vivere sempre come Cristo, nel servizio per gli altri e nella lode e gratitudine verso Dio, Padre della nostra vita e Creatore dell’universo. Il Signore vi guidi e protegga sul vostro cammino.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Pilger und Besucher deutscher Sprache. Streben wir danach, immer wie Christus zu leben, im Dienst für die anderen und im Lob und Dank an Gott, den Vater unseres Lebens und den Schöpfer des Weltalls. Der Herr leite und behüte euch auf allen Wegen.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Seguimos profundizando en el concepto de libertad que san Pablo ofrece a los gálatas. La “vida nueva” en Cristo es una llamada a la libertad, pero, ¿cómo se expresa esa libertad? El Apóstol presenta dos ideas contrapuestas. Por un lado, una falsa concepción de la libertad, que considera que “todo es lícito”, que vive según el instinto, las pulsiones , los deseos egoístas, siguiendo los criterios del “me gusta” o “no me gusta”. Esa es una libertad vacía, y que nos deja vacíos por dentro.

Por el contrario, la verdadera libertad —la libertad en Cristo— no busca el propio interés, sino que está guiada por el amor y se expresa en el servicio a los demás. Somos verdaderamente libres cuando amamos y servimos gratuitamente a quienes nos rodean, de modo particular a los pobres. El amor nos hace libres, nos lleva a elegir y obrar el bien, nos mueve a servir. Por otra parte, no olvidemos que la caridad tiene también una dimensión social, es decir, que no deja a nadie al margen, no es selectiva, sino que busca elbien de todos.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Veo que allí están las Ministras de los Enfermos, las hijas de la Madre Torres Acosta. Estas monjitas se pasan las noches cuidando enfermos y duermen un rato de día. Son un ejemplo de lo que es servicio hasta el fin, con abnegación de sí mismas. Sigan por ese camino. Gracias por lo que hacen. Pidamos a Jesús —modelo de caridad y servidor de todos— que nos libere de nuestras esclavitudes y nos ayude a ser auténticamente libres, impulsándonos a amar con gestos concretos de misericordia y caridad. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Na Carta aos Gálatas, o apóstolo Paulo nos introduz na grande novidade da fé, da “vida nova” recebida no Batismo, com o dom maior de sermos filhos de Deus. Renascidos com Cristo, passamos de uma religiosidade de preceitos a uma fé viva, tendo como centro a comunhão com Deus e com os irmãos. Passamos da escravidão do medo e do pecado à liberdade dos filhos de Deus. Mas esta liberdade se expressa plenamente na vivência da caridade, e aqui, uma vez mais, estamos diante do paradoxo do Evangelho: somos livres quando nos colocamos a serviço dos demais. Como se explica esse paradoxo? Pela caridade, pelo amor. Foi o amor de Cristo que nos libertou, e é o amor que nos liberta da escravidão do egoísmo. A liberdade guiada pelo amor torna livres aos demais e a nós mesmos, e conduz-nos a servir especialmente os mais pobres, reconhecendo nestes o rosto de Cristo. Uma das concepções modernas de liberdade afirma: “a minha liberdade termina onde começa a tua”. Trata-se de um conceito individualista, onde falta a dimensão comunitária. A pandemia nos ensinou o quanto necessitamos uns dos outros. Afirmamos e cremos que os demais não são um obstáculo à minha liberdade, mas a possibilidade de realizá-la plenamente, pois a nossa liberdade nasce do amor de Deus e cresce na caridade.

Santo Padre:

Saluto con affetto i fedeli di lingua portoghese, augurando che nei vostri cuori ci sia sempre l’amore, specialmente verso i più poveri. Così siamo veramente liberi! Che Dio vi benedica e protegga da ogni male!

Speaker:

Saúdo com afeto os fiéis de língua portuguesa, desejando que em vossos corações esteja sempre presente o amor, especialmente pelos mais pobres. Assim somos verdadeiramente livres! Que Deus vos abençoe e vos proteja de todo o mal!

[

In lingua araba

Speaker:

تَكَلَّمَ قَداسَةُ البابا اليوم على الحرّيّة التي تتحقّق في المحبّة في إطارِ تَعْلِيمِهِ في الرّسالة إلى أهل غلاطية، وقال: الحرّيّة ليست فُرصَةً لِلجَسَد من أجل العيش بحسب الأهواء والرّغبات الفرديّة. حرّيّة يسوع المسيح تقودنا إلى الخدمة، خدمة بعضِنا لبعض. وأكمل تعبير عن الحرّيّة الحقيقيّة هو المحبّة. محبّة المسيح هي التي حرّرتنا، وقد حرّرتنا من أسوإ العبوديات، عبوديّة الأنا. الحرّيّة تنمو بالمحبّة. الحرّيّة التي تقودها المحبّة هي الوحيدة التي تحرّر الآخرين وتحرّرنا، فنعرف أن نصغي من دون أن نفرض أمرًا، ونريد الخير من دون أن نرغِم، ولا نستغلّ الآخرين لمصالحنا الشخصيّة، ونصنع لهم الخير مجَّانًا. إن لم تكن الحرّيّة في خدمة الخير، فهي حرية عقيمة لا تثمر. من قبل الحرّيّة من المسيح، لا يمكنه التفكير بأنّ الحرّيّة تبعده عن الآخرين، أو الشّعور بأنّهم إزعاج، ولا يمكن أن يرى الإنسان منعزلًا وحده، بل هو مندمح في الجماعة. البُعْد الاجتماعيّ هو أساسيّ للمسيحيّين، ويسمح لهم بأن يروا الخير العام لا المصلحة الخاصّة.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. La pandemia ci ha insegnato che abbiamo bisogno gli uni degli altri, ma non basta saperlo, occorre sceglierlo ogni giorno concretamente. Diciamo e crediamo che gli altri non sono un ostacolo alla mia libertà, ma la possibilità per realizzarla pienamente. Perché la nostra libertà nasce dall’amore di Dio e cresce nella carità. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أُحيّي المؤمنِين الناطقين باللغة العربيّة. علّمتنا الجائحة أنّنا بحاجة بعضنا إلى بعض، ولكن لا يكفي أن نعرف ذلك، بل من الضروري أن يكون ذلك خيارنا كلّ يوم. لنقل ونحن واثقون إنّ الآخرين ليسوا عقبة أمام حرّيّتي، ولكنّهم إمكانيّة لتحقيقها تحقيقًا كاملًا. لأنّ حرّيّتنا تُولدُ من محبّة الله وتنمو في المحّبّة. بارككم الرّبّ جميعًا وحماكم دائمًا من كلّ شرّ!

 

In lingua polacca

Speaker:

Apostoł Paweł Listem do Galatów wprowadza nas w wielką nowość wiary. Wiara otwiera nas na „nowe życie”, które otrzymaliśmy wraz ze Chrztem świętym, i czyni nas dziećmi Bożymi. Nie żyjemy już w niewoli lęku i grzechu, ale w wolności dzieci Bożych. Wolność ta bynajmniej nie jest „zachętą do hołdowania ciału” (Ga 5, 13), nie jest życiem libertyńskim, według ciała, instynktu, indywidualnych zachcianek i egoistycznych popędów. Przeciwnie, wolność Jezusowa prowadzi nas do tego, byśmy – jak pisze Apostoł – „służyli sobie wzajemnie” (tamże). Innymi słowy prawdziwa wolność w pełni wyraża się w miłości. Po raz kolejny stajemy wobec paradoksu Ewangelii: jesteśmy wolni, gdy służymy; odnajdujemy się w pełni, gdy dajemy siebie; posiadamy życie, jeśli je tracimy (por. Mk 8, 35).

To miłość Chrystusa nas wyzwoliła i to miłość nadal wyzwala nas z najgorszej niewoli, jaką jest niewola naszego ego. Zatem wolność wzrasta wraz z miłością. Jednak nie mówimy tu o namiętności, która szuka jedynie tego, co nam odpowiada, ale o miłości, którą widzimy w Chrystusie – o miłosierdziu: to jest miłość, która jest naprawdę wolna i wyzwalająca. Jest to miłość, która jaśnieje w bezinteresownej służbie, na wzór Jezusa, który umywa nogi swoim uczniom i mówi: „Dałem wam przykład, abyście i wy tak czynili, jak Ja wam uczyniłem” (J 13,15).

Tylko wolność kierowana miłością wyzwala innych i nas samych, umie słuchać bez narzucania, umie kochać nie zmuszając, buduje, a nie niszczy, nie wykorzystuje innych dla własnej wygody i czyni im dobro, nie szukając własnej korzyści.

Nasza wolność rodzi się z miłości Boga i wzrasta w miłosierdziu.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i polacchi qui presenti. Cari fratelli e sorelle, dopodomani ricorre la memoria liturgica di San Giovanni Paolo II. Alla sua protezione affido voi, le vostre famiglie e l’intero popolo polacco. Abbiate sempre nella memoria quanto vi ha detto: «“Chi ci separerà… dall’amore di Cristo?”. (…) Siate vigilanti, affinché nulla vi separi da quest’amore: nessun falso slogan, nessuna ideologia errata, nessun cedimento alla tentazione di scendere a compromessi con ciò che non è da Dio. Respingete tutto ciò che distrugge e indebolisce la comunione con Cristo» (2.06.1997). Vi benedico di cuore!

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam obecnych tu Polaków. Drodzy bracia i siostry, pojutrze przypada liturgiczne wspomnienie św. Jana Pawła II. Jego opiece zawierzam was, wasze rodziny i cały naród polski. Zawsze miejcie w pamięci to, co wam powiedział: „«Któż nas maże odłączyć od miłości Chrystusowej?». (…) Bądźcie czujni, aby was nic od tej miłości nie odłączyło. Żadne fałszywe hasła, błędne ideologie ani pokusa pójścia na kompromis z tym, co nie jest z Boga. Odrzućcie wszystko, co tę jedność niszczy i osłabia” (2.06.1997). Z serca wam błogosławię!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto le Capitolari delle Serve di Maria Ministre degli Infermi ed auspico per l’intera Congregazione un rinnovato e generoso impegno di testimonianza evangelica. Saluto poi i fedeli delle parrocchie di San Pellegrino in Reggio Emilia e quelli di Santa Maria Assunta in Scigliano. Vi auguro che il soggiorno romano contribuisca a far crescere nell’animo di ciascuno l’amore e la fedeltà a Cristo.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, agli ammalati, ai giovani e agli sposi novelli. In questo mese di ottobre la Chiesa esorta a pregare per le missioni e ad accogliere l’invito di Cristo ad essere suoi attivi collaboratori. Date al Signore la vostra generosa disponibilità e offrite le vostre sofferenze perché si compia il disegno salvifico del Padre celeste.

A tutti la mia benedizione.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 20 ottobre 2021