palazzo apostolico udienzaL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nella Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla preghiera, ha incentrato la sua meditazione sul tema “La preghiera di lode” (Lettura: Sal 145,1-3.21).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Proseguiamo la catechesi sulla preghiera, e oggi diamo spazio alla dimensione della lode.

Prendiamo spunto da un passaggio critico della vita di Gesù. Dopo i primi miracoli e il coinvolgimento dei discepoli nell’annuncio del Regno di Dio, la missione del Messia attraversa una crisi. Giovanni Battista dubita e gli fa arrivare questo messaggio – Giovanni è in carcere: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?» (Mt 11,3). Lui sente questa angoscia di non sapere se ha sbagliato nell’annuncio. Sempre ci sono nella vita momenti bui, momenti di notte spirituale, e Giovanni sta passando questo momento. C’è ostilità nei villaggi sul lago, dove Gesù aveva compiuto tanti segni prodigiosi (cfr Mt 11,20-24). Ora, proprio in questo momento di delusione, Matteo riferisce un fatto davvero sorprendente: Gesù non eleva al Padre un lamento, ma un inno di giubilo: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli» (Mt 11,25). Cioè, in piena crisi, in pieno buio nell’anima di tanta gente, come Giovanni il Battista, Gesù benedice il Padre, Gesù loda il Padre. Ma perché?

Anzitutto lo loda per quello che è: «Padre, Signore del cielo e della terra». Gesù gioisce nel suo spirito perché sa e sente che suo Padre è il Dio dell’universo, e viceversa il Signore di tutto ciò che esiste è il Padre, “il Padre mio”. Da questa esperienza di sentirsi “il figlio dell’Altissimo” scaturisce la lode. Gesù si sente figlio dell’Altissimo.

E poi Gesù loda il Padre perché predilige i piccoli. È quello che Lui stesso sperimenta, predicando nei villaggi: i “dotti” e i “sapienti” rimangono sospettosi e chiusi, fanno dei calcoli; mentre i “piccoli” si aprono e accolgono il messaggio. Questo non può che essere volontà del Padre, e Gesù se ne rallegra. Anche noi dobbiamo gioire e lodare Dio perché le persone umili e semplici accolgono il Vangelo. Io gioisco quando io vedo questa gente semplice, questa gente umile che va in pellegrinaggio, che va a pregare, che canta, che loda, gente alla quale forse mancano tante cose ma l’umiltà li porta a lodare Dio. Nel futuro del mondo e nelle speranze della Chiesa ci sono sempre i “piccoli”: coloro che non si reputano migliori degli altri, che sono consapevoli dei propri limiti e dei propri peccati, che non vogliono dominare sugli altri, che, in Dio Padre, si riconoscono tutti fratelli.

Dunque, in quel momento di apparente fallimento, dove tutto è buio, Gesù prega lodando il Padre. E la sua preghiera conduce anche noi, lettori del Vangelo, a giudicare in maniera diversa le nostre sconfitte personali, le situazioni in cui non vediamo chiara la presenza e l’azione di Dio, quando sembra che il male prevalga e non ci sia modo di arrestarlo. Gesù, che pure ha tanto raccomandato la preghiera di domanda, proprio nel momento in cui avrebbe avuto motivo di chiedere spiegazioni al Padre, invece si mette a lodarlo. Sembra una contraddizione, ma è lì, la verità.

A chi serve la lode? A noi o a Dio? Un testo della liturgia eucaristica ci invita a pregare Dio in questa maniera, dice così: «Tu non hai bisogno della nostra lode, ma per un dono del tuo amore ci chiami a renderti grazie; i nostri inni di benedizione non accrescono la tua grandezza, ma ci ottengono la grazia che ci salva» (Messale Romano, Prefazio comune IV). Lodando siamo salvati.

La preghiera di lode serve a noi. Il Catechismo la definisce così: «una partecipazione alla beatitudine dei cuori puri, che amano Dio nella fede prima di vederlo nella Gloria» (n. 2639). Paradossalmente deve essere praticata non solo quando la vita ci ricolma di felicità, ma soprattutto nei momenti difficili, nei momenti bui quando il cammino si inerpica in salita. È anche quello il tempo della lode, come Gesù che nel momento buio loda il Padre. Perché impariamo che attraverso quella salita, quel sentiero difficile, quel sentiero faticoso, quei passaggi impegnativi si arriva a vedere un panorama nuovo, un orizzonte più aperto. Lodare è come respirare ossigeno puro: ti purifica l’anima, ti fa guardare lontano, non ti lascia imprigionato nel momento difficile e buio delle difficoltà.

C’è un grande insegnamento in quella preghiera che da otto secoli non ha mai smesso di palpitare, che San Francesco compose sul finire della sua vita: il “Cantico di frate sole” o “delle creature”. Il Poverello non lo compose in un momento di gioia, di benessere, ma al contrario in mezzo agli stenti. Francesco è ormai quasi cieco, e avverte nel suo animo il peso di una solitudine che mai prima aveva provato: il mondo non è cambiato dall’inizio della sua predicazione, c’è ancora chi si lascia dilaniare da liti, e in più avverte i passi della morte che si fanno più vicini. Potrebbe essere il momento della delusione, di quella delusione estrema e della percezione del proprio fallimento. Ma Francesco in quell’istante di tristezza, in quell’istante buio prega. Come prega? “Laudato si’, mi Signore…”. Prega lodando. Francesco loda Dio per tutto, per tutti i doni del creato, e anche per la morte, che con coraggio chiama “sorella”, “sorella morte”. Questi esempi dei Santi, dei cristiani, anche di Gesù, di lodare Dio nei momenti difficili, ci aprono le porte di una strada molto grande verso il Signore e ci purificano sempre. La lode purifica sempre.

I Santi e le Sante ci dimostrano che si può lodare sempre, nella buona e nella cattiva sorte, perché Dio è l’Amico fedele. Questo è il fondamento della lode: Dio è l’Amico fedele, e il suo amore non viene mai meno. Sempre Lui è accanto a noi, Lui ci aspetta sempre. Qualcuno diceva: “E’ la sentinella che è vicino a te e ti fa andare avanti con sicurezza”. Nei momenti difficili e bui, troviamo il coraggio di dire: “Benedetto sei tu, o Signore”. Lodare il Signore. Questo ci farà tanto bene.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, nous abordons aujourd’hui la dimension de la louange dans la prière. Nous partons d’un passage critique de la vie de Jésus. Après les premiers miracles et l’implication des disciples dans l’annonce du Règne de Dieu, la mission du Messie traverse une crise. En ce moment de déception, Jésus élève un hymne de joie. En pleine crise, il bénit et loue le Père. Avant tout, Jésus loue le Père pour ce qu’il est, Dieu de l’univers. Puis, il loue le Père parce qu’il préfère les petits qui accueillent son message. Dans l’avenir du monde et dans les espérances de l’Eglise, il y a les petits qui, en Dieu, se reconnaissent tous frères. Dans un moment d’échec apparent, Jésus prie en louant le Père. Sa prière nous amène à juger de manière différente nos défaites personnelles. La prière de louange nous est utile. Elle doit surtout être pratiquée dans les moments difficiles où elle nous permet de voir un panorama nouveau, un horizon plus ouvert. A ce propos, il y a un grand enseignement dans la prière que saint François a composée vers la fin de sa vie, au milieu des privations: le “Cantique de frère soleil” ou “des créatures”. Il loue Dieu pour toute chose. Les Saints et les Saintes nous démontrent qu’on peut toujours louer, dans le bonheur comme dans les épreuves, parce que Dieu est l’Ami fidèle et son amour ne fait jamais défaut.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i fedeli di lingua francese. In questo anno consacrato a San Giuseppe, auspico che pur tra le gioie e le difficoltà, il nostro cuore sia sempre abitato dallo spirito di lode. A tutti la mia benedizione!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les personnes de langue française! En cette année consacrée à Saint Joseph, qu’au milieu de nos joies et de nos crises, nos cœurs soient toujours habités par l’esprit de louange. A tous, je donne ma bénédiction!

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters, in our continuing catechesis on Christian prayer, we now consider the prayer of praise. Matthew’s Gospel tells us that Jesus himself, in facing hostility and rejection, responds by praising God. He thanks the Father for who he is and for his love in revealing himself “to mere children” (Mt 11:25), to the poor and humble of our world. Jesus’ example of praise calls us to respond as he did at times when we feel God is absent or evil seems victorious. In this way, we come to view things in a new and greater perspective, for – as the Catechism teaches – through praise we share “in the blessed happiness of the pure of heart who love God in faith before seeing him in glory” (No. 2639). We see this clearly in the example of Saint Francis of Assisi, who composed his famous Canticle of the Creatures when he was troubled by sickness and impending blindness. In praising God for everything, even “Sister Death”, Francis, together with all the saints, teaches us the importance, in all the circumstances of our lives, of praising God who is always faithful and whose love is eternal.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua inglese. La Festa del Battesimo del Signore, che abbiamo appena celebrato, ci ricordi il nostro battesimo e ci ispiri a seguire Gesù Cristo ogni giorno più fedelmente. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I cordially greet the English-speaking faithful. May the Feast of the Baptism of the Lord, which we have just celebrated, remind us of our own baptism and inspire us to follow Jesus Christ more faithfully each day. Upon you and your families I invoke the joy and peace of the Lord. God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, heute wollen wir über das Lobgebet nachdenken. Im Matthäusevangelium finden wir einen Lobpreis Jesu auf den Vater, der sich den Unmündigen offenbart (vgl. 11,25). Es überrascht, dass der Herr diesen Jubel in einem Moment anstimmt, da er in seiner Verkündigung auf Ablehnung stößt. Jesus jubelt freudig im Geist, weil er weiß, dass Gott der Vater der Herr des Himmels und der Erde ist und ihm, seinem Sohn, alles übergeben hat. Sodann preist Jesus den Vater, weil dieser die Unmündigen in besonderer Weise liebt. Auch wir sollen Gott loben, dass die Einfachen und Demütigen seine Botschaft annehmen – diejenigen, die sich nicht für besser als die anderen halten, die sich ihrer Grenzen und Sünden bewusst sind und die sich im Vater alle als Geschwister erkennen. Schließlich ist es ein Geschenk Gottes, dass wir ihm danken dürfen. Unser Lobpreis kann seine Größe nicht mehren, doch uns bringt er Segen und Heil (vgl. Präfation für Wochentage IV). Deswegen sollen wir Gott nicht nur in frohen Stunden loben, sondern auch in schwierigen Augenblicken. Gerade da ist die Zeit für das Lobgebet, um auf unserem Weg mit Gott weiterzugehen. Dies lehren uns viele Heilige, so auch Franz von Assisi, der selbst in der Krankheit singt: „Gelobt seist du, mein Herr, mit allen deinen Geschöpfen.“

Santo Padre:

Saluto con affetto i fedeli di lingua tedesca. La lode porta la nostra preghiera verso Colui che ne è la sorgente e il termine: «un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui» (1Cor 8,6). Vogliamo anche in quest’anno lodare Dio, nei momenti belli e in quelli difficili, confidando filialmente nella sua bontà. Il Signore vi benedica e protegga sempre.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Gläubigen deutscher Sprache. Das Lob trägt unser Gebet zu seiner Quelle und seinem Ziel: den »einen Gott, den Vater. Von ihm stammt alles und wir leben auf ihn hin« (1 Kor 8,6). Wollen wir auch in diesem Jahr Gott loben, in den schönen wie in den schwierigen Momenten, und so als seine Kinder seiner Güte vertrauen. Der Herr segne und behüte euch allezeit.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy meditamos sobre la oración de alabanza. San Mateo nos relata en su Evangelio que la misión de Jesús, a un cierto punto —después de haber realizado los primeros milagros y haber enviado a sus discípulos para anunciar el Reino de Dios— atraviesa una crisis. Jesús ve surgir en su entorno hostilidad y desilusión. En medio de esta dificultad, Él no se queja con el Padre, sino que lo glorifica con un himno de júbilo.

En su oración, Jesús exulta de alegría, en primer lugar, por lo que Dios es: Él es su Padre y Señor del universo. Su alabanza brota precisamente de su experiencia de sentirse “hijo del Altísimo”. Y también lo alaba porque escoge a los “pequeños”. No se fija en los “sabios” y “prudentes” que, desconfiando de Él, lo rechazan, sino en los “pequeños”, los “sencillos” que están bien dispuestos a acoger su mensaje con un corazón limpio y humilde. Ellos, los pequeños, no se consideran mejores que los demás, son conscientes de sus propios límites y pecados, no tratan de dominar a los otros, sino que, en Dios Padre, se reconocen hermanos de todos.

La oración de alabanza nos ayuda, no sólo cuando nos sentimos felices, sino sobre todo en los momentos difíciles. Lo vemos, por ejemplo, en el “Cántico de las criaturas”, que san Francisco compuso al final de su vida, cuando experimentó la soledad, el fracaso y todo tipo de privaciones. En esa circunstancia, Francisco alaba a Dios por todo, por la creación e incluso por la muerte, a la que con valentía llega a llamar “hermana”.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Pidamos al Señor que nos conceda la gracia de ser humildes y de alabarlo en cualquier situación de nuestra vida, también en este tiempo de pandemia, porque sabemos que Él es el amigo fiel que nunca nos abandona y que nos ama sin medida. Que Dios los bendiga.

In lingua portoghese

Speaker:

Uma dimensão importante da oração é o louvor. Os Santos mostram-nos que se pode louvar sempre a Deus, tanto nas horas felizes da vida como nas adversidades. No Cântico das Criaturas, São Francisco de Assis começa dizendo «Louvado sejais, meu Senhor, pelo irmão Sol…», e continua louvando a Deus por todos os dons da criação, para terminar bendizendo-O por aquela a que chama «irmã morte». Poder-nos-ia vir a vontade de exclamar: «Era um poeta; faz poesia…» Não é verdade! Não faz poesia; era a realidade! Naquele período, Francisco já está cego, doente e sem forças; sente que a morte lhe ronda por perto. E louva a Deus até pela morte, a quem corajosamente chama «irmã». Nisto, o «pobrezinho de Assis» imita Jesus, a Quem vê louvar o Pai do Céu precisamente num momento crítico da sua vida pública, quando constata a incompreensão de sábios e entendidos e a murmuração seguida de abandono de grande parte dos discípulos. Então, Jesus não eleva um lamento nem um pedido de explicações, mas um hino de louvor: «Bendigo-Te, o Pai, Senhor do Céu e da Terra, (…) porque isso foi do teu agrado» (Mt 11, 25.26). Jesus exulta, porque sabe e sente que o Senhor de tudo o que existe é Pai, é o «meu Pai». E esta sua visão leva-nos também a julgar de maneira diferente as nossas derrotas pessoais, as situações em que não vemos clara a presença e a ação de Deus, quando parece que o mal prevalece e não há modo de o deter. Esta é a hora do louvor, que é «a oração – como diz o Catecismo – que mais imediatamente reconhece que Deus é Deus! Canta-O por Si próprio, glorifica-O não tanto pelo que Ele faz, ma sobretudo porque ELE É» (nº 2639). É o amigo fiel; eterno é o seu amor.

Santo Padre:

Nel salutarvi tutti, cari ascoltatori di lingua portoghese, vi invito a chiedere al Signore una fede grande per guardare la realtà con lo sguardo di Dio, e una grande carità per accostare le persone con il suo cuore misericordioso. Fidatevi di Dio, come la Vergine Maria! Su di voi e sulle vostre famiglie, scenda la benedizione del Signore.

Speaker:

Queridos ouvintes de língua portuguesa, a todos vos saúdo, convidando-vos a pedir ao Senhor uma fé grande para verdes a realidade com os olhos de Deus, e uma grande caridade para vos aproximardes das pessoas com o seu coração misericordioso. Confiai em Deus, como a Virgem Maria! Sobre vós e vossas famílias, desça a bênção do Senhor.

In lingua araba

Speaker:

تأمّلَ قداسةُ البابا اليَومَ في صلاةِ التسبيح. قال: مرّت رسالةُ المسيح بأزمة. شكَّ فيهِ يوحنا المعمدان، وسأل: "أَأَنتَ الآتي، أَم آخَرَ نَنتَظِر؟" وكان في القرى الواقعةِ على البحيرة، عداءٌ منتشرٌ تجاهه. وفي وسطِ الشدّة، لم يرفعْ يسوع شكواه إلى الآب، بل باركَه وسبَّحَه. سبَّحَه لأنَّه ربُّ السَّمَواتِ والأَرض ولأنَّه فضَّلَ الصِّغارَ على الأَذكِياءِ والحُكَماء. أوصَى يسوع بصلاةِ الطلب. وفي تلكَ اللحظةِ كان بحاجةٍ أن يطلب. لكنَّه لم يطلب، بل نراهُ يباركُ الآبَ ويسبّحُه ويمدحُه. نحن أيضًا، يجبُ أن نسبّحَ اللهَ ونشكُرَه، ليس فقط عندما نكونُ سعداءَ في الحياة، ولكن أيضًا، وقبلَ كلِّ شيءٍ في لحظاتِ الشدّة، لأنّها تُعلمُنا أن نرَى الحياةَ بمنظرٍ جديد، وتفتحُ أمامَنا الآفاق. وقالَ قداستُه: ألَّفَ القديسُ فرنسيس صلاةَ حمدٍ وتسبيحٍ ما زلنا نُصلِّيها حتى اليومَ وهي: صلاةُ نشيدِ المخلوقات. لم يؤَلِّفْها في لحظةِ فرحٍ وراحة، بل في وسطِ الصعوباتِ والمشقات. كانت اللحظةُ التي ألَّف فيها ذلك النشيدَ في آخرِ حياتِه، وقد تقدَّمَ في السن، وصارَ شِبْهَ أعمَى، والموتُ منه قريب، والعالمُ من حولِه لم يتغيَّر، ما زال عالمَ حروب، ومع ذلك كانت صلاتُه: "كُنْ مُسَبَّحًا، يا ربّ...". سبَّحَ فرنسيس اللهَ لكلِّ شيء، ولكلِّ عطايا الخليقة، وأيضًا للموت.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. I Santi e le Sante ci dimostrano che si può lodare Dio sempre, nella buona e nella cattiva sorte, perché Egli è l’amico fedele, e il suo amore non viene mai meno. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أحيّي المؤمنينَ الناطقينَ باللغةِ العربية. يُظهرُ لنا القدّيسونَ والقدّيسات أنَّه يمكنُ أن نسبِّحَ اللهَ دائمًا، في زمنِ اليُسرِ والعُسر، لأنَّه الصديقُ الأمين، ومحبتُه لا تغيب أبدًا. ليباركْكُم الرّبُّ جميعًا ولْيَحمِكُم دائمًا من كلِّ شر!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, nasza dzisiejsza katecheza jest poświęcona modlitwie uwielbienia.

Wyjdźmy od krytycznego wydarzenia w życiu Jezusa. Po Jego pierwszych cudach pojawia się pewna wrogość wobec Niego. I właśnie w tym momencie rozczarowania, Jezus nie wznosi do Ojca narzekania, lecz modlitwę uwielbienia: „Wysławiam Cię, Ojcze, Panie nieba i ziemi, że zakryłeś te rzeczy przed mądrymi i roztropnymi, a objawiłeś je prostaczkom”.

Modlitwa Jezusa zachęca nas do patrzenia w inny sposób na nasze rozczarowania lub porażki osobiste, na sytuacje, w których nie widzimy wyraźnie obecności Boga, kiedy zdaje się, że zło przeważa i nie ma sposobu, aby je powstrzymać. Jezus, który tak bardzo polecał modlitwę prośby, właśnie w chwili, w której miałby powód, żeby prosić Ojca o wyjaśnienia, zamiast tego zaczyna Go wysławiać.

Wspaniały przykład modlitwy uwielbienia znajdujemy w „Pieśni słonecznej”, którą św. Franciszek ułożył pod koniec swojego życia, gdy przeżywał wielkie trudności. Był on już prawie ślepy i odczuwał w swej duszy ciężar samotności, jakiej nigdy wcześniej nie odczuwał, a ponadto dostrzegał coraz bliższe kroki śmierci. Mógłby to być moment skrajnego rozczarowania i postrzegania własnej porażki. Ale w tej właśnie chwili Franciszek modląc się: „Pochwalony bądź, Panie mój”, wysławia Boga za wszystko, a nawet za śmierć, którą odważnie nazywa „siostrą”.

Modlitwa uwielbienia jest nam potrzebna. Święci i święte ukazują nam, że zawsze można uwielbiać Pana Boga, w dobrej i złej doli, ponieważ On jest wiernym przyjacielem, a Jego miłość nigdy nie zawodzi..

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi.

La Chiesa in Polonia continua a realizzare il programma pastorale triennale, intitolato: “L’Eucaristia dona la vita”.

Auguro a voi che nell’anno nuovo possiate approfondire con rinnovato slancio il mistero dell’Eucaristia, quale centro della vita cristiana.

Vi benedico di cuore.

Speaker polacco:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków.

Kościół w Polsce kontynuuje realizację trzyletniego programu duszpasterskiego zatytułowanego: „Eucharystia daje życie”.

Życzę Wam, abyście w nowym roku, z odnowionym zapałem, mogli pogłębiać tajemnicę Eucharystii jako centrum życia chrześcijańskiego.

Z serca Wam błogosławię.

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua italiana, esortando a mettere Cristo al centro della propria vita per essere portatori di luce e di speranza nella società.

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Attingete ogni giorno dal Signore la forza per andare avanti ed essere testimoni di pace e di amore.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 13 gennaio 2021