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lettera pastoraleScrive il nostro vescovo nella Lettera Pastorale:

 «Nella Liturgia della Domenica con gioia ci troviamo gli uni accanto agli altri formando lo stesso popolo santo di Dio, raccolto attorno all’altare del Signore. Scrive Giovanni Paolo II nella Novo Millennio Ineunte: “L’Eucarestia Domenicale, raccogliendo settimanalmente i cristiani come famiglia di Dio intorno alla mensa della Parola e del Pane di vita, è anche l’antidoto più naturale alla dispersione. Essa è il luogo privilegiato dove la comunione è costantemente annunciata e coltivata. Proprio attraverso la partecipazione eucaristica, il giorno del Signore diventa anche il giorno della Chiesa, che può svolgere così in modo efficace il suo ruolo di sacramento di unità” (36). E l’antica preghiera eucaristica della Didaché recita a proposito del pane eucaristico: “Come questo pane era prima sparso sui colli e raccolto divenne una cosa sola, così la tua Chiesa si raccolga dai confini della terra nel tuo regno”. In questo senso l’Eucaristia “fa la Chiesa”, come affermava San Tommaso parlando dell’Eucaristia come del sacramento quo ecclesia fabricatur, il sacramento nel quale si costruisce la Chiesa».
 

Si può riflettere su questa parte della Lettera (pagina 27) in preparazione dell’Assemblea Diocesana 2011, considerando i seguenti spunti di riflessione.

·                     Anche per il credente con buone intenzioni l’eucaristia domenicale appare spesso come uno tra i tanti impegni del finesettimana, che è vissuto come un intervallo, interruzione dell’attività lavorativa. I finesettimana rischiano allora di divenire due giorni di riposo in cui si rischia di dissipare il tempo, dimenticando e disprezzando il riposo spirituale che è spazio di bellezza, di festa, di dignità dell’essere umano.

Le ore del sabato e della domenica, vengono vissute spesso come un tentativo di anestetizzare i pensieri e i problemi, nell’idea radicata che riposarsi equivale a non pensare a nulla di impegnativo. Oppure si cerca smaniosamente la distrazione, il divertimento, talvolta lo sballo, con l’idea che il divertirsi è un dovere dopo una settimana difficile.

La famiglia, soprattutto se ha figli adolescenti e giovani, fatica allora a trovare un momento domestico di unità, serenità e di vicinanza. La domenica, che stenta ad assumere una dimensione umana, è vissuta più come un tempo individuale, per me, speso pellegrinando verso un centro commerciale o verso un effimero momento di gioia.

In questa visione del riposo, la Messa appare come un tempo inutile, di poco valore, quasi incomprensibile, soprattutto per i giovani. Un tempo rubato al sonno da recuperare la domenica mattina

·                     Eppure questa frenesia o indolenza nel tempo libero contiene una grande nostalgia della festa. E’ un’esperienza che anche Gesù fa: nella parabole dell’invito al banchetto (Mt 22, 1-14 / Lc 14, 15-24) gli invitati, i chiamati, rifiutano di andare alla festa perché hanno altro da fare! Sono travolti dagli interessi, dalle consuetudini, dalla paura del futuro. E più aumenta il tempo libero più cresce lo spavento del non far niente, dell’apparente inutilità di occuparsi degli affetti, della cultura, del proprio intimo, dello Spirito.

·                     Riflettiamo su come fermarci e aiutare altri a fermarsi la Domenica, come non dissipare questo tempo libero e di riposo, come comprendere di più e meglio che la Celebrazione Eucaristica è il cuore della domenica. L’incontro con il Signore Gesù nella Liturgia della Parola e nella Liturgia Eucaristica, dona gioia e riposo. Come fare sì che la Messa sia spazio di festa e di bellezza per me e per la mia Comunità?

·                     Dalla consapevolezza che nell’incontro con il Signore nasce felicità, pienezza, vero riposo e amicizia, ha fonte la certezza che la domenica non è solo per me, solo per quelli che già partecipano alla Messa. Come comunicare la bellezza della domenica a chi non la vive. Come invitare alla parrocchia, alla Messa chi non frequenta. Come divenire attori di questa “Nuova evangelizzazione” nel territorio della nostra Diocesi?

·                     La domenica è bellezza, e la bellezza è fonte di conforto e guarigione per i deboli e i poveri. Gli anziani in particolari hanno sentito con più forza nella loro generazione la grazia della Domenica, come incontro con il Signore, come libertà dal lavoro duro, dalla povertà della vita quotidiana.mani-sacerdote

Hanno oggi questi anziani conforto? Possono partecipare alla messa la domenica? Qualcuno li visita? Si ricorda di loro? Ci sono anziani soli nella parrocchia in cui viviamo? Ci siamo già posti il problema di come vivere la domenica nella solidarietà verso di loro e verso chi è nel bisogno come ci ha chiesto il vescovo nella Lettera Pastorale?


Queste riflessioni, condivise in gruppo, nelle parrocchie e nei movimenti ecclesiali in cui viviamo la nostra vita di fede, ci possono accompagnare e preparare all’Assemblea diocesana che si svolgerà Sabato 1 e Domenica 2 Ottobre 2011.