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agnus dei miniL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il nuovo ciclo di catechesi sulle Beatitudini, ha incentrato la sua meditazione sulla terza Beatitudine: «Beati i miti perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5). Brano biblico: Dal Salmo 37, 3.8-11.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nella catechesi di oggi affrontiamo la terza delle otto beatitudini del Vangelo di Matteo: «Beati i miti perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5).

Il termine “mite” qui utilizzato vuol dire letteralmente dolce, mansueto, gentile, privo di violenza. La mitezza si manifesta nei momenti di conflitto, si vede da come si reagisce ad una situazione ostile. Chiunque potrebbe sembrare mite quando tutto è tranquillo, ma come reagisce “sotto pressione”, se viene attaccato, offeso, aggredito?

In un passaggio, San Paolo richiama «la dolcezza e la mansuetudine di Cristo» (2 Cor 10,1). E San Pietro a sua volta ricorda l’atteggiamento di Gesù nella Passione: non rispondeva e non minacciava, perché «si affidava a colui che giudica con giustizia» (1 Pt 2,23). E la mitezza di Gesù si vede fortemente nella sua Passione.

Nella Scrittura la parola “mite” indica anche colui che non ha proprietà terriere; e dunque ci colpisce il fatto che la terza beatitudine dica proprio che i miti “avranno in eredità la terra”.

In realtà, questa beatitudine cita il Salmo 37, che abbiamo ascoltato all’inizio della catechesi. Anche lì si mettono in relazione la mitezza e il possesso della terra. Queste due cose, a pensarci bene, sembrano incompatibili. Infatti il possesso della terra è l’ambito tipico del conflitto: si combatte spesso per un territorio, per ottenere l’egemonia su una certa zona. Nelle guerre il più forte prevale e conquista altre terre.

Ma guardiamo bene il verbo usato per indicare il possesso dei miti: essi non conquistano la terra; non dice “beati i miti perché conquisteranno la terra”. La “ereditano”. Beati i miti perché “erediteranno” la terra. Nelle Scritture il verbo “ereditare” ha un senso ancor più grande. Il Popolo di Dio chiama “eredità” proprio la terra di Israele che è la Terra della Promessa.

Quella terra è una promessa e un dono per il popolo di Dio, e diventa segno di qualcosa di molto più grande di un semplice territorio. C’è una “terra” – permettete il gioco di parole – che è il Cielo, cioè la terra verso cui noi camminiamo: i nuovi cieli e la nuova terra verso cui noi andiamo (cfr Is 65,17; 66,22; 2 Pt 3,13; Ap 21,1).

Allora il mite è colui che “eredita” il più sublime dei territori. Non è un codardo, un “fiacco” che si trova una morale di ripiego per restare fuori dai problemi. Tutt’altro! È una persona che ha ricevuto un’eredità e non la vuole disperdere. Il mite non è un accomodante ma è il discepolo di Cristo che ha imparato a difendere ben altra terra. Lui difende la sua pace, difende il suo rapporto con Dio, difende i suoi doni, i doni di Dio, custodendo la misericordia, la fraternità, la fiducia, la speranza. Perché le persone miti sono persone misericordiose, fraterne, fiduciose e persone con speranza.

Qui dobbiamo accennare al peccato dell’ira, un moto violento di cui tutti conosciamo l’impulso. Chi non si è arrabbiato qualche volta? Tutti. Dobbiamo rovesciare la beatitudine e farci una domanda: quante cose abbiamo distrutto con l’ira? Quante cose abbiamo perso? Un momento di collera può distruggere tante cose; si perde il controllo e non si valuta ciò che veramente è importante, e si può rovinare il rapporto con un fratello, talvolta senza rimedio. Per l’ira, tanti fratelli non si parlano più, si allontanano l’uno dall’altro. È il contrario della mitezza. La mitezza raduna, l’ira separa.

La mitezza è conquista di tante cose. La mitezza è capace di vincere il cuore, salvare le amicizie e tanto altro, perché le persone si adirano ma poi si calmano, ci ripensano e tornano sui loro passi, e così si può ricostruire con la mitezza.

La “terra” da conquistare con la mitezza è la salvezza di quel fratello di cui parla lo stesso Vangelo di Matteo: «Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello» (Mt 18,15). Non c’è terra più bella del cuore altrui, non c’è territorio più bello da guadagnare della pace ritrovata con un fratello. E quella è la terra da ereditare con la mitezza!

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Chers frères et sœurs, ce matin nous nous arrêterons à la troisième Béatitude: Heureux les doux, car ils recevront la terre en héritage. La douceur se manifeste dans les moments de conflit, car c’est alors que l’on voit comment on réagit à une situation hostile. Cette Béatitude cite le Psaume 36 qui met en relation la douceur et la possession de la terre. Ces deux choses peuvent sembler incompatibles. En effet, la possession de la terre est le milieu typique du conflit. On se combat souvent pour un territoire, pour obtenir l’hégémonie sur une région. Dans les guerres, le plus fort prévaut et conquiert d’autres terres. Ici il ne s’agit pas de conquérir la terre, mais de la recevoir en héritage. Cette terre est une promesse et un don pour le peuple de Dieu et devient un signe de quelque chose de plus grand et de plus profond qu’un simple territoire. Il s’agit de la terre vers laquelle nous sommes en chemin: les cieux nouveaux et la terre nouvelle. Alors celui qui est doux n’est pas quelqu’un d’accommodant, mais le disciple du Christ qui défend la paix de cette terre nouvelle, et la relation qu’il a avec Dieu et ses dons, en gardant la miséricorde, la fraternité, la confiance, l’espérance. Et ici nous devons faire allusion au péché de colère et nous demander combien de choses nous avons détruites par la colère. Par contre, la douceur est capable de vaincre le cœur, de sauver des amitiés et tant d’autres choses. Il n’y a pas de terre plus belle que le cœur d’autrui, il n’y a pas de territoire plus beau à gagner que la paix retrouvée avec un frère. Voilà la terre qui nous est donnée en héritage!

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini provenienti dalla Francia e da altri paesi di lingua francese, in particolare quelli delle Diocesi di Le Mans, con Mons. Yves Le Saux, e di Bourges, con Mons. Jérôme Beau, i rappresentanti della Confederazione francese dei lavoratori cristiani, nonché i giovani e pellegrini di diverse parrocchie. Cari fratelli e sorelle, vi invito a chiedere a Dio di darvi il dono della mansuetudine per costruire insieme un mondo più fraterno. Dio vi benedica.

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins venus de France et d’autres pays francophones, en particulier les diocésains du Mans avec Mgr Yves Le Saux, les diocésains de Bourges avec Mgr Jérôme Beau, les représentants de la Confédération française des travailleurs chrétiens, ainsi que les jeunes et les pèlerins de plusieurs paroisses. Chers frères et sœurs, je vous invite à demander à Dieu de nous faire le don de la douceur pour construire ensemble un monde plus fraternel. Que Dieu vous bénisse.

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on the Beatitudes, we now consider the third Beatitude: “Blessed are the meek, for they shall inherit the earth” (Mt 5:5). Scripture uses the term “meek” for the poor and the dispossessed of the land. Jesus’ statement that the meek will inherit the earth can thus seems contradictory. Yet the Lord tells us that the meek will inherit the earth. The Beatitude ultimately points us to the heavenly homeland promised to the children of God. For Jesus, the meek are those who have learned to guard the territory of their relationship with God and preserve his gifts of peace, mercy and fraternity. Sin can destroy this inheritance, for the hatred and division that flow from sin are destructive. Meekness, on the other hand, preserves this inheritance, enables it to grow and wins the hearts of others by love, kindness and friendship. By imitating the meekness of Christ, may we help to extend his kingdom and come to receive the inheritance promised to us by the Beatitude.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti da Inghilterra, Norvegia, Filippine, Arabia Saudita, Vietnam e Stati Uniti d’America. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore Gesù Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups from England, Norway, the Philippines, Saudi Arabia, Vietnam and the United States of America. Upon all of you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. May God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, heute wollen wir die dritte der Seligpreisungen betrachten, die Jesus bei der Bergpredigt verkündet hat: „Selig die Sanftmütigen, denn sie werden das Land erben“ (Mt 5,5). Die Sanftmütigen haben Jesus Christus in seinem Leidensweg vor Augen, der nicht mit Vergeltung antwortete, als er litt, sondern »seine Sache dem gerechten Richter überließ« (1 Petr 2,23). Die „Sanftmütigen“ sind in der Heiligen Schrift die Gerechten, die nur wenig besitzen im Gegensatz zum Frevler, der im Überfluss lebt (vgl. Ps 37,15). Landbesitz ist ein typisches Feld, wo es zu Konflikten kommen kann. Man streitet über ein Stück Land oder will die Vorherrschaft über ein Gebiet gewinnen. So entstehen auch Kriege, bei denen der Stärkere in der Regel fremde Territorien erobert. Die Seligpreisung spricht dagegen vom Land, das die Sanftmütigen „erben“. Dieses Wort erinnert an ein besonderes Land, an das Gelobte Land, das Gott dem Volk Israel als Erbe gegeben hat. Für das neutestamentliche Volk Gottes wird das „Land“ noch mehr: Es handelt es sich um »einen neuen Himmel und eine neue Erde« (vgl. 2 Petr 3,13; Offb 21,1), zu dem die Sanftmütigen und Gerechten unterwegs sind und in dem der Friede, die Hoffnung, das Vertrauen, die Barmherzigkeit und die Brüderlichkeit wohnen.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua tedesca, in particolare ai vari gruppi scolastici. Benvenuti! Lo Spirito Santo ci insegni a guardare al mondo con gli occhi di Dio e a trattare i fratelli con la mitezza del Suo cuore. Buona permanenza a Roma!

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Pilger und Besucher deutscher Sprache, besonders an die verschiedenen Schülergruppen. Willkommen! Der Heilige Geist leite uns an, die Welt mit den Augen Gottes zu sehen und den Mitmenschen mit der Sanftmut des Herzens Gottes zu begegnen. Euch allen einen guten Aufenthalt in Rom!

 

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

En la catequesis de hoy abordamos la bienaventuranza que dice: «Felices los mansos, porque ellos heredarán la tierra» (Mt 5,4). Cuando decimos que una persona es “mansa” nos referimos a que es dócil, suave, afable, a que no es violenta ni colérica. La mansedumbre se manifiesta sobre todo en los momentos de conflicto, cuando estamos “bajo presión”, cuando somos atacados, ofendidos, agredidos. Nuestro modelo es Jesús, que vivió cada momento, especialmente su Pasión, con docilidad y mansedumbre.

Esta bienaventuranza afirma también que los mansos “heredarán la tierra”. No la poseen ni la conquistan, la heredan. Esta tierra es una promesa y un don para el Pueblo de Dios. Esta “tierra” es el Cielo, hacia donde caminamos como discípulos de Cristo, promoviendo la paz, la fraternidad, la confianza y la esperanza.

También podemos considerar lo contrario de vivir esta bienaventuranza y preguntarnos acerca del pecado de la ira. La ira es lo contrario de la mansedumbre. En un momento de cólera, de ira, se puede destruir todo lo que se ha construido; cuando se pierde el control, se olvida lo realmente importante, y esto puede arruinar la relación con un hermano, muchas veces sin remedio. En cambio, la mansedumbre conquista los corazones, salva las amistades, hace posible que se sanen y reconstruyan los lazos que nos unen con los demás.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, venidos de España y de Latinoamérica. Pidamos al Señor que nos ayude a ser mansos y humildes de corazón, y a reconocer los momentos en que perdemos la calma para que, con la gracia del Señor, podamos volver a encontrar y a construir la paz. Que Dios los bendiga.

 

In lingua portoghese

Speaker:

Hoje refletimos sobre a Bem-aventurança que nos ensina: “Bem-aventurados os mansos, porque receberão a terra em herança”. Ser manso significa ser afável, gentil, não violento. A mansidão se manifesta não quando tudo está tranquilo, mas quando estamos sob pressão, quando sofremos violência. Jesus nos deu o maior exemplo de mansidão quando, pregado na Cruz, perdoou seus algozes. Por outro lado, como também nos ensina o Salmo 37, a mansidão se relaciona com a posse da terra. Muito embora a lógica humana pareça indicar o contrário, ou seja, quem faz uso da força é quem conquista a terra, todavia, a Sagrada Escritura nos mostra que o manso não conquista mas recebe em herança a terra. De fato, o Povo de Deus considerava a Terra prometida como um dom de Deus, uma herança recebida. Esta, por sua vez, é sinal da verdadeira terra que Deus nos promete em herança: o Céu. Por fim, ao contrário da ira que destrói e separa, a mansidão conquista e vence os corações. Por isso, os mansos são aqueles que agora podem conquistar a terra mais bela, que é o coração do irmão.

Santo Padre:

Saluto di cuore i pellegrini di lingua portoghese, in particolare voi venuti dal Portogallo e dal Brasile, e vi incoraggio ad essere dovunque testimoni di speranza e carità. E, se qualche volta dovete affrontare situazioni che vi turbano l’anima, andate a cercare rifugio sotto il manto della Santa Madre di Dio; là troverete pace e mitezza. Su di voi e sulle vostre famiglie scenda la Benedizione del Signore.

Speaker:

De coração saúdo os peregrinos de língua portuguesa, em particular vós vindos de Portugal e do Brasil, encorajando-vos a ser por todo o lado testemunhas de esperança e caridade. E, se alguma vez tiverdes de enfrentar situações que vos turvam a alma, ide procurar refúgio sob o manto da Santa Mãe de Deus; lá encontrareis paz e mansidão. Sobre vós e vossas famílias desça a Bênção do Senhor!

 

In lingua araba

Speaker:

في إطار تعاليمه حول التطويبات التي يرويها إنجيل القديس متى، توقف قداسة البابا اليوم عند التطويبة الثالثة: "طوبى لِلوُدَعاء فإِنَّهم يرِثونَ الأَرض"، موَضِّحاً أنَّ الوديع هو اللطيف والطيّب والبعيد عن العنف. وقال إن الوداعة أو نقيضها تظهر في لحظات الصراع من خلال كيفيّة التعامل مع موقف معاد. الوديع هو شخص ورث ميراثًا ولا يريد أن يبدّده. هو تلميذ المسيح الذي تعلّم كيف يدافع عن "أرض وممتلكات" من نوع آخر، وعن سلامه، وعن علاقته بالله وعطاياه، محافظًا على الرحمة والإخاء والثقة والرجاء. ودعانا قداسته أن نبتعد عن خطيئة الغضب لأنها تجعلنا ندمّر كلّ شيء حتى العلاقات مع الآخرين. بدلًا من ذلك، دعانا قداسته أن نتحلّى بالوداعة لأنها قادرة على كسب القلوب وإنقاذ الصداقات. واختتم قداسة البابا تعليمه قائلًا: لا توجد أرض أكثر جمالًا من قلب الآخر، ولا توجد أرض أكثر جمالًا يمكن كسبها من استعادة السلام مع أخ لنا. هذه هي الأرض التي علينا أن نرثها!

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! L’uomo mite è l’uomo calmo, gentile, semplice, obbediente e pacifico, che tratta bene la gente e non litiga con nessuno. Tali tratti lo rendono amabile da tutte le persone, perché vive con loro in pace e tranquillità. Quindi, oltre al regno di Dio, eredita anche la terra. Il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربية، وخاصةً القادمينَ من الشرق الأوسط. إنّ الانسان الوديع هو الانسان الهادئ والطيّب والبسيط والمطيع والمسالم، يُحسن معاملة الناس ولا يُخاصم أحدًا. هذه الصفات تجعله محبوبًا من جميع الناس، لأنه يعيش معهم في سلام وهدوء. وبالتالي، إضافة إلى ملكوت الله، إنه يرث الأرض أيضًا. ليبارككُم الرب!

 

In lingua polacca

Speaker:

Błogosławieni cisi, albowiem oni na własność posiądą ziemię” (Mt 5,5). Używany tutaj termin „cisi” dosłownie oznacza słodki, grzeczny, łagodny, wolny od przemocy. Łagodność przejawia się w chwilach konfliktu. Można wówczas zobaczyć, jak reagujemy na sytuację nieprzyjazną, „pod presją”, gdy jesteśmy atakowani i obrażani. W Piśmie Świętym słowo „cichy” wskazuje także na tego, kto nie ma własności ziemskiej. Dlatego uderza nas fakt, że trzecie błogosławieństwo mówi właśnie, iż cisi „na własność posiądą ziemię”. W istocie to błogosławieństwo cytuje Psalm 37, którego wysłuchaliśmy na początku. Również tam wiąże się łagodność z posiadaniem ziemi. Te dwie rzeczy wydają się niezwiązane. Tymczasem posiadanie ziemi jest typowym obszarem konfliktu: często walczy się o jakieś terytorium, aby uzyskać panowanie nad nim. Czasownik zastosowany do cichych mówi, że nie zdobywają oni ziemi, ale ją „odziedziczą”. Pismo św. mówi o „nowej ziemi”, ku której zmierzamy. Oczekujemy jednak, według obietnicy, nowego nieba i nowej ziemi, w których będzie mieszkała sprawiedliwość (por. Iz 65:17; 66,22; 2 P 3,13; Ap 21,1). Zatem cichy jest tym, który „dziedziczy” najbardziej wzniosłe z terytoriów. Nie jest tchórzem, który znajduje sobie pokrętną moralność, by nie popaść w tarapaty. Przeciwnie, jest uczniem Chrystusa, który nauczył się bronić zupełnie innej ziemi. Broni swego pokoju, broni swojej relacji z Bogiem i Jego darów, strzegąc miłosierdzia, braterstwa, zaufania, nadziei.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, la mitezza, di cui parliamo oggi, è capace di vincere il cuore e sconfiggere l’ira, salvare le amicizie e ricostruire le relazioni messe alla prova dalle ambizioni e dallo spirito di rivalità. Ricordate sempre l’invito del Signore Gesù: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11, 29). Vi benedico di cuore. Sia lodato Gesù Cristo!

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, cichość, o której mówimy dzisiaj, może zapanować w sercu i przezwyciężyć gniew, ocalić przyjaźnie i odbudować relacje wystawione na próbę przez ambicje i ducha rywalizacji. Pamiętajcie zawsze o zaproszeniu Pana Jezusa: „uczcie się ode Mnie, bo jestem cichy i pokorny sercem, a znajdziecie ukojenie dla dusz waszych” (Mt 11, 29). Z serca wam błogosławię. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana. In particolare, saluto le religiose e i religiosi; i gruppi parrocchiali; e la delegazione della Fiaccola Benedettina, con l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Mons. Renato Boccardo e l’Abate di Montecassino, dom Donato Ogliari.

Saluto inoltre il Comando Brigata Aosta, di Messina; la Società Italiana di Odontostomatologia per l’handicap; e il reparto di pediatria dell’Istituto Nazionale dei Tumori, di Milano.

Saluto infine i giovani, gli anziani, gli ammalati e gli sposi novelli. Fidatevi del Signore e sforzatevi di entrare nei suoi disegni, accettando che la sua salvezza possa giungere a noi per vie diverse da quelle che ci aspetteremmo.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 19 febbraio 2020