papa Francesco Biblioteca del Palazzo Apostolico VaticanoL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa ha incentrato la sua meditazione sulla preghiera per l’unità dei cristiani (Lettura: Gv 17,1.9.20-21), nella Settimana ad essa dedicata.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli. Quindi ha rivolto un appello a tutti gli Stati in occasione dell’entrata in vigore, il prossimo venerdì 22 gennaio, del Trattato per la proibizione delle armi nucleari.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa catechesi mi soffermerò sulla preghiera per l’unità dei cristiani. Infatti, la settimana che va dal 18 al 25 gennaio è dedicata in particolare a questo, a invocare da Dio il dono dell’unità per superare lo scandalo delle divisioni tra i credenti in Gesù. Egli, dopo l’Ultima Cena, ha pregato per i suoi, «perché tutti siano una sola cosa» (Gv 17,21). È la sua preghiera prima della Passione, potremmo dire il suo testamento spirituale. Notiamo, però, che il Signore non ha comandato ai discepoli l’unità. Nemmeno ha tenuto loro un discorso per motivarne l’esigenza. No, ha pregato il Padre per noi, perché fossimo una cosa sola. Ciò significa che non bastiamo noi, con le nostre forze, a realizzare l’unità. L’unità è anzitutto un dono, è una grazia da chiedere con la preghiera.

Ciascuno di noi ne ha bisogno. Infatti, ci accorgiamo che non siamo capaci di custodire l’unità neppure in noi stessi. Anche l’apostolo Paolo sentiva dentro di sé un conflitto lacerante: volere il bene ed essere inclinato al male (cfr Rm 7,19). Aveva così colto che la radice di tante divisioni che ci sono attorno a noi – tra le persone, in famiglia, nella società, tra i popoli e pure tra i credenti – è dentro di noi. Il Concilio Vaticano II afferma che «gli squilibri di cui soffre il mondo si collegano con quel più profondo squilibrio che è radicato nel cuore dell’uomo. È proprio all’interno dell’uomo che molti elementi si combattono a vicenda. […] Per cui soffre in se stesso una divisione, dalla quale provengono anche tante e così gravi discordie nella società» (Gaudium et spes, 10). Dunque, la soluzione alle divisioni non è opporsi a qualcuno, perché la discordia genera altra discordia. Il vero rimedio comincia dal chiedere a Dio la pace, la riconciliazione, l’unità.

Questo vale prima di tutto per i cristiani: l’unità può giungere solo come frutto della preghiera. Gli sforzi diplomatici e i dialoghi accademici non bastano. Gesù lo sapeva e ci ha aperto la via, pregando. La nostra preghiera per l’unità è così un’umile ma fiduciosa partecipazione alla preghiera del Signore, il quale ha promesso che ogni preghiera fatta nel suo nome sarà ascoltata dal Padre (cfr Gv 15,7). A questo punto possiamo chiederci: “Io prego per l’unità?”. È la volontà di Gesù ma, se passiamo in rassegna le intenzioni per cui preghiamo, probabilmente ci accorgeremo di aver pregato poco, forse mai, per l’unità dei cristiani. Eppure da essa dipende la fede nel mondo; il Signore infatti ha chiesto l’unità tra noi «perché il mondo creda» (Gv 17,21). Il mondo non crederà perché lo convinceremo con buoni argomenti, ma se avremo testimoniato l’amore che ci unisce e ci fa vicini a tutti.

In questo tempo di gravi disagi è ancora più necessaria la preghiera perché l’unità prevalga sui conflitti. È urgente accantonare i particolarismi per favorire il bene comune, e per questo è fondamentale il nostro buon esempio: è essenziale che i cristiani proseguano il cammino verso l’unità piena, visibile. Negli ultimi decenni, grazie a Dio, sono stati fatti molti passi in avanti, ma occorre perseverare nell’amore e nella preghiera, senza sfiducia e senza stancarsi. È un percorso che lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa, nei cristiani e in tutti noi, e dal quale non torneremo più indietro. Sempre avanti!

Pregare significa lottare per l’unità. Sì, lottare, perché il nostro nemico, il diavolo, come dice la parola stessa, è il divisore. Gesù chiede l’unità nello Spirito Santo, a fare unità. Il diavolo sempre divide, perché è conveniente per lui dividere. Lui insinua la divisione, ovunque e in tutti i modi, mentre lo Spirito Santo fa sempre convergere in unità. Il diavolo, in genere, non ci tenta sull’alta teologia, ma sulle debolezze dei fratelli. È astuto: ingigantisce gli sbagli e i difetti altrui, semina discordia, provoca la critica e crea fazioni. La via di Dio è un’altra: ci prende come siamo, ci ama tanto, ma ci ama come siamo e ci prende come siamo; ci prende differenti, ci prende peccatori, e sempre ci spinge all’unità. Possiamo fare una verifica su noi stessi e chiederci se, nei luoghi in cui viviamo, alimentiamo la conflittualità o lottiamo per far crescere l’unità con gli strumenti che Dio ci ha dato: la preghiera e l’amore. Invece alimentare la conflittualità si fa con il chiacchiericcio, sempre, sparlando degli altri. Il chiacchiericcio è l’arma più alla mano che ha il diavolo per dividere la comunità cristiana, per dividere la famiglia, per dividere gli amici, per dividere sempre. Lo Spirito Santo ci ispira sempre l’unità.

Il tema di questa Settimana di preghiera riguarda proprio l’amore: “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto” (cfr Gv 15,5-9). La radice della comunione è l’amore di Cristo, che ci fa superare i pregiudizi per vedere nell’altro un fratello e una sorella da amare sempre. Allora scopriamo che i cristiani di altre confessioni, con le loro tradizioni, con la loro storia, sono doni di Dio, sono doni presenti nei territori delle nostre comunità diocesane e parrocchiali. Cominciamo a pregare per loro e, quando possibile, con loro. Così impareremo ad amarli e ad apprezzarli. La preghiera, ricorda il Concilio, è l’anima di tutto il movimento ecumenico (cfr Unitatis redintegratio, 8). Sia pertanto, la preghiera, il punto di partenza per aiutare Gesù a realizzare il suo sogno: che tutti siano una cosa sola.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:
Frères et sœurs, la semaine du 18 au 25 janvier est consacrée à implorer de Dieu le don de l’unité pour dépasser le scandale des divisions entre tous ceux qui croient en Jésus. Après la dernière Cène, Jésus a prié le Père pour nous, pour que nous soyons un. Car l’unité est avant tout un don, une grâce à demander par la prière. Elle ne peut s’obtenir que comme fruit de la prière. Prier pour l’unité c’est participer humblement et avec confiance à la prière du Seigneur qui nous a promis que toute prière faite en son nom sera écoutée du Père. Le Seigneur a demandé l’unité entre nous pour que le monde croie. Et le monde croira, non pas parce que nous le convaincrons par de bons arguments, mais si nous témoignons que l’amour nous unit et nous rend proche de tous. En ces temps troublés, la prière est encore plus nécessaire pour que l’unité prévale sur les conflits. Il est donc essentiel que les chrétiens poursuivent leur chemin vers une unité pleine et visible. Beaucoup de pas en avant ont été faits. Mais il nous faut encore lutter parce que le diable est le diviseur, alors que l’Esprit Saint fait tout converger vers l’unité. Prenons conscience que les chrétiens des autres confessions sont des dons de Dieu. La racine de la communion est l’amour du Christ qui nous fait dépasser les préjugés pour voir dans l’autre un frère, une sœur, à aimer toujours.

Santo Padre:
Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese. In questa settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, vi invito a pregare per i cristiani di altre confessioni e, quando possibile, a pregare con loro. Così impareremo ad amarli e ad apprezzarli. Dio vi benedica!

Speaker:
Je salue cordialement les personnes de langue française. En cette semaine de prière pour l’unité, je vous invite à prier pour les chrétiens des autres confessions, et, lorsque cela est possible, à prier avec eux. Ainsi nous apprendrons à les aimer et à les apprécier. Et que Dieu vous bénisse !

 

In lingua inglese

Speaker:
Dear Brothers and Sisters, from 18 to 25 January each year, we celebrate the Week of Prayer for Christian Unity. In these days, all Christ’s followers are asked to pray in a particular way to the Father for the gift of unity, in order to proclaim the Gospel to a world torn by conflict and division. Our response to discord and division must first and foremost be to pray for the healing and reconciliation that Christ won for us by his saving Passion. We are called to share in Jesus’ own prayer at the Last Supper “that all may be one… so that the world may believe” (Jn 17:21) and find salvation. In these troubled times, Christians are called to bear witness to the Lord’s reconciling love and persevere along the path to full and visible unity. The theme for this year’s Week of Prayer, “Abide in my love and you shall bear much fruit” (cf. Jn 15:5-9), reminds us that the love of Christ is the basis of all communion between Christians and the inspiration for our efforts to recognize our rich diversity in the Holy Spirit, to overcome our divisions, and to work together in the service of God’s Kingdom of concord, justice and peace.

Santo Padre:
Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. In questa Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani, chiediamo al Padre il dono della piena unità tra tutti i discepoli di Cristo, per la diffusione del Vangelo e per la salvezza del mondo. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore Gesù. Dio vi benedica!

Speaker:
I cordially greet the English-speaking faithful. In this Week of Prayer for Christian Unity, let us ask the Father for the gift of full unity between all Christ’s disciples, for the spread of the Gospel and the salvation of the world. Upon you and your families I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:
Liebe Brüder und Schwestern, in diesen Tagen begehen wir die Gebetswo-che für die Einheit der Christen. Daher widme ich die heutige Katechese diesem Thema. Jesus selbst bat am Vorabend vor seiner Passion seinen Vater um die Einheit all derer, die zu ihm gehören: „Alle sollen eins sein“ (Joh 17,21). Es ist auffallend, dass der Herr diesen seinen letzten Willen vor seinem Kreuzestod nicht als Gebot an seine Jünger formuliert oder ihnen eine Rede dazu gehalten hat, sondern in einem Gebet zum Ausdruck ge-bracht hat. Um die Einheit zu erlangen, genügen nicht unsere Bemühun-gen, sondern sie ist vorrangig eine Gnade, um die wir beten müssen. Jeder Mensch ist dem inneren Konflikt ausgesetzt, das Gute zu wollen, aber zum Bösen zu neigen. Hierin liegt die Wurzel der vielen Spaltungen unter den Menschen, in der Gesellschaft und auch unter den Glaubenden. Die Tren-nungen werden nicht dadurch gelöst, dass man sich gegeneinander stellt, sondern das wahre Heilmittel findet sich in der Bitte um Vergebung und Einheit an Gott. Gerade als Christen sind wir somit aufgerufen, am Gebet des Herrn teilzunehmen und um die Einheit zu bitten, damit die Welt glaubt.

Santo Padre:
Saluto con affetto i fedeli di lingua tedesca. Chiediamo allo Spirito Santo di darci la sua forza nell’impegno per l’unità con Cristo ed i fratelli, al fine di essere testimoni credibili del suo amore in questo mondo. Il Signore benedica voi e le vo-stre famiglie.

Speaker:
Herzlich grüße ich die Gläubigen deutscher Sprache. Bitten wir den Heili-gen Geist, dass er uns seine Kraft im Einsatz für die Einheit mit Christus und den Geschwistern gebe, um glaubwürdige Zeugen seiner Liebe in die-ser Welt zu sein. Der Herr segne euch und eure Familien.

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Estamos celebrando la Semana de oración por la unidad de los cristianos, que concluirá el 25 de enero, fiesta de la conversión del apóstol san Pablo. Durante estos días, pedimos al Señor el don de la unidad para poder superar las divisiones entre los creyentes en Jesús. Él mismo, antes de la Pasión, rogó al Padre por nosotros, para que seamos uno y el mundo crea. Esto significa que para lograr la unidad no basta sólo nuestro esfuerzo, sino que es sobre todo un don y una gracia que hemos de suplicar al Padre.

Todos necesitamos la unidad, pero vemos que es difícil mantenerla incluso en nosotros mismos. Como san Pablo, también nosotros experimentamos un conflicto entre el bien que deseamos y la inclinación al mal, que nos lleva a hacer lo contrario. Esto nos hace ver que tantas divisiones que nos rodean —en el seno de las familias, las sociedades, los pueblos, e incluso entre los creyentes— se originan en el interior de cada persona. Por eso, la solución a las discordias comienza por la oración, por pedir a Dios la paz, la reconciliación y la unidad en nuestro propio corazón.

En este tiempo de crisis la oración es aún más necesaria, para que la unidad prevalezca sobre los conflictos. Rezar es luchar por la unidad. Sí, luchar, porque nuestro enemigo, el diablo, es astuto y nos quiere dividir: agranda los errores y los defectos de los demás, siembra discordia, provoca críticas y crea facciones. En cambio, el camino de Dios es otro: nos ama tal como somos, acoge nuestras diferencias y nos impulsa a la comunión con Cristo y los demás.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. El lema de esta Semana de oración por la unidad de los cristianos es «Permanezcan en mi amor y darán fruto en abundancia». Pidamos al Señor que este lema se haga vida en nosotros. Recemos por los cristianos de otras confesiones y, si es posible, recemos junto con ellos, para que se cumpla el sueño de Jesús: que todos sean uno. Que Dios los bendiga.

 

In lingua portoghese

Speaker:
Como tema da catequese de hoje, abordamos a oração pela unidade dos cristãos, nesta semana especialmente dedicada a pedir a Deus este dom, a fim de superar o escândalo das divisões entre os que creem em Jesus. Ele rezou ao Pai por nós, para que fôssemos um só. A cura das divisões começa pela oração a Deus pedindo a paz, a reconciliação, a unidade. Neste ponto podemos perguntar-nos se rezamos pela unidade, conscientes de que dela depende a fé no mundo. Com efeito, o Senhor pediu-nos a unidade para que o mundo creia e isto verifica-se quando testemunhamos o amor que nos une. Rezar pela unidade significa lutar por ela. Sim, lutar, porque o nosso inimigo, o diabo - como o próprio vocábulo nos diz -, é “aquele que divide”. Ele instiga a divisão por toda parte e em diversos modos, ao passo que o Espírito Santo faz sempre convergir na unidade. Para que cresça a unidade entre nós, lutemos com os instrumentos que Deus nos deu: a oração e o amor. Quando superamos os preconceitos e vemos no outro um irmão e uma irmã a quem devemos amar, descobrimos que os cristãos de outras confissões são dons de Deus. Comecemos a rezar por eles e, quando possível, com eles, aprendendo assim a amá-los. Que esta nossa oração seja o ponto de partida para ajudar Jesus a realizar o Seu sonho de que todos sejam um.

Santo Padre:
Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua portoghese. In questi giorni la mia preghiera va a quanti soffrono per la pandemia, specialmente a Manaus, nel nord del Brasile. Il Padre Misericordioso vi sostenga in questo momento difficile. Vi benedico di cuore!

Speaker:
Dirijo uma cordial saudação aos fiéis de língua portuguesa. Nestes dias a minha oração é por quantos sofrem com a pandemia, de modo especial em Manaus, no norte do Brasil. Que o Pai das Misericórdias lhes sustente neste momento difícil. Lhes abençoo de coração!

 

In lingua araba

Speaker:
تأمّلَ قداسةُ البابا اليَومَ في الصّلاةِ من أجل وَحدةِ المسيحيّين. قال: يُخَصَّصُ الأسبوعُ الذي يمتدُ من اليومِ الثامنَ عشْرَ إلى الخامسِ والعشرين من شهرِ يناير/كانون الثاني لنطلبَ من الله نعمةَ الوَحدةِ بين المسيحيّينَ وللتغلبِ على الانقسامات. صلّى يسوع بعد العشاءِ الأخيرِ من أجلِ خاصتِه ليكونوا بِأَجمَعِهم واحِداً. ونحن أيضًا لا يمكنُنا أن نحققَ الوَحدة بقوتِنا بل بالصّلاة. فوَحدةُ المسيحيّينَ ستكونُ فقط ثمرةَ صلاتِنا التي هي مشاركةٌ أيضًا في صلاةِ يسوع. وقد وعدَنا يسوع بأنّ الآبَ سيُصغي إلى كلِّ صلاةٍ نرفعُها باسمه. الوَحدةُ مهمةٌ بين المسيحيّينَ ليؤمنَ العالمُ بِأَنّ الآبَ أَرسَلَ يسوعَ المسيح. سيؤمنُ العالمُ إذا شهدنا للمحبةِ التي توحّدُنا وتقربُنا من الجميع. لذلك من الضّروري أن نثابرَ في المحبةِ والصّلاة، ودون تعب، من أجلِ تحقيقِ الوَحدة. وقالَ قداستُه: إنّ موضوعَ أسبوعِ الصّلاةِ من أجلِ وَحدةِ المسيحيّينَ هو: أثبتوا في محبتي: فتُثمروا ثمرًا كثيرًا. إنّ أصلَ الشركةِ بين المسيحيّينَ هو محبةُ المسيح، التي تجعلُنا نتغلبُ على الأحكامِ المسبقةِ لنرى في الآخرِ أخًا وأختًا نحبُهم دائمًا. فنكتشفَ أنّ المسيحيّينَ على مختلفِ كنائسِهم هم هِبَةٌ من اللهِ بيننا. لنبدأ بالصّلاةِ من أجلِهِم ومعَهُم متى أمكن ذلك. هكذا نتعلّمُ أن نحبَّهُم ونقدّرَهُم. وهكذا نسيرُ معًا نحو الوَحدة.

Santo Padre:

            Saluto i fedeli di lingua araba. La preghiera è l’anima di tutto il movimento ecumenico. Sia il punto di partenza per aiutare Gesù a realizzare il suo sogno: che tutti siano una cosa sola. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية. الصّلاةُ هي روحُ كلِّ حركةٍ مسكونيّة. لتَكُنْ نقطةَ الانطلاقِ لمساعدةِ يسوعَ على تحقيقِ حلمِه وهو: ليكونوا بِأَجمَعِهِم واحِداً.. ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ولْيَحمِكُم دائمًا من كلِّ شر!

 

In lingua polacca

Santo Padre:
W dzisiejszej katechezie Ojciec Święty koncentruje się na modlitwie o jedność chrześcijan, ponieważ tydzień od 18 do 25 stycznia jest poświęcony błaganiu Boga o dar przezwyciężenia skandalu podziałów między wierzącymi w Chrystusa.

Podczas Ostatniej Wieczerzy Jezus modlił się za swoich uczniów, „aby wszyscy stanowili jedno” (J 17, 21). Można powiedzieć, że jest to Jego duchowy testament. Zauważamy jednak, że Pan nie nakazał uczniom jedności, ani nie wygłosił do nich przemówienia, które motywowałoby jej konieczność. Przeciwnie, modlił się do Ojca za nas, abyśmy stanowili jedno. Oznacza to, że do osiągnięcia jedności nie wystarczą nasze wysiłki. Jedność jest przede wszystkim darem, jest łaską, o którą należy prosić w modlitwie. Nasza modlitwa jest pokornym, ale ufnym uczestnictwem w modlitwie Pana, który obiecał, że każda modlitwa w Jego imieniu zostanie wysłuchana przez Ojca (por. J 15, 7).

Tematem tego Tygodnia Modlitwy jest miłość: „Trwajcie w mojej miłości, a przyniesiecie obfity owoc” (por. J 15,5–9). Źródłem komunii jest miłość Chrystusa, która sprawia, że przezwyciężamy nasze uprzedzenia, aby widzieć w innych brata i siostrę, których zawsze trzeba kochać. Wówczas odkrywamy, że chrześcijanie innych wyznań, z ich tradycjami, z ich historią, są darem Boga. Zacznijmy się za nich modlić, a jeśli to możliwe, to wraz z nimi. Modlitwa - przypomina nam Sobór - jest duszą całego ruchu ekumenicznego (por. Unitatis redintegratio, 8). Niech to będzie punkt wyjścia, aby pomóc Jezusowi w realizacji Jego pragnienia: aby wszyscy stanowili jedno.

Santo Padre:
Saluto cordialmente i polacchi. Cari fratelli e sorelle, in questa settimana ecumenica, voglio ricordarvi quanto San Giovanni Paolo II ha detto durante la visita in Polonia nel 1997: “la preghiera per ritrovare la piena unità è un nostro particolare dovere. È d’obbligo tendere intensamente alla ricostruzione dell’unità voluta da Cristo, ed è d’obbligo pregare per questa unità: essa, infatti, è dono della Santissima Trinità” (Wrocław, 31.05.1997). Anche io vi invito: pregate, e la comune preghiera sia per voi l’ispirazione nell’approfondimento della reciproca fratellanza. Vi benedico di cuore!

Speaker:
Serdecznie pozdrawiam Polaków. Drodzy bracia i siostry, w tym tygodniu ekumenicznym, chcę wam przypomnieć to, co św. Jan Paweł II powiedział podczas wizyty w Polsce w 1997 r.: „modlitwa o odzyskanie jedności w pełni jest naszą szczególną powinnością. Powinnością jest usilnie dążyć do odbudowy jedności, której chciał Chrystus, i powinnością jest modlić o tę jedność: jest bowiem ona darem Trójcy Przenajświętszej” (Wrocław, 31.05.1007). Ja też zachęcam was: módlcie się, a wspólna modlitwa niech będzie dla was natchnieniem w pogłębianiu wzajemnego braterstwa. Z serca wam błogosławię!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana, esortando a seguire sempre Cristo con umiltà e docilità, per essere testimoni di verità e di carità.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. In questa Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani vi invito a farvi carico di questo problema, pregando perché tutti i cristiani accolgano l’invito del Signore all’unità della fede nell’unica Chiesa da Lui fondata.

 

Appello del Santo Padre

Dopodomani, venerdì 22 gennaio, entrerà in vigore il Trattato per la proibizione delle armi nucleari. Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che vieta esplicitamente questi ordigni, il cui utilizzo ha un impatto indiscriminato, colpisce in breve tempo una grande quantità di persone e provoca danni all’ambiente di lunghissima durata.

Incoraggio vivamente tutti gli Stati e tutte le persone a lavorare con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari, contribuendo all’avanzamento della pace e della cooperazione multilaterale, di cui oggi l’umanità ha tanto bisogno.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 20 gennaio 2021