omelia 16 08Lunedì 16 agosto 2021

piazzale della Concattedrale di Ferentino

 

Cari fratelli e sorelle,

le letture che abbiamo ascoltato insistono su due parole: giustizia e verità. Davanti alla testimonianza dei santi e dei martiri, noi scopriamo che non hanno ceduto davanti a chi voleva far abbandonare loro la giustizia e la verità. Hanno resistito perché sapevano che non in loro, ma in Dio si possono trovare giustizia e verità e che solo con lui possiamo vivere seguendo giustizia e verità. Ma cosa vuol dire concretamente per noi oggi seguire la giustizia e la verità? Ognuno vive secondo un suo criterio di giustizia. Anzi, a volte si è convinti di essere giusti, di vivere bene, tanto che difficilmente qualcuno si può permettere di mettere in discussione il nostro comportamento. A volte persino nelle famiglie si fa fatica a correggersi. Tutti maestri, tutti sicuri di sé. Tutti crediamo di essere nel giusto e di vivere secondo verità. Per questo a volte diventa impossibile un dialogo e un confronto sereno e pacifico.

Basta osservare quanto sta avvenendo anche in questo tempo davanti alla pandemia. Neppure la morte riesce a convincere chi pensa che è tutta un’invenzione ora dell’uno ora dell’altro. Nel nostro martire troviamo la via per non farci ingannare da noi stessi, dall’arroganza che ci fa credere giusti e nella verità, senza metterci mai in discussione. L’arroganza ci trascina verso una vita senza felicità, arrabbiata, lamentosa, poco rispettosa degli altri, arroccata su una verità fragile, senza fondamento, se non in qualche convinzione maturata senza un vero confronto e dialogo. Per questo, cari amici, si vive male, perché la giustizia si costruisce nell’amore e in comportamenti rispettosi e pacifici, mentre la verità si trova nell’ascolto e nel dialogo, non nel segreto di una condivisione a distanza o nella solitudine del tuo smartphone.

Qual è allora la via tracciata dal nostro martire?  Molto semplice, anche se non facile. Prima cosa: si deve scegliere. Non ci si deve far ingannare dagli idoli del nostro tempo - certo ben diversi da quelli che Daciano chiese ad Ambrogio di venerare - come il gioco d’azzardo, la droga, l’alcol, e molto altro, che illudono di darti quella felicità che tutti giustamente cerchiamo. Sappiamo bene come anche nella nostra terra questi idoli sono ben venerati, anche se ci costa fatica ammetterlo e si chiudono volentieri gli occhi! Allora scegli! Che cosa? Anzitutto ascolta il Signore e prega, ascolta la Parola di Dio e meditala, leggi la Bibbia e fanne tesoro di saggezza e di giustizia. In questo tempo il Signore ci ha accompagnato nel dolore, nella fatica, nella privazione a volte anche del necessario. Nella preghiera, nella Santa Messa, soprattutto della Domenica, noi lo incontriamo ed Egli ci aiuta, ci guida, ci indica la via della verità. La preghiera durante la sofferenza del martirio diede forza a Sant’Ambrogio e convinse altri ferentinati, ben 14 racconta la Passio che leggiamo ogni anno, a scegliere con lui di seguire il Signore lasciando gli idoli. Cari amici, nella vita o si sceglie o qualcuno sceglierà per noi, magari influenzandoci sui social, che semplificano la realtà e propongono una felicità finta. E poi, vivi la vita come dono di amore. La vita è l’unica cosa che non è nostra e che non ci siamo dati da soli. Sì, la vita è dono di amore ed è restituzione del dono ricevuto, anche quando incontra la sofferenza, la povertà, la malattia. Questa è la vera giustizia, che poi è l’espressione della massima carità. Potresti dire: ma io ho poco, a volte non basta neanche per me. Non si tratta solo di dare cose materiali, anche se questo è sempre essenziale, come avete fatto in questi mesi raccogliendo e donando con generosità a tante persone il cibo necessario per vivere. Il Signore lo sa! I Vangeli ci dicono come 5 pani e 2 pesci bastarono per una grande quantità di gente e ne avanzò. Chi di noi non ha qualcosa, anche di piccolo, da dare agli altri in tempo, attenzione, ascolto, soprattutto a chi è più solo, come gli anziani, a chi soffre, a chi è disorientato, triste o depresso, come quei giovani e giovanissimi che si rinchiudono a volte dietro uno schermo. Può bastare una telefonata, una videochiamata, una visita, un po’ di compagnia, un gesto di attenzione, un saluto, un sorriso. Quanto si può fare scegliendo ogni giorno di prenderci cura degli altri! Cari amici, Sant’Ambrogio, seguendo Gesù, torna ogni anno per testimoniarci che vivere per gli altri e con gli altri non solo è possibile, ma rende anche felici. Preghiamo il Signore perché il suo esempio ci guidi verso la giustizia e la verità, che solo una vita spesa nell'amore può farci raggiungere. E affidiamo al Signore per sua intercessione quanti ancora soffrono per questa pandemia e tutti coloro che se ne prendono cura, perché siano aiutati e protetti.

 

+ Ambrogio Vescovo

Qui una  Fotogallery Martirio Sant'Ambrogio 2021

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Si legga anche l'articolo Celebrazioni del 15 e 16 agosto 2021