avventoL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nell’Aula Paolo VI, dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa ha incentrato la sua meditazione sul tema Il presepe, Vangelo domestico (Brano biblico: Dal Vangelo Secondo Luca, 2, 15-16.)

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Tra una settimana sarà Natale. In questi giorni, mentre si corre a fare i preparativi per la festa, possiamo chiederci: “Come mi sto preparando alla nascita del Festeggiato?”. Un modo semplice ma efficace di prepararsi è fare il presepe. Anch’io quest’anno ho seguito questa via: sono andato a Greccio, dove San Francesco fece il primo presepe, con la gente del posto. E ho scritto una lettera per ricordare il significato di questa tradizione, cosa significa il presepe nel tempo del Natale.

Il presepe infatti «è come un Vangelo vivo» (Lett. ap. Admirabile signum, 1). Porta il Vangelo nei posti dove si vive: nelle case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e di ritrovo, negli ospedali e nelle case di cura, nelle carceri e nelle piazze. E lì dove viviamo ci ricorda una cosa essenziale: che Dio non è rimasto invisibile in cielo, ma è venuto sulla Terra, si è fatto uomo, un bambino. Fare il presepe è celebrare la vicinanza di Dio. Dio sempre è stato vicino al suo popolo, ma quando si è incarnato e nato, è stato molto vicino, vicinissimo. Fare il presepe è celebrare la vicinanza di Dio, è riscoprire che Dio è reale, concreto, vivo e palpitante. Dio non è un signore lontano o un giudice distaccato, ma è Amore umile, disceso fino a noi. Il Bambino nel presepe ci trasmette la sua tenerezza. Alcune statuine raffigurano il “Bambinello” con le braccia aperte, per dirci che Dio è venuto ad abbracciare la nostra umanità. Allora è bello stare davanti al presepe e lì confidare al Signore la vita, parlargli delle persone e delle situazioni che abbiamo a cuore, fare con Lui il bilancio dell’anno che sta finendo, condividere le attese e le preoccupazioni.

Accanto a Gesù vediamo la Madonna e San Giuseppe. Possiamo immaginare i pensieri e i sentimenti che avevano mentre il Bambino nasceva nella povertà: gioia, ma anche sgomento. E possiamo anche invitare la Sacra Famiglia a casa nostra, dove ci sono gioie e preoccupazioni, dove ogni giorno ci svegliamo, prendiamo cibo e sonno vicini alle persone più care. Il presepe è un Vangelo domestico. La parola presepe letteralmente significa “mangiatoia”, mentre la città del presepe, Betlemme, significa “casa del pane”. Mangiatoia e casa del pane: il presepe che facciamo a casa, dove condividiamo cibo e affetti, ci ricorda che Gesù è il nutrimento, il pane della vita (cfr Gv 6,34). È Lui che alimenta il nostro amore, è Lui che dona alle nostre famiglie la forza di andare avanti e di perdonarci.

Il presepe ci offre un altro insegnamento di vita. Nei ritmi a volte frenetici di oggi è un invito alla contemplazione. Ci ricorda l’importanza di fermarci. Perché solo quando sappiamo raccoglierci possiamo accogliere ciò che conta nella vita. Solo se lasciamo fuori casa il frastuono del mondo ci apriamo all’ascolto di Dio, che parla nel silenzio. Il presepe è attuale, è l’attualità di ogni famiglia. Ieri mi hanno regalato un’immaginetta di un presepe speciale, piccolina, che si chiamava: “Lasciamo riposare mamma”. C’era la Madonna addormentata e Giuseppe con il Bambinello lì, che lo faceva addormentare. Quanti di voi dovete dividere la notte fra marito e moglie per il bambino o la bambina che piange, piange, piange. “Lasciate riposare mamma” è la tenerezza di una famiglia, di un matrimonio.

Il presepe è più che mai attuale, mentre ogni giorno si fabbricano nel mondo tante armi e tante immagini violente, che entrano negli occhi e nel cuore. Il presepe è invece un’immagine artigianale di pace. Per questo è un Vangelo vivo.

Cari fratelli e sorelle, dal presepe possiamo cogliere infine un insegnamento sul senso stesso della vita. Vediamo scene quotidiane: i pastori con le pecore, i fabbri che battono il ferro, i mugnai che fanno il pane; a volte si inseriscono paesaggi e situazioni dei nostri territori. È giusto, perché il presepe ci ricorda che Gesù viene nella nostra vita concreta. E, questo è importante. Fare un piccolo presepe a casa, sempre, perché è il ricordo che Dio è venuto da noi, è nato da noi, ci accompagna nella vita, è uomo come noi, si è fatto uomo come noi

Nella vita di tutti i giorni non siamo più soli, Egli abita con noi. Non cambia magicamente le cose ma, se Lo accogliamo, ogni cosa può cambiare. Vi auguro allora che fare il presepe sia l’occasione per invitare Gesù nella vita. Quando noi facciamo il presepe a casa, è come aprire la porta e dire: “Gesù, entra!”, è fare concreta questa vicinanza, questo invito a Gesù perché venga nella nostra vita. Perché se Lui abita la nostra vita, la vita rinasce. E se la vita rinasce, è davvero Natale. Buon Natale a tutti!

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Chers frères et sœurs, dans une semaine nous célèbrerons Noël et nous pouvons nous demander comment nous préparer à cette fête. Une façon simple et efficace est de faire la crèche. Moi aussi cette année j’ai suivi ce chemin. Je suis allé à Greccio où saint François a fait la première crèche, avec les gens de la région; et j’ai écrit une lettre pour rappeler la signification de cette tradition. La crèche est comme un Evangile vivant. Elle porte la Bonne Nouvelle là où nous vivons. Faire la crèche c’est célébrer la proximité de Dieu, redécouvrir que Dieu est un Amour humble, descendu jusqu’à nous. L’Enfant dans la crèche nous transmet sa tendresse, il nous dit que Dieu est venu embrasser notre humanité. Près de Jésus, nous voyons Marie et Joseph. Nous aussi nous pouvons inviter la Sainte Famille chez nous. La crèche de nos maisons nous rappelle que Jésus est celui qui nourrit notre amour, qui donne à nos familles la force d’aller de l’avant et de nous pardonner mutuellement. Dans le rythme frénétique de nos vies, la crèche est aussi une invitation à la contemplation, pour nous ouvrir à l’écoute de Dieu qui parle dans le silence. Dans un monde qui fabrique tant d’armes et tant d’images de violence, la crèche est une image artisanale de paix. Autour du Prince de la paix, nous retrouvons l’harmonie, entre les personnes et avec la création. Les scènes de la vie quotidienne, souvent représentées dans la crèche, nous montrent que Jésus vient dans notre vie concrète. Elles nous disent que nous ne sommes plus seuls dans nos vies de tous les jours. Jésus habite avec nous. Si nous l’accueillons tout peut changer. Je souhaite que faire la crèche soit pour vous l’occasion d’inviter Jésus dans votre vie.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, in particolare i giovani di Francia e i fedeli della Costa d'Avorio. Cari fratelli e sorelle, invito anche voi a seguire questa bellissima tradizione del presepe. Troverete lì un’immagine della presenza amorevole di Gesù nelle vostre famiglie e in ciascuna delle vostre vite. Auguro a tutti Buon Natale; e ringrazio quanti in questi giorni, da tante parti del mondo, mi hanno inviato messaggi augurali per il 50° di sacerdozio e per il compleanno. Grazie soprattutto per il dono della preghiera.

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier les jeunes venus de France et les fidèles de Côte d’Ivoire. Chers frères et sœurs, je vous invite vous aussi à suivre cette belle tradition de la crèche. Vous y trouverez le rappel de la présence aimante de Jésus dans vos familles et dans toute votre vie. A tous je souhaite un joyeux Noël et je remercie tous ceux qui ces jours-ci, de nombreuses parties du monde, m’ont envoyé des messages de vœux pour mon 50ème anniversaire d’ordination sacerdotale et pour mon anniversaire. Merci surtout pour le don de la prière.

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In these last days of Advent, we do well to ask ourselves: How am I preparing for the birth of Jesus? One way to prepare for Christmas is to set up a nativity scene in our homes, churches and public spaces, a lovely tradition that began with Saint Francis of Assisi. The Christmas crèche is a kind of living Gospel, a touching reminder that the Lord showed his love for us by being born as one of us, in order to share in our daily lives, hopes and concerns. The name Bethlehem, which means “house of bread”, and the image of the manger, evoke the meals which we share as families, and the centrality of Jesus, the living bread come down from heaven, in our family life. In this world of frenetic activity, the Christmas crèche also encourages us to pause and contemplate what is truly important in life. Everything in the nativity scene speaks of the harmony and peace that only Christ the Saviour can bring to our lives and to our world. As we gaze upon the lowly scene of Jesus’ birth, let us invite him into our hearts, so that each new day can bring spiritual rebirth and preserve in us the joy of Christmas.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti da Canada e Stati Uniti d’America. Auguro a tutti Buon Natale; e ringrazio tutti di pregare per la Chiesa, questo che voi fate, e di pregare che [affinchè] in questo Natale ci sia la pace. Grazie.

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups from Canada and the United States of America. I wish all of you a very blessed Christmas, and I thank those people everywhere who have sent me their congratulations and good wishes for my fiftieth ordination anniversary and for my birthday. I thank you in a particular way for the gift of your prayers

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern,

Weihnachten ist nahe. Eine einfache, aber wirkungsvolle Weise, sich auf dieses große Fest vorzubereiten ist der Aufbau der Weihnachtskrippe in unseren Häusern. Die Krippe ist wie ein lebendiges Evangelium, das an die Orte kommt, wo wir leben: unsre Wohnungen, Schulen, Krankenhäuser, Altersheime, Behörden, Gefängnisse, öffentliche Plätze. Eine Krippe bauen bedeutet, die Nähe Gottes zu feiern, seine demütige Liebe, die uns das Kind mit den offenen Armen verdeutlicht. Es will teilhaben an unserem Leben als Einzelne und als Familien; es weckt unsere Liebe und lädt uns zugleich zur Betrachtung ein. Nur wenn wir den Lärm des Alltags hinter uns lassen, können wir das aufnehmen, was wirklich im Leben zählt. Dann vermögen wir Gott zu hören, der in der Stille zu uns spricht. Die Krippe ist ein kunstvoll gestaltetes Bild des Friedens. Das Jesuskind führt die Menschen zusammen, wo sonst jeder seine eigenen Wege geht. Schließlich erinnert uns die Krippe daran, dass Jesus in unser konkretes Leben kommt. Wenn wir ihn aufnehmen, erneuert er unser Leben.

Santo Padre:

Un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua tedesca. Saluto in particolare le bande musicali e corali dal Tirolo. Con la vostra musica suggestiva ci fate entrare nello spirito di Natale. Grazie. Prepariamoci alla Solennità del Natale di Gesù Cristo, aprendo i nostri cuori anche al prossimo che ha bisogno del nostro amore. Auguro a voi e alle vostre famiglie un Santo Natale.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Pilger und Besucher deutscher Sprache. Besonders grüße ich die Musikkapellen und Chöre aus Tirol. Mit eurer stimmungsvollen Musik habt ihr uns auf das Christfest eingestimmt. Vergelt‘s Gott. Bereiten wir uns auf das Hochfest der Geburt Jesu Christi vor, indem wir unsere Herzen auch dem Nächsten öffnen, der unserer Liebe bedarf. Euch und euren Familien wünsche ich ein gesegnetes Weihnachtsfest.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Dentro de una semana celebraremos la Navidad y nos podemos preguntar: ¿Cómo nos estamos preparando para el Nacimiento de Jesús? Un modo sencillo es “hacer el belén”. Recientemente fui a Greccio, donde san Francisco hizo el primer pesebre, y por esa ocasión escribí una carta para recordar el significado de esta tradición.

El pesebre es un Evangelio vivo, no lo olvidemos, que nos recuerda que Dios se ha hecho hombre. Es bonito detenerse delante del nacimiento y confiar al Señor las personas, las situaciones, las preocupaciones que llevamos dentro.

El belén es además un Evangelio doméstico: “Pesebre” es donde comen los animales; y “Belén” significa “casa del pan”. Pesebre y casa del pan, estas dos palabras nos evocan que Jesús es el alimento para nuestra existencia; es el pan de vida.

El nacimiento es también una invitación a la contemplación. Nos recuerda la importancia de detenerse. Ante una sociedad frenética, el belén nos hace dirigir nuestra mirada a Dios, que es pobre de cosas, pero rico de amor, y nos invita a invertir en lo importante, no en la cantidad de bienes, sino en la calidad de los afectos.

Por último, el pesebre es también imagen artesanal de la paz ante tanta violencia e individualismo que nos rodea. En el pesebre todos convergen en Jesús, que es Príncipe de la paz. Y donde está Jesús hay armonía, y nos dice que no estamos solos, porque Él está con nosotros, dándonos una vida nueva.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, venidos de España y de Latinoamérica. Ante la celebración de la Navidad, los invito a preparar el belén en sus hogares y a detenerse para contemplarlo, para que el nacimiento de Jesús los llene de alegría y les conceda la paz. Les deseo a todos Feliz Navidad. Gracias.

In lingua portoghese

Speaker:

Faltam oito dias para o Natal, e um modo simples de nos prepararmos para ele é fazer o Presépio. Este é como um Evangelho vivo, um Evangelho doméstico nas casas, nas escolas, nos lugares de trabalho e de convívio, nos hospitais, nos cárceres e nas praças. Aí nos recorda uma verdade essencial: Deus não quis ficar invisível no Céu, mas veio à terra, fez-Se homem. Ao armar o Presépio, recordamos esta proximidade de Deus: Deus não é um senhor distante nem um juiz alteroso, mas é amor real, palpitante, que desceu até junto de nós. O Deus Menino transmite-nos a ternura de Deus. Atraindo o nosso olhar para Ele, vemo-Lo pobre de coisas e rico de amor. Isto chama-nos ao essencial: na vida, não conta a quantidade de coisas, mas a qualidade dos sentimentos e afetos. Enquanto a ruína da humanidade deriva do facto de cada um seguir pela sua estrada desinteressando-se dos outros, no Presépio todos convergem para Jesus, Príncipe da paz. Ao seu redor, naquela gruta iluminada pela ternura, reina a harmonia: lá vemos, juntas, pessoas muito diferentes entre si: os Magos e os pastores, os reis e os pobres, as crianças e os idosos. E vemos também a harmonia entre o homem e a criação, com o boi e o burro que dão espaço no seu estábulo a uma pobre família sem-abrigo. Esta imagem artesanal de paz, como é atual no mundo violento de hoje! Pode parecer que o mundo não tenha melhorado; mas de facto há uma novidade; uma só, mas decisiva: Jesus. Na vida do dia-a-dia, não estamos sozinhos; Ele mora connosco. Não muda magicamente as coisas, mas, se O acolhermos, tudo pode mudar. Por isso, desejo a todos que a construção do Presépio seja uma ocasião para convidar Jesus a vir à vossa vida; porque, se Jesus habitar nela, a vida renasce e é verdadeiramente Natal.

Santo Padre:

Cari pellegrini di lingua portoghese, auguro a tutti Buon Natale.

Grazie soprattutto per il dono della preghiera! A tutti desidero anche un buon Anno Nuovo, pieno delle benedizioni di Dio Bambino.

Speaker:

Queridos peregrinos de língua portuguesa, desejo a todos um Natal feliz.

Obrigado sobretudo pelas orações oferecidas por mim. A todos desejo também um bom Ano Novo, repleto das bênçãos de Deus Menino!

In lingua araba

Speaker:

[لقد تكلّم قداسة البابا اليوم عن معنى المذود وأهمّية تحضيره ووجوده في الأماكن التي نعيش فيها: من منازل ومدارس وأماكن عمل ومستشفيات ودور تمريض وسجون وساحات. فتحضير المغارة يعني الاحتفال بقرب الله، الحيّ والنابض، والذي جاء كي يعانق إنسانيّتنا. وهنا دعانا البابا إلى الوقوف أمام المذود كي نسلّم حياتنا للربّ، ونكلمّه عن الأشخاص وعن الأوضاع التي تهمّنا، ونقيّم العام الذي ينتهي، ونشاركه بتطلّعاتنا ومخاوفنا. ثم أوضح البابا أن كلمة مذود تعني معلف وكلمة بيت لحم تعني بيت الخبز، وأن هذا يذكّرنا بأن يسوع هو الغذاء الأساسيّ، أنه خبز الحياة. وأشار إلى أن المذود يدعونا كذلك إلى التوقّف أمامه وسط عالمنا المتسرّع والمحموم الذي يسعى وراء الخيرات المادّية. فليس باستطاعتنا أن ننفتح على ما هو مهمّ حقّا في الحياة، إلّا إذا تركنا ضجيج العالم خارجًا وأصغينا لصوت طفل المغارة. وختم قداسته التعليم مشيرا إلى أن الربّ جاء وسط صوره الشرّ العنيفة، ليؤكد لنا بأننا لم نعد وحدنا، فإن قبلناه، وسمحنا له بأن يسكن حياتنا، فإن كلّ شيء سيتغيّر، وسيكون هذا العيد حقًّا عيد الميلاد].

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dalla Terra Santa, dalla Giordania e dal Medio Oriente. Il Signore della gloria ha lasciato il suo cielo per essere con noi e trasformare la nostra terra in cielo. Il presepe che lui brama è proprio il nostro cuore, poiché vuole darci la sua pace incrollabile e la sua vita eterna. È questo che cambia il mondo. Auguro a tutti Buon Natale; e ringrazio quanti in questi giorni, da tante parti del mondo, mi hanno inviato messaggi augurali per il 50° di sacerdozio e per il compleanno. Grazie soprattutto per il dono della preghiera. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre dal‎ maligno!

Speaker:

أرحبُ بالحاضرينَ الناطقينَ باللغة العربية، وخاصةً القادمينَ من الأراضي المقدّسة، ومن الأردن، ومن الشرق الأوسط. إن ربّ المجد قد تخلّى عن سماه كي يحلّ بيننا ويحوّل أرضنا إلى سماء. إن المذود الذي يتوق إليه إنما هو قلبنا، لأنه يريد أن يمنحنا سلامه الذي لا يتزعزع وحياته الأبديّة. هذا هو ما يغيّر العالم. أتمنى لكم جميعًا عيد ميلاد مجيد. وأشكر جميع الذين أرسلوا لي في هذه الأيام، من أنحاء كثيرة من العالم، رسائل تهنئة بمناسبة الذكرى الخمسين لرسامتي الكهنوتية ولعيد ميلادي. شكرًا جزيلاً على صلواتكم. ليبارِكْكُم الربُّ جميعًا ويَحرُسْكُم دائمًا من الشرير!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, myśląc o świętach Bożego Narodzenia pamiętajmy o przygotowaniu w domu żłóbka. Pierwszy żłóbek zorganizował z mieszkańcami Greccio św. Franciszek. W tym roku odwiedziłem to miejsce i napisałem List apostolski, by przypomnieć o znaczeniu tej tradycji. Żłóbek jest „żywą Ewangelią”. Postawiony w miejscach naszego życia: w domach, szkołach, miejscach pracy, w szpitalach, domach opieki, w więzieniach i na placach, przypomina, że Bóg przyszedł na Ziemię, stał się człowiekiem, ogarnia Miłością każdego z nas i całą ludzkość. Stańmy przy żłóbku, powierzając Jezusowi własne życie, spotykanych ludzi, mówiąc o naszych oczekiwaniach, obawach, o zdarzeniach kończącego się roku. Nazwa żłóbek nawiązuje do żłobu, a nazwa, Betlejem oznacza „dom chleba”. Uświadamia nam to znaczenie domu, w którym wspólnie dzielimy się chlebem i sercem. Przypomina nam, że Jezus jest Pokarmem, który daje naszym rodzinom siłę, by iść naprzód, by sobie wzajemnie pomagać i przebaczać. Żłóbek jest również znakiem pokoju, zaprasza do adoracji Boga, wskazuje na harmonię między człowiekiem a stworzeniem. Niech przygotowanie żłóbka będzie szczególnym zaproszeniem, by Jezus narodził się w naszych sercach, i zamieszkał w naszych domach i rodzinach.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Tra pochi giorni sarà Natale. Rallegriamoci della presenza di Dio nel Bambino nato a Betlemme dalla Vergine Maria. Sia Lui la luce sulle vie della vostra vita, la pace e la forza che porta alla vittoria del bene sul male. Auguro a tutti Buon Natale.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie pielgrzymów polskich. Za kilka dni święta Bożego Narodzenia. Radujmy się obecnością Boga w osobie Dziecięcia, narodzonego w Betlejem z Maryi Dziewicy. Niech On będzie światłem na drogach waszego życia, pokojem i mocą, która wiedzie nas do zwycięstwa dobra nad złem. Życzę wam błogosławionych świąt.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i Sacerdoti e i Seminaristi Cinesi del Pontificio Collegio Urbano “De Propaganda Fide”, di Roma; e i gruppi parrocchiali, specialmente quello di Alvito. Saluto inoltre l’Azienda sanitaria di Teramo, con il Vescovo Monsignor Lorenzo Leuzzi; l’Associazione nazionale Panificatori Pasticcieri; e l’Istituto Oratorio Damasiano, di Roma. Gli oratoriani si fanno sentire, sanno fare chiasso. Bravi, bravi!

Saluto infine i giovani, gli anziani, gli ammalati e gli sposi novelli. Mancano ormai pochi giorni al Santo Natale del Signore Gesù. Sull’esempio della Santa Famiglia, prepariamoci ad accoglierlo nella gioia, lasciandoci invadere il cuore dal suo amore per ciascuno di noi.

A tutti voi, Buon Natale.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 18 dicembre 2019