Sabato 3 aprile 2021

Cattedrale
Veglia Pasquale008

Care sorelle e cari fratelli,

in questo tempo di dolore e di morte come le donne abbiamo percorso la via della croce consapevoli che nella croce di Gesù ci sono le tante croci dei sofferenti del mondo, il dolore della guerra, della violenza, della povertà, della malattia, della solitudine degli anziani, dello smarrimento dei giovani e delle famiglie. Anche le donne erano smarrite, come gli apostoli dopo aver perso quell’amico straordinario. Ma le donne non si persero d’animo e non persero tempo. Fecero quanto potevano fare secondo l’usanza del tempo: andarono al sepolcro per ungere il corpo di Gesù. Si chiedevano: “Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?” È la domanda di tutti davanti al dolore e alla morte, alla sofferenza e al male, su cui spesso sono poste pietre pesanti per non vedere, nascondere, ma il male rimane, non scompare sotto la pietra e diventa un peso per chi sta dietro quella pietra.

Arrivate al sepolcro, “alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande”. Cari amici, se alziamo lo sguardo da noi stessi ci accorgiamo che davanti a quel sepolcro avviene qualcosa di inaspettato, di impossibile, che da soli non riusciremmo a fare. Qualcuno ha rotolato via la pietra e ci vuol fare entrare in quel luogo di dolore. Un giovane ci aspetta, è il messaggero di Dio, l’angelo di una Parola che è vita e resurrezione, rappresentata da quella veste bianca, la stessa che i discepoli videro rivestita da Gesù nella trasfigurazione. Quelle donne hanno oltrepassato il confine della morte, oltre le loro attese, ma sono intimorite, non capiscono. Sembra impossibile che ci sia qualcosa di nuovo dopo quella triste vicenda che ha messo a morte colui che credevano sarebbe stato il liberatore e il Messia. Ma quel giovane le rassicura e spiega: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù il Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui…. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”.


Non dobbiamo avere paura! Quel giovane, la sua parola ci spiega, ci aiuta, risponde alle nostre domande e incertezze. Lasciamoci aiutare dalla parola di Dio. C’è qualcosa di nuovo, di inatteso, oltre quel sepolcro. Il Signore è risorto. Niente che corrisponda alle attese di quelle donne, neppure alle nostre. Questa è la Pasqua, cari fratelli e sorelle. Come abbiamo ascoltato nelle tre letture del Primo Testamento, dal libro della Genesi, dell’Esodo e del profeta Ezechiele: Dio crea qualcosa di nuovo, che nessuno si sarebbe aspettato. La Pasqua è un nuovo inizio, una nuova creazione, è la vera risposta alle nostre attese profonde. È la luce che illumina le tenebre del mondo, come abbiamo visto proprio all’inizio di questa liturgia, quando abbiamo acceso il cero pasquale, segno di Cristo risorto, luce per noi e per il mondo, luce che dà origine alla vita, come avviene nel racconto della creazione. Ma è anche libertà dalla schiavitù, come nell’Esodo dall’Egitto. Da quante schiavitù dobbiamo essere liberati! E infine è la creazione di un nuovo popolo, di donne e uomini a cui Dio dà un cuore nuovo e uno spirito nuovo, perché possano vivere insieme come sorelle e fratelli, il popolo dei cristiani, il popolo delle nostre comunità, della Chiesa che nasce con la Pasqua.

Accogliamo questo annuncio come un nuovo inizio per ognuno di noi, una nuova creazione. Tutto può cambiare dalla Pasqua, cari fratelli. Tuttavia, bisogna andare in Galilea, si deve tornare agli inizi dell’incontro con Gesù. Egli ci precede in Galilea, l’inizio, ma anche la periferia, luogo dell’incontro con Gesù che ci fa camminare per strade e luoghi dove incontrare malati, poveri, bisognosi, peccatori e giusti, tutti alla ricerca di parole e gesti che sappiano lenire il dolore, consolare, guarire, dare vita e amore. Lasciamoci precedere da Gesù, perché egli ci guiderà sulla via del bene e ci renderà suo popolo, suoi amici, mentre la sua Parola sarà luce per un nuovo inizio, come quel giorno, il primo della settimana, fu luce per le donne del Vangelo, un mondo nuovo a cui il Signore risorto dava inizio e a cui vuole associare anche noi. Siate allora tutti angeli del Risorto!


+ Ambrogio Vescovo

Qui una Fotogallery Veglia Pasquale 2021
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Si legga anche l'articolo dedicato alla Settimana Santa 2021