Udienza generale lockdownL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.30 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi sulle Beatitudini, ha incentrato la sua meditazione sulla settima: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La catechesi di oggi è dedicata alla settima beatitudine, quella degli “operatori di pace”, che vengono proclamati figli di Dio. Mi rallegro che essa capiti subito dopo la Pasqua, perché la pace di Cristo è frutto della sua morte e risurrezione, come abbiamo ascoltato nella Lettura di San Paolo. Per capire questa beatitudine bisogna spiegare il senso della parola “pace”, che può essere frainteso o alle volte banalizzato.

Dobbiamo orientarci fra due idee di pace: la prima è quella biblica, dove compare la bellissima parola shalòm, che esprime abbondanza, floridezza, benessere. Quando in ebraico si augura shalòm, si augura una vita bella, piena, prospera, ma anche secondo la verità e la giustizia, che avranno compimento nel Messia, principe della pace (cfr Is 9,6; Mic 5,4-5).

C’è poi l’altro senso, più diffuso, per cui la parola “pace” viene intesa come una sorta di tranquillità interiore: sono tranquillo, sono in pace. Questa è un’idea moderna, psicologica e più soggettiva. Si pensa comunemente che la pace sia quiete, armonia, equilibrio interno. Questa accezione della parola “pace” è incompleta e non può essere assolutizzata, perché nella vita l’inquietudine può essere un importante momento di crescita. Tante volte è il Signore stesso che semina in noi l’inquietudine per andare incontro a Lui, per trovarlo. In questo senso è un importante momento di crescita; mentre può capitare che la tranquillità interiore corrisponda ad una coscienza addomesticata e non ad una vera redenzione spirituale. Tante volte il Signore deve essere “segno di contraddizione” (cfr Lc 2,34-35), scuotendo le nostre false sicurezze, per portarci alla salvezza. E in quel momento sembra di non avere pace, ma è il Signore che ci mette su questa strada per arrivare alla pace che Lui stesso ci darà.

A questo punto dobbiamo ricordare che il Signore intende la sua pace come diversa da quella umana, quella del mondo, quando dice: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi» (Gv 14,27). Quella di Gesù è un’altra pace, diversa da quella mondana.

Domandiamoci: come dà la pace il mondo? Se pensiamo ai conflitti bellici, le guerre si concludono, normalmente, in due modi: o con la sconfitta di una delle due parti, oppure con dei trattati di pace. Non possiamo che auspicare e pregare perché si imbocchi sempre questa seconda via; però dobbiamo considerare che la storia è un’infinita serie di trattati di pace smentiti da guerre successive, o dalla metamorfosi di quelle stesse guerre in altri modi o in altri luoghi. Anche nel nostro tempo, una guerra “a pezzi” viene combattuta su più scenari e in diverse modalità.1 Dobbiamo perlomeno sospettare che nel quadro di una globalizzazione fatta soprattutto di interessi economici o finanziari, la “pace” di alcuni corrisponda alla “guerra” di altri. E questa non è la pace di Cristo!

Invece, come “dà” la sua pace il Signore Gesù? Abbiamo ascoltato San Paolo dire che la pace di Cristo è “fare di due, uno” (cfr Ef 2,14), annullare l’inimicizia e riconciliare. E la strada per compiere questa opera di pace è il suo corpo. Egli infatti riconcilia tutte le cose e mette pace con il sangue della sua croce, come dice altrove lo stesso Apostolo (cfr Col 1,20).

E qui mi domando, possiamo tutti domandarci: chi sono, quindi, gli “operatori di pace”? La settima beatitudine è la più attiva, esplicitamente operativa; l’espressione verbale è analoga a quella usata nel primo versetto della Bibbia per la creazione e indica iniziativa e laboriosità. L’amore per sua natura è creativo – l’amore è sempre creativo – e cerca la riconciliazione a qualunque costo. Sono chiamati figli di Dio coloro che hanno appreso l’arte della pace e la esercitano, sanno che non c’è riconciliazione senza dono della propria vita, e che la pace va cercata sempre e comunque. Sempre e comunque: non dimenticare questo! Va cercata così. Questa non è un’opera autonoma frutto delle proprie capacità, è manifestazione della grazia ricevuta da Cristo, che è nostra pace, che ci ha resi figli di Dio.

La vera shalòm e il vero equilibrio interiore sgorgano dalla pace di Cristo, che viene dalla sua Croce e genera un’umanità nuova, incarnata in una infinita schiera di Santi e Sante, inventivi, creativi, che hanno escogitato vie sempre nuove per amare. I Santi, le Sante che costruiscono la pace. Questa vita da figli di Dio, che per il sangue di Cristo cercano e ritrovano i propri fratelli, è la vera felicità. Beati coloro che vanno per questa via.

E di nuovo buona Pasqua a tutti, nella pace di Cristo!

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1 Cfr Omelia nel Sacrario Militare di Redipuglia, 13 settembre 2014; Omelia a Sarajevo, 6 giugno 2015; Discorso al Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, 21 febbraio 2020.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Chers frères et sœurs, la catéchèse d’aujourd’hui est consacrée à la septième béatitude: Heureux les artisans de paix, car ils seront appelés fils de Dieu. Je me réjouis qu’elle arrive juste après Pâques, parce que la paix du Christ est le fruit de sa mort et de sa résurrection. Quand Jésus affirme: «Je vous laisse la paix, je vous donne ma paix; ce n’est pas à la manière du monde que je vous la donne» (Jn 14,27), il nous dit que sa paix est différente de la paix humaine. Comment le monde donne-t-il la paix? Si nous pensons aux conflits, ils se terminent soit par la défaite d’une des parties, soit par des traités de paix. Aujourd’hui, dans une guerre “par morceaux”, dans le cadre d’une mondialisation faite surtout d’intérêts économiques, la “paix” des uns correspond à la “guerre” des autres. Ce n’est pas cela la paix du Christ! Par contre, comment le Seigneur Jésus nous donne-t-il sa paix? Saint Paul nous a dit que la paix du Christ c’est d’annuler l’inimitié et de réconcilier. Et la route pour réaliser cette œuvre de paix c’est son corps. En effet, il réconcilie toutes choses et établit la paix par le sang de sa croix. Qui sont alors les artisans de paix? Sont appelés fils de Dieu ceux qui ont appris l’art de la paix et l’exercent, ils savent qu’il n’y a pas de réconciliation sans don de sa propre vie, et que la paix doit être cherchée toujours et partout. Ce n’est pas le fruit de notre propre capacité, c’est la manifestation de la grâce reçue du Christ, qui nous a rendus fils de Dieu. Cette paix vient de sa croix et génère une humanité nouvelle.

Santo Padre:

Saluto cordialmente le persone di lingua francese! Mentre celebriamo la risurrezione del Signore, chiediamoGli di fare di noi degli artigiani di pace e di riconciliazione, affinché in questi tempi difficili tutti possiamo riconoscerci come figli dello stesso Padre! Ancora Buona Pasqua a tutti, nella pace di Cristo. Dio vi benedica.

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française ! Alors que nous célébrons la Résurrection du Seigneur, demandons-lui de faire de nous des artisans de paix et de réconciliation, afin qu’en ces temps d’épreuve nous nous reconnaissions tous enfants d’un même Père ! De nouveau bonne fête de Pâques à tous, dans la paix du Christ. Et que Dieu vous bénisse.

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on the Beatitudes, we now turn to the seventh Beatitude: “Blessed are the peacemakers, for they shall be called sons of God” (Mt 5:9). One kind of peace can be seen in the biblical term Shalom, which signifies an abundant, flourishing life. A second idea is the modern notion of interior serenity. Yet this second type of peace is incomplete since spiritual growth often occurs precisely when our tranquillity has somehow been disturbed. In this Easter season we see Jesus bringing the gift of his own peace, a fruit of his death and resurrection. The Lord bestows his gift not as the world does – where “peace” is often purchased at the expense of others – but by destroying hostility in his own person (cf. Eph 2:14). A peacemaker, then, is someone who, by God’s grace, imitates Jesus in bringing reconciliation to others by giving of themselves, always and everywhere! Those who do so are true children of God and show us the way of true happiness. Once again, I wish you all a happy Easter, in the peace of Christ!

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua inglese collegati attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Nella gioia del Cristo Risorto, invoco su di voi e sulle vostre famiglie l’amore misericordioso di Dio nostro Padre. Il Signore vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking faithful joining us through the media. In the joy of the Risen Christ, I invoke upon you and your families the loving mercy of God our Father. May the Lord bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, heute befassen wir uns mit der siebten Seligpreisung: »Selig, die Frieden stiften, denn sie werden Kinder Gottes genannt werden« (Mt 5,9). Das Wort „Frieden“ können wir dabei verschieden verstehen. Da ist zum einen das biblische Shalom, das Fülle und ein ganzheitliches Wohlergehen auf dem Fundament der göttlichen Wahrheit und Gerechtigkeit bezeichnet. Heute hingegen herrscht eine eher psychologisch-subjektive Auffassung von Frieden im Sinn von Ruhe, innerem Gleichgewicht und Zufriedenheit vor. Doch brauchen wir auch eine gewisse Unruhe für unser Reifen und eine innere Ruhe kann andererseits von Lauheit, Gleichgültigkeit und falscher Anpassung herrühren. Der Herr will unsere falschen Sicherheiten erschüttern, um uns zum Heil zu führen. Er gibt seinen Frieden nicht, wie die Welt ihn gibt (vgl. Joh 14,27). Sein Friede ist „die Teile zu vereinigen“ (Eph 2,14), die Parteien zu versöhnen, und diese Einigung vollbringt er, indem er seinen Leib hingibt. Entsprechend sollen auch wir als Christen mit ganzer Hingabe und mit der wahrhaft schöpferischen Kraft der göttlichen Liebe immer und überall am Aufbau seines Reiches mitwirken. So werden wir in Christus zu Söhnen und Töchtern Gottes.

Santo Padre:

Cari fratelli e sorelle, buona e santa Pasqua! Gesù ha dato se stesso con tutta la sua vita terrena, fino alla morte in croce, per riconciliare gli uomini con Dio. Nella profonda unità con Dio, anche l’uomo ritrova un sano rapporto con gli altri, con se stesso e con tutto il creato. Questa pace di Cristo sia sempre con voi.

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, frohe, gesegnete Ostern! Jesus hat sich mit seinem ganzen irdischen Leben, bis hin zum Tod am Kreuz, hingegeben, um die Menschen mit Gott zu versöhnen. In der tiefen Einheit mit Gott findet auch der Mensch wieder zu einem gesunden Verhältnis zu seinen Mitmenschen, zu sich selbst und zur ganzen Schöpfung. Dieser Friede Christi sei immer mit euch!

In lingua spagnola

La catequesis de hoy está dedicada a la bienaventuranza que dice: «Dichosos los que trabajan por la paz, porque ellos serán llamados hijos de Dios». Para comprenderla, tenemos que conocer qué significa la palabra “paz”.

El término bíblico shalom quiere decir abundancia, bienestar, en una vida conducida bajo la verdad y la justicia, que se cumplen en la espera del Mesías, Príncipe de la paz. Sin embargo, hay otro sentido de paz que es más subjetivo y que está muy difundido en nuestra sociedad, es el de la tranquilidad y equilibrio personal, que en ocasiones no corresponde a un crecimiento interior.

De hecho, la paz del Señor es diferente a la que da el mundo, con sus guerras y sus múltiples tratados de paz rotos. La paz que viene del Señor es la que “hace de dos pueblos uno solo”; es la paz que aniquila la enemistad y que reconcilia con la sangre de su cruz.

Los que trabajan por la paz son llamados hijos de Dios porque actúan de forma activa y artesanal, colaborando en la obra de la creación. Asumen el arte de la paz y la ejercen, sabiendo que no hay reconciliación sin donación de la propia vida y que la paz no es fruto de las propias capacidades, sino que es la manifestación de la gracia de Cristo, que nos ha hecho hijos de Dios.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española que siguen esta catequesis a través de los medios de comunicación social. Los animo a colaborar con Dios en la tarea de construir la paz, en cada momento y en cada lugar, comenzando por aquellas situaciones que viven ustedes y con las personas que tienen alrededor; de manera particular, en estos momentos que estamos viviendo a causa de la pandemia, para que, con un gesto concreto de bien, puedan llevar la ternura, la alegría y la paz de Cristo Resucitado.

Feliz pascua de Resurrección. Y que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

A sétima Bem-aventurança fala-nos dos pacificadores, dos obreiros da paz, declarando-os felizes «porque serão chamados filhos de Deus». Mas, de que paz se trata? Habitualmente tende-se a identificar a paz com uma certa tranquilidade, harmonia e equilíbrio interior. Ora isto nem sempre é verdade! Quantas vezes a inquietude marca um momento importante de crescimento na vida, enquanto a tranquilidade interior se fica a dever apenas a uma consciência adormecida; e então, na vida, o Senhor precisa de nos dar um abanão nestas falsas seguranças. O verdadeiro equilíbrio interior, ou seja, a verdadeira paz, recebemo-la de Cristo, o Filho de Deus. Os obreiros da paz, que serão chamados filhos de Deus, aprenderam e praticam a arte da paz, segundo o modelo que temos em Jesus Cristo e nos foi apresentado na leitura inicial: de dois povos – o povo judeu e o povo dos gentios –, Ele criou em Si próprio um só povo, fazendo a paz por meio da cruz. A paz de Cristo é fazer de dois um só, anular a inimizade e reconciliar. E o caminho para o conseguir é o seu corpo, com o dom da própria vida. De facto, n’Ele são reconciliadas todas as coisas, instaurando-se a paz pelo sangue da sua cruz. A paz vem da sua cruz e gera uma humanidade nova, encarnada numa série infinda de pessoas santas, criativas, que sempre inventam caminhos novos para se reconciliar com seus irmãos. Esta vida de filhos de Deus que, pelo sangue de Cristo, procuram e encontram os seus irmãos, é a verdadeira felicidade.

Santo Padre: Nota: sempre com tamanho 15

Cari ascoltatori di lingua portoghese, «la pace del Signore sia con tutti voi». Dalla tomba dove Lo avevano rinchiuso, Cristo Gesù è uscito per noi, per portare la vita dove c’era la morte. Egli è risorto per noi e non ci lascerà mancare nulla: appoggiati a questa certezza riusciremo a superare ogni difficoltà. Di nuovo auguro a tutti buona Pasqua, nella pace di Cristo.

Speaker:

Amados ouvintes de língua portuguesa, «a paz do Senhor esteja com todos vós». Do túmulo onde O fechamos, Cristo Jesus saiu para nós, para trazer a vida onde havia a morte. Ele ressuscitou para nós e não nos deixará faltar nada: apoiados nesta certeza, conseguiremos superar todas as dificuldades. De novo, a todos desejo uma Páscoa feliz, na paz de Cristo.

In lingua araba

Speaker:

توَقف قداسة البابا اليَومَ في إطارِ تعاليمِهِ حول التطويبات، عندَ التطويبةِ السابعة: "طوبى لِلسَّاعينَ إِلى السَّلام فإِنَّهم أَبناءَ اللهِ يُدعَون". وأوضح قداسته أن سلام المسيح يعني المصالحة وإلغاء العداوة، وهو سلام لا يقوم على التمني وإنما على قبول الصليب والآلام والمعاناة. ولذا "فصانعوا السلام" هم الأشخاص الذين يسعون دائمًا إلى تحقيق السلام، عبر التضحية والمثابرة، وبذل الذات إن لزم الأمر. وأكد قداسة البابا أن المسيح قد وهبنا السلام الحقيقي عبر سر الصليب والقيامة. فمن فصحه ولَدَت الكنيسة، ومن أحشاء الكنيسة خرج عدد هائل من القديسين والقديسات، والمبدعين والخلاقين، الذين ابتكروا دائمًا طرقًا جديدة للحب. فألهم هكذا نور قبر المسيح الكثيرين وحثهم على الإيمان بأن السعادة الحقيقية هي ثمرة البحث عن الإخوة والسعي لتحقيق السلام، مهما كان الثمن.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba che seguono questa Udienza attraverso i mezzi di comunicazione sociale! La pace è un dono di Dio ed è il frutto di una lotta spirituale incessante nel portare la croce ogni giorno dietro Cristo, perché chi crede in Dio deve tradurre la sua fede in amore verso tutte le Sue creature. Deve trasformarsi in uno strumento di pace con tutti i fratelli. Il Signore vi benedica e Buona Pasqua.

Speaker:

أُحيِّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية، المتابعين لهذا المقابلة عِبر وسائل التواصل الاجتماعي! إن السلام هو هبة من الله، وهو ثمرة الجهاد الروحي المستمر لحمل الصليب كل يوم خلف المسيح، لأن من يؤمن بالله يجب أن يترجم إيمانه بمحبة جميع خلائقه. يجب أن يتحول إلى أداة سلام لجميع الإخوة. الرب يبارككم وأتمنى لكم فصحًا مجيدًا!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, w dzisiejszej katechezie rozważamy siódme błogosławieństwo Pana Jezusa z Kazania na Górze, odnoszące się do tych, którzy „wprowadzają pokój”. Trzeba odróżnić dwa pojęcia pokoju. Pierwsze, określane w Biblii hebrajskim słowem „szalom”, oznacza rozkwit, dobrobyt, dostatnie życie. Drugie, rozumiane w sensie potocznym, oznacza ciszę, spokój, harmonię. Pan Jezus powiedział do uczniów: „Pokój zostawiam wam, pokój mój daję wam. Nie tak jak daje świat, Ja wam daję” (J 14, 27). Jak należy rozumieć to Jego pozdrowienie? Świat usiłuje wprowadzić pokój poprzez wojny, traktaty pokojowe, globalizację interesów gospodarczych. W rezultacie „pokój” jednych odpowiada „wojnie” innych. To nie jest pokój Chrystusowy! Jego pokój, jak powie św. Paweł, to „uczynić obie części [ludzkości] jednością” (por. Ef 2, 14), odrzucić wrogość i pojednać się. To pokój, który Chrystus wprowadza przez krew swojego krzyża. W tym kontekście, błogosławieni „wprowadzający pokój”, o których mówi siódme błogosławieństwo, są dziećmi Bożymi. Szukają one pokoju i zgody za wszelką cenę. Mają świadomość, że nie ma pojednania bez ofiarowania czegoś ze swego życia, że zawsze należy dążyć do pokoju. Prawdziwy szalom, Chrystusowy pokój, oparty na prawdzie i sprawiedliwości, wyrasta z Jego Krzyża i rodzi nowego człowieka, nową ludzkość, która podejmuje ewangeliczną drogę życia. Niech to będzie także naszym zadaniem i dążeniem. Jeszcze raz wszystkim życzę dobrych Świąt Paschalnych, w pokoju Chrystusa!

Santo Padre:

Saluto cordialmente i Polacchi. Domenica prossima celebreremo la festa della Divina Misericordia. San Giovanni Paolo II l’ha istituita rispondendo alla richiesta di Gesù trasmessa a santa Faustina. Così ha detto: “Desidero che la festa della misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime. L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della mia misericordia” (Diario 699). Con fiducia preghiamo Gesù Misericordioso per la Chiesa e per tutta l’umanità, specialmente per coloro che soffrono in questo tempo tanto difficile. Cristo Risorto ravvivi in noi la speranza e lo spirito di fede. Di cuore vi benedico.

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam Polaków. W niedzielę będziemy obchodzili święto Bożego Miłosierdzia. Św. Jan Paweł II ustanowił je, odpowiadając na prośbę Pana Jezusa przekazaną św. Faustynie. Powiedział tak: „pragnę, aby święto Miłosierdzia było ucieczką i schronieniem dla wszystkich dusz. Nie zazna ludzkość spokoju, dopokąd nie zwróci się do źródła miłosierdzia mojego” (Dz 699). Z ufnością módlmy się do Jezusa Miłosiernego za Kościół i za całą ludzkość, szczególnie za tych, którzy cierpią w tym bardzo trudnym czasie. Niech Chrystus Zmartwychwstały ożywi w nas nadzieję i ducha wiary. Z serca wam błogosławię.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 15 aprile 2020